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Disparità nel salario minimo tra i Paesi dell'Unione Euorpea: l'indagine Eurostat

14
feb
2020

Un tema che ha molto agitato l'opinione pubblica italiana è quello dell'introduzione del salario minimo garantito. Eurostat ha da pochissimo pubblicato un report che fa luce sulla consistenza di questa retribuzione minima nell'Europa analizzata in 27 Stati membri, indagandoo sulla disparità tra le diverse aree geografiche del continente.

Un primo dato che emerge è che i salari minimi mensili sono generalmente inferiori a € 600 nei Paesi a Est e superiori a € 1.500 nelle zone a Nord-Ovest dell'UE. Ecco perché gli Stati membri dell'UE che prevedono salari minimi nella loro legislazione nazionale possono essere suddivisi in 3 grandi gruppi.

Il primo include gli Stati che hanno salari minimi compresi tra € 400 e circa € 600 al mese. Come detto sono situati prevalentemente nella zona orientale del continente: Lettonia (€ 430), Romania (€ 466), Ungheria (€ 487), Croazia (€ 546), Repubblica Ceca (€ 575), Slovacchia (€ 580), Estonia (€ 584), Lituania (€ 607) e Polonia (€ 611). Di questo gruppo fa parte anche la Bulgaria, che a gennaio 2020 ha registrato il salario minimo lordo più basso d'Europa (€ 312).

Del secondo gruppo fanno parte 5 Stati, situati principalmente nel Sud dell'UE, i cui salari minimi sono compresi tra € 700 e poco più di € 1.000 al mese: Portogallo (€ 741), Grecia (€ 758), Malta (€ 777), Slovenia (€ 941) e Spagna (€ 1.050).

L'ultimo gruppo comprende 7 nazioni tutte situate nella parte occidentale e settentrionale dell'UE, con salari minimi superiori a € 1.500 al mese: Francia (€ 1.539), Germania (€ 1.584), Belgio (€ 1.594), Paesi Bassi (€ 1.636), Irlanda (€ 1.656) e Lussemburgo (€ 2.142).

Questo significa che il salario minimo più elevato nell'UE è di quasi 7 volte superiore al più basso. Tuttavia, le disparità nei salari minimi negli Stati membri dell'UE diventano considerevolmente più ristrette se si prende in considerazione il costo della vita dei singoli Paesi: i salari minimi negli Stati membri con livelli di prezzo (cioè costo della vita) più bassi diventano più alti se vengono espressi in standard di potere d'acquisto (PPS). Così i salari minimi varierebbero da 579 PPS al mese in Lettonia e 618 PPS in Bulgaria a 1.705 PPS in Lussemburgo, il che significa che il salario minimo più alto diventa di sole 3 volte superiore al più basso.

E l'Italia? Il nostro Paese non può partecipare a questa indagine perché è, insieme a Danimarca, Cipro, Austria, Finlandia e Svezia, tra i 27 Paesi a non prevedere alcuna legge sul salario minimo.

LEGGI ANCHE: Cresce il gender gap nel mondo del lavoro

 

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