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Le professioni: Osteopata

in Sanità

Osteopata: chi è, cosa cura, di cosa si occupa

L’Osteopata è un medico fisioterapista specializzato in osteopatia che pratica manipolazioni per ristabilire l’equilibrio generale del corpo, delle sue funzioni e del suo benessere.

L'osteopata si occupa principalmente della diagnosi e della cura di disturbi al sistema muscolo-scheletrico, disturbi al sistema neurologico, a quello digestivo, a quello nervoso, al sistema cardiocircolatorio.

Ma l'osteopatia cos'è?

Cos'è l'osteopatia? È una medicina non convenzionale riconosciuta dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che, dal 2007, viene definita come una medicina naturale basata sul contatto e la manipolazione.

L'osteopatia utilizza metodiche per stimolare, migliorare e preservare la salute della persona. Il medico osteopata:

  • visita i pazienti,

  • ne fa l’anamnesi,

  • raccoglie e analizza le informazioni;

  • Indaga sulle cause dei fenomeni;

  • prende decisioni cliniche sulla base dei principi e delle tecniche dell’osteopatia;

  • riconosce ed esegue il trattamento da applicare; 

  • individua le alterazioni strutturali e fisiologiche del corpo umano;

  • ne riconosce la tipologia; 

  • ne tiene sotto controllo i cambiamenti;

  • esamina il quadro clinico; 

  • individua le cause e le eventuali patologie che non sono di competenza osteopatica,

  • identifica gli stadi patologici che interessano le altre discipline mediche.

Oltre ai compiti sopra elencati, l'osteopata si occupa anche di impostare il programma terapeutico osteopatico, individuare gli obiettivi da raggiungere in considerazione delle proprie competenze, degli effetti attesi dai trattamenti, delle esigenze curative e delle aspettative del paziente.

Tra l'altro, monitora le reazioni di ciascun individuo. Sa come gestire il proprio tempo e quello altrui.

Chi esercita questa professione assiste e si prende cura degli altri, li ascolta attivamente, ne comprende i bisogni. Fornisce assistenza personale, attenzione medica e supporto emotivo. Comunica in maniera chiara ed efficace, usa un linguaggio semplice per informare il paziente sulle ragioni del trattamento, sulle possibili reazioni individuali e sulla prognosi. Esegue le manipolazioni solo previo consenso del paziente.

Ha la capacità di giustificare le scelte e l’uso delle tecniche osteopatiche applicate e di valutarne le controindicazioni. Ha rapidità nella percezione, ha attitudine a cogliere rapidamente le sensazioni. Predilige la manualità, ha destrezza nelle braccia, nelle mani e nelle dita.

L’osteopata è una persona accurata, metodica e concreta.

Cerca, seleziona, raccoglie le informazioni e registra i risultati della propria attività secondo una metodologia scientifica. Scambia informazioni con le altre figure professionali in ambito sanitario. È dotato di senso critico rispetto al proprio operato, sa se è il caso di cambiare la tecnica o l’approccio terapeutico utilizzato fino a quel momento.

Ha attitudine al ragionamento deduttivo e a quello induttivo: sa trarre dalle regole generali quelle da impiegare per risolvere casi particolari e sa combinare e organizzare le informazioni a disposizione per individuare regole o conclusioni generalizzabili.

È capace di integrare le conoscenze anatomo-funzionali, in particolare quelle del sistema neuro-muscolo-scheletrico, che lo mettono in grado di identificare e differenziare le strutture anatomiche normali da quelle che non lo sono e i diversi processi fisiologici.

L’attività richiede un costante aggiornamento professionale e un continuo confronto con i colleghi: partecipa a corsi, conferenze e congressi. L’osteopata sa produrre e presentare materiale scritto e dati organizzati. Lavora a diretto contatto con il pubblico, è in grado di stabilire e mantenere le relazioni interpersonali. È una persona moralmente integra, affidabile e composta: le manipolazioni prevedono un contatto fisico diretto e prolungato tra operatore e utente, un rapporto di totale fiducia, fondato sulla sicurezza e sulla qualità dell’intervento terapeutico.

L’osteopata lavora presso studi professionali privati o presso strutture ospedaliere a supporto di figure medico-sanitarie della medicina convenzionale.

Tutti i contenuti editoriali contenuti e pubblicati sul sito wecanjob.it sono stati registrati e sono protetti dalle leggi in materia di proprietà industriale e/o intellettuale. Leggi ancora...

Laurea in osteopatia? Non proprio. Ecco come diventare Osteopata.

Per diventare Osteopata è necessario avere compiuto i 18 anni e frequentare una scuola di Osteopatia. Al momento, in Italia, non esiste una laurea in Osteopatia, né esiste un titolo professionalizzante.

Il Consiglio superiore dell’Osteopatia, che raccoglie le associazioni di professionisti italiane più rappresentative, ha individuato i parametri e i requisiti minimi per appartenere alla categoria.

In particolare, le scuole di Osteopatia che aderiscono ai criteri formativi del Registro degli osteopati italiani forniscono un percorso formativo:

  • a tempo pieno: è un percorso formativo della durata di 5 anni, che può essere intrapreso da chi è in possesso di un diploma di scuola superiore. Prevede il raggiungimento di 300 crediti formativi e include il tirocinio formativo;

  • a tempo parziale: è un percorso di studio della durata di 6 anni riservato a chi possiede la laurea in Fisioterapia, in Medicina e Chirurgia o in Terapia occupazionale.

I percorsi formativi si concludono con un esame finale e il rilascio di un D.O., diploma Osteopata. In alcuni casi, il titolo di medico osteopata così ottenuto è valido in tutta Europa e riconosciuto nel Regno Unito.

Tutti i contenuti editoriali contenuti e pubblicati sul sito wecanjob.it sono stati registrati e sono protetti dalle leggi in materia di proprietà industriale e/o intellettuale. Leggi ancora...

Quali sono i dati sull'occupazione degli Osteopati?

Le prospettive di assunzione per i tecnici della medicina popolare, tra cui gli osteopati, sono in crescita. E ciò per effetto di un rilancio delle assunzioni previste nell’intero gruppo professionale dei tecnici della salute. Nel periodo 2014-2018 si passerà infatti 561.504 unità del 2014 a 564.581 unità del 2018, con una variazione dello 0,5%.

Previsioni occupati 2014-2018

Osteopata-1

Fonte: Isfol

 

Quanto guadagna un osteopata? Ecco il salario medio di chi lavora nel settore osteopatico

Lo stipendio annuo lordo dell’osteopata (con 5-10 anni di esperienza) oscilla in media tra i 15.000 e 18.000 €. La retribuzione varia a seconda della mole di pazienti trattati e della struttura presso la quale presta servizio. 

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Le altre professioni
Osteopata
Descrizione

Osteopata: chi è, cosa cura, di cosa si occupa

L’Osteopata è un medico fisioterapista specializzato in osteopatia che pratica manipolazioni per ristabilire l’equilibrio generale del corpo, delle sue funzioni e del suo benessere.

L'osteopata si occupa principalmente della diagnosi e della cura di disturbi al sistema muscolo-scheletrico, disturbi al sistema neurologico, a quello digestivo, a quello nervoso, al sistema cardiocircolatorio.

Ma l'osteopatia cos'è?

Cos'è l'osteopatia? È una medicina non convenzionale riconosciuta dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che, dal 2007, viene definita come una medicina naturale basata sul contatto e la manipolazione.

L'osteopatia utilizza metodiche per stimolare, migliorare e preservare la salute della persona. Il medico osteopata:

  • visita i pazienti,

  • ne fa l’anamnesi,

  • raccoglie e analizza le informazioni;

  • Indaga sulle cause dei fenomeni;

  • prende decisioni cliniche sulla base dei principi e delle tecniche dell’osteopatia;

  • riconosce ed esegue il trattamento da applicare; 

  • individua le alterazioni strutturali e fisiologiche del corpo umano;

  • ne riconosce la tipologia; 

  • ne tiene sotto controllo i cambiamenti;

  • esamina il quadro clinico; 

  • individua le cause e le eventuali patologie che non sono di competenza osteopatica,

  • identifica gli stadi patologici che interessano le altre discipline mediche.

Oltre ai compiti sopra elencati, l'osteopata si occupa anche di impostare il programma terapeutico osteopatico, individuare gli obiettivi da raggiungere in considerazione delle proprie competenze, degli effetti attesi dai trattamenti, delle esigenze curative e delle aspettative del paziente.

Tra l'altro, monitora le reazioni di ciascun individuo. Sa come gestire il proprio tempo e quello altrui.

Chi esercita questa professione assiste e si prende cura degli altri, li ascolta attivamente, ne comprende i bisogni. Fornisce assistenza personale, attenzione medica e supporto emotivo. Comunica in maniera chiara ed efficace, usa un linguaggio semplice per informare il paziente sulle ragioni del trattamento, sulle possibili reazioni individuali e sulla prognosi. Esegue le manipolazioni solo previo consenso del paziente.

Ha la capacità di giustificare le scelte e l’uso delle tecniche osteopatiche applicate e di valutarne le controindicazioni. Ha rapidità nella percezione, ha attitudine a cogliere rapidamente le sensazioni. Predilige la manualità, ha destrezza nelle braccia, nelle mani e nelle dita.

L’osteopata è una persona accurata, metodica e concreta.

Cerca, seleziona, raccoglie le informazioni e registra i risultati della propria attività secondo una metodologia scientifica. Scambia informazioni con le altre figure professionali in ambito sanitario. È dotato di senso critico rispetto al proprio operato, sa se è il caso di cambiare la tecnica o l’approccio terapeutico utilizzato fino a quel momento.

Ha attitudine al ragionamento deduttivo e a quello induttivo: sa trarre dalle regole generali quelle da impiegare per risolvere casi particolari e sa combinare e organizzare le informazioni a disposizione per individuare regole o conclusioni generalizzabili.

È capace di integrare le conoscenze anatomo-funzionali, in particolare quelle del sistema neuro-muscolo-scheletrico, che lo mettono in grado di identificare e differenziare le strutture anatomiche normali da quelle che non lo sono e i diversi processi fisiologici.

L’attività richiede un costante aggiornamento professionale e un continuo confronto con i colleghi: partecipa a corsi, conferenze e congressi. L’osteopata sa produrre e presentare materiale scritto e dati organizzati. Lavora a diretto contatto con il pubblico, è in grado di stabilire e mantenere le relazioni interpersonali. È una persona moralmente integra, affidabile e composta: le manipolazioni prevedono un contatto fisico diretto e prolungato tra operatore e utente, un rapporto di totale fiducia, fondato sulla sicurezza e sulla qualità dell’intervento terapeutico.

L’osteopata lavora presso studi professionali privati o presso strutture ospedaliere a supporto di figure medico-sanitarie della medicina convenzionale.

Percorso formativo

Laurea in osteopatia? Non proprio. Ecco come diventare Osteopata.

Per diventare Osteopata è necessario avere compiuto i 18 anni e frequentare una scuola di Osteopatia. Al momento, in Italia, non esiste una laurea in Osteopatia, né esiste un titolo professionalizzante.

Il Consiglio superiore dell’Osteopatia, che raccoglie le associazioni di professionisti italiane più rappresentative, ha individuato i parametri e i requisiti minimi per appartenere alla categoria.

In particolare, le scuole di Osteopatia che aderiscono ai criteri formativi del Registro degli osteopati italiani forniscono un percorso formativo:

  • a tempo pieno: è un percorso formativo della durata di 5 anni, che può essere intrapreso da chi è in possesso di un diploma di scuola superiore. Prevede il raggiungimento di 300 crediti formativi e include il tirocinio formativo;

  • a tempo parziale: è un percorso di studio della durata di 6 anni riservato a chi possiede la laurea in Fisioterapia, in Medicina e Chirurgia o in Terapia occupazionale.

I percorsi formativi si concludono con un esame finale e il rilascio di un D.O., diploma Osteopata. In alcuni casi, il titolo di medico osteopata così ottenuto è valido in tutta Europa e riconosciuto nel Regno Unito.

Numeri della professione

Quali sono i dati sull'occupazione degli Osteopati?

Le prospettive di assunzione per i tecnici della medicina popolare, tra cui gli osteopati, sono in crescita. E ciò per effetto di un rilancio delle assunzioni previste nell’intero gruppo professionale dei tecnici della salute. Nel periodo 2014-2018 si passerà infatti 561.504 unità del 2014 a 564.581 unità del 2018, con una variazione dello 0,5%.

Previsioni occupati 2014-2018

Osteopata-1

Fonte: Isfol

 

Quanto guadagna un osteopata? Ecco il salario medio di chi lavora nel settore osteopatico

Lo stipendio annuo lordo dell’osteopata (con 5-10 anni di esperienza) oscilla in media tra i 15.000 e 18.000 €. La retribuzione varia a seconda della mole di pazienti trattati e della struttura presso la quale presta servizio. 

Osteopata
 
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Osteopata: chi è, cosa cura, di cosa si occupa

L’Osteopata è un medico fisioterapista specializzato in osteopatia che pratica manipolazioni per ristabilire l’equilibrio generale del corpo, delle sue funzioni e del suo benessere.

L'osteopata si occupa principalmente della diagnosi e della cura di disturbi al sistema muscolo-scheletrico, disturbi al sistema neurologico, a quello digestivo, a quello nervoso, al sistema cardiocircolatorio.

Ma l'osteopatia cos'è?

Cos'è l'osteopatia? È una medicina non convenzionale riconosciuta dall'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) che, dal 2007, viene definita come una medicina naturale basata sul contatto e la manipolazione.

L'osteopatia utilizza metodiche per stimolare, migliorare e preservare la salute della persona. Il medico osteopata:

  • visita i pazienti,

  • ne fa l’anamnesi,

  • raccoglie e analizza le informazioni;

  • Indaga sulle cause dei fenomeni;

  • prende decisioni cliniche sulla base dei principi e delle tecniche dell’osteopatia;

  • riconosce ed esegue il trattamento da applicare; 

  • individua le alterazioni strutturali e fisiologiche del corpo umano;

  • ne riconosce la tipologia; 

  • ne tiene sotto controllo i cambiamenti;

  • esamina il quadro clinico; 

  • individua le cause e le eventuali patologie che non sono di competenza osteopatica,

  • identifica gli stadi patologici che interessano le altre discipline mediche.

Oltre ai compiti sopra elencati, l'osteopata si occupa anche di impostare il programma terapeutico osteopatico, individuare gli obiettivi da raggiungere in considerazione delle proprie competenze, degli effetti attesi dai trattamenti, delle esigenze curative e delle aspettative del paziente.

Tra l'altro, monitora le reazioni di ciascun individuo. Sa come gestire il proprio tempo e quello altrui.

Chi esercita questa professione assiste e si prende cura degli altri, li ascolta attivamente, ne comprende i bisogni. Fornisce assistenza personale, attenzione medica e supporto emotivo. Comunica in maniera chiara ed efficace, usa un linguaggio semplice per informare il paziente sulle ragioni del trattamento, sulle possibili reazioni individuali e sulla prognosi. Esegue le manipolazioni solo previo consenso del paziente.

Ha la capacità di giustificare le scelte e l’uso delle tecniche osteopatiche applicate e di valutarne le controindicazioni. Ha rapidità nella percezione, ha attitudine a cogliere rapidamente le sensazioni. Predilige la manualità, ha destrezza nelle braccia, nelle mani e nelle dita.

L’osteopata è una persona accurata, metodica e concreta.

Cerca, seleziona, raccoglie le informazioni e registra i risultati della propria attività secondo una metodologia scientifica. Scambia informazioni con le altre figure professionali in ambito sanitario. È dotato di senso critico rispetto al proprio operato, sa se è il caso di cambiare la tecnica o l’approccio terapeutico utilizzato fino a quel momento.

Ha attitudine al ragionamento deduttivo e a quello induttivo: sa trarre dalle regole generali quelle da impiegare per risolvere casi particolari e sa combinare e organizzare le informazioni a disposizione per individuare regole o conclusioni generalizzabili.

È capace di integrare le conoscenze anatomo-funzionali, in particolare quelle del sistema neuro-muscolo-scheletrico, che lo mettono in grado di identificare e differenziare le strutture anatomiche normali da quelle che non lo sono e i diversi processi fisiologici.

L’attività richiede un costante aggiornamento professionale e un continuo confronto con i colleghi: partecipa a corsi, conferenze e congressi. L’osteopata sa produrre e presentare materiale scritto e dati organizzati. Lavora a diretto contatto con il pubblico, è in grado di stabilire e mantenere le relazioni interpersonali. È una persona moralmente integra, affidabile e composta: le manipolazioni prevedono un contatto fisico diretto e prolungato tra operatore e utente, un rapporto di totale fiducia, fondato sulla sicurezza e sulla qualità dell’intervento terapeutico.

L’osteopata lavora presso studi professionali privati o presso strutture ospedaliere a supporto di figure medico-sanitarie della medicina convenzionale.

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