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Le professioni: Olivicoltore

in Agricoltura e Ambiente

Chi è e di cosa si occupa l'Olivicoltore?

L’Olivicoltore è un agricoltore che si occupa di impiantare e gestire colture di ulivi per la raccolta di olive e la produzione di olio e altri prodotti, alimentari e non solo, derivati dalle olive (per esempio nell’industria della cosmesi). La produzione italiana di olio è un’eccellenza a livello mondiale, anche se, di recente, una pesante crisi produttiva nel settore e la concorrenza di Paesi in cui la manodopera è meno costosa stanno mettendo a rischio il settore.

Un olivicoltore cura le piante di ulivo, ne raccoglie i frutti e successivamente produce olio e altri prodotti e li immette nel mercato dopo l’imbottigliamento e il confezionamento.

Come tutti gli agricoltori, la sua figura può essere suddivisa in due distinti profili maggiori:

  • lavoratore autonomo titolare di un’azienda agricola di piccole dimensioni (in questo caso viene definito coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale)
  • dipendente di azienda (in questo caso viene definito bracciante agricolo o lavoratore giornaliero di campagna)

Il coltivatore diretto e l’imprenditore agricolo professionale (descritto nel decreto legislativo 228 del 18 maggio 2001) sono titolari di una piccola azienda, che (anche con la propria famiglia) prestano di propria mano almeno 104 giornate di lavoro agricolo all’anno, ossia un terzo del fabbisogno totale dell’azienda. Devono perciò essere proprietari o affittuari del terreno agricolo che mettono a produzione. Entrambi i sottoprofili devono occuparsi di mansioni che riguardano la dimensione manageriale e del fare impresa (gestire il personale, farsi carico della commercializzazione, etc.).

Il bracciante agricolo, invece, non è soggetto ad alcuna restrizione per praticare la professione, e il suo lavoro dipende generalmente dalla richiesta del mercato. Il bracciante agricolo può lavorare sia come Operaio a Tempo Determinato (ODT) che a Tempo Indeterminato (ODI).

Gran parte dei braccianti agricoli viene introdotta nel mondo del lavoro a tempo determinato. I braccianti lavorano infatti stagionalmente, ossia quando nelle aziende c’è bisogno di maggiore mano d’opera: nel caso delle aziende di olivicoltura, quando è per esempio il tempo della raccolta delle olive.

Tutti i contenuti editoriali contenuti e pubblicati sul sito wecanjob.it sono stati registrati e sono protetti dalle leggi in materia di proprietà industriale e/o intellettuale. Leggi ancora...

Qual è il percorso formativo per diventare Olivicoltore?

Per diventare braccianti agricoli non è necessario alcun titolo di studi né una specifica formazione. Per svolgere la professione basta aver adempiuto all’obbligo scolastico.

Per diventare imprenditori agricoli professionali o coltivatori diretti ci si deve invece riferire alle varie legislazioni regionali, ma bisogna comunque essere iscritti presso le Camere di Commercio. In alcuni casi può risultare titolo obbligatorio una laurea o un diploma di scuola superiore a indirizzo agrario (o materie equipollenti).

Le competenze che servono per praticare la professione si apprendono generalmente anche on the job. Può infatti diventare imprenditore agricolo professionale anche chi ha accumulato almeno tre anni di esperienza come dipendente di un’azienda agricola. Tuttavia una formazione universitaria da agronomo o da agrario, anche quando non prevista dall’ordinamento regionale, può senz’altro essere utile.

L’olivicoltore deve avere una spiccata predisposizione a lavorare in ambienti rurali, operando soprattutto all’aperto e facendo l’abitudine alle dinamiche connesse al mondo della campagna. Per questo motivo, deve essere in buona salute, dato che il lavoro agricolo sottopone il corpo a sforzi fisici prolungati.

Tutti i contenuti editoriali contenuti e pubblicati sul sito wecanjob.it sono stati registrati e sono protetti dalle leggi in materia di proprietà industriale e/o intellettuale. Leggi ancora...

Quali sono i dati sull'occupazione dell'Olivicoltoreì?

A causa di fattori ambientali e climatici, dal 2014 la produzione italiana di olio di oliva è drasticamente diminuita rispetto all’anno precedente (su tutto il territorio nazionale, da 464.000 tonnellate prodotte nel 2013 si è passati infatti a 302.000 tonnellate nel 2014). Il settore sta vivendo purtroppo un periodo di crisi. I dati si riferiscono alla macrocategoria degli "Agricoltori e operai agricoli specializzati di coltivazioni legnose agrarie (vite, olivo, agrumi e alberi da frutta)" e mostrano come l'intero settore sia in difficoltà. Si è passati dal 5,94‰ del 2013 al 7,88‰ del 2014. Per il 2015 si prevede un drastico calo al 1,06‰.

Tendenza della domanda nel triennio 2013-2015

Olivicoltore-1

Fonte: Excelsior Unioncamere

Per quando riguarda le previsioni di assunzione nel settore, si nota una lieve flessione per il profilo dei braccianti agricoli. Se, infatti, nel 2011 gli occupati nel settore erano 383.716, nel 2016, secondo le previsioni, saranno 363.380.

La recente attenzione rivolta alle nuove forme di agricoltura sostenibile (biologica e chilometro zero) sta negli ultimi tempi riconfigurando le composizione degli occupati nel settore, spingendo contemporaneamente sempre più giovani verso il lavoro agricolo.

Esistono inoltre alcuni programmi europei di finanziamento che stimolano l’agricoltura biologica e le produzioni a chilometro zero.

Per quel che riguarda le retribuzioni medie, il coltivatore diretto e l’imprenditore agricolo professionale guadagnano in base alle dimensioni della propria azienda e al tipo di coltura che mettono in piedi.

Il bracciante agricolo, invece, guadagna in base a un tariffario condiviso consultabile sul sito di Confagricoltura.

  • Per il profilo ODT il range retributivo mensile varia tra 1.330 e 1.600 €
  • Per il profilo ODI il range retributivo orario varia tra 7,50 a 10 €
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Le altre professioni
Olivicoltore
Descrizione

Chi è e di cosa si occupa l'Olivicoltore?

L’Olivicoltore è un agricoltore che si occupa di impiantare e gestire colture di ulivi per la raccolta di olive e la produzione di olio e altri prodotti, alimentari e non solo, derivati dalle olive (per esempio nell’industria della cosmesi). La produzione italiana di olio è un’eccellenza a livello mondiale, anche se, di recente, una pesante crisi produttiva nel settore e la concorrenza di Paesi in cui la manodopera è meno costosa stanno mettendo a rischio il settore.

Un olivicoltore cura le piante di ulivo, ne raccoglie i frutti e successivamente produce olio e altri prodotti e li immette nel mercato dopo l’imbottigliamento e il confezionamento.

Come tutti gli agricoltori, la sua figura può essere suddivisa in due distinti profili maggiori:

  • lavoratore autonomo titolare di un’azienda agricola di piccole dimensioni (in questo caso viene definito coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale)
  • dipendente di azienda (in questo caso viene definito bracciante agricolo o lavoratore giornaliero di campagna)

Il coltivatore diretto e l’imprenditore agricolo professionale (descritto nel decreto legislativo 228 del 18 maggio 2001) sono titolari di una piccola azienda, che (anche con la propria famiglia) prestano di propria mano almeno 104 giornate di lavoro agricolo all’anno, ossia un terzo del fabbisogno totale dell’azienda. Devono perciò essere proprietari o affittuari del terreno agricolo che mettono a produzione. Entrambi i sottoprofili devono occuparsi di mansioni che riguardano la dimensione manageriale e del fare impresa (gestire il personale, farsi carico della commercializzazione, etc.).

Il bracciante agricolo, invece, non è soggetto ad alcuna restrizione per praticare la professione, e il suo lavoro dipende generalmente dalla richiesta del mercato. Il bracciante agricolo può lavorare sia come Operaio a Tempo Determinato (ODT) che a Tempo Indeterminato (ODI).

Gran parte dei braccianti agricoli viene introdotta nel mondo del lavoro a tempo determinato. I braccianti lavorano infatti stagionalmente, ossia quando nelle aziende c’è bisogno di maggiore mano d’opera: nel caso delle aziende di olivicoltura, quando è per esempio il tempo della raccolta delle olive.

Percorso formativo

Qual è il percorso formativo per diventare Olivicoltore?

Per diventare braccianti agricoli non è necessario alcun titolo di studi né una specifica formazione. Per svolgere la professione basta aver adempiuto all’obbligo scolastico.

Per diventare imprenditori agricoli professionali o coltivatori diretti ci si deve invece riferire alle varie legislazioni regionali, ma bisogna comunque essere iscritti presso le Camere di Commercio. In alcuni casi può risultare titolo obbligatorio una laurea o un diploma di scuola superiore a indirizzo agrario (o materie equipollenti).

Le competenze che servono per praticare la professione si apprendono generalmente anche on the job. Può infatti diventare imprenditore agricolo professionale anche chi ha accumulato almeno tre anni di esperienza come dipendente di un’azienda agricola. Tuttavia una formazione universitaria da agronomo o da agrario, anche quando non prevista dall’ordinamento regionale, può senz’altro essere utile.

L’olivicoltore deve avere una spiccata predisposizione a lavorare in ambienti rurali, operando soprattutto all’aperto e facendo l’abitudine alle dinamiche connesse al mondo della campagna. Per questo motivo, deve essere in buona salute, dato che il lavoro agricolo sottopone il corpo a sforzi fisici prolungati.

Numeri della professione

Quali sono i dati sull'occupazione dell'Olivicoltoreì?

A causa di fattori ambientali e climatici, dal 2014 la produzione italiana di olio di oliva è drasticamente diminuita rispetto all’anno precedente (su tutto il territorio nazionale, da 464.000 tonnellate prodotte nel 2013 si è passati infatti a 302.000 tonnellate nel 2014). Il settore sta vivendo purtroppo un periodo di crisi. I dati si riferiscono alla macrocategoria degli "Agricoltori e operai agricoli specializzati di coltivazioni legnose agrarie (vite, olivo, agrumi e alberi da frutta)" e mostrano come l'intero settore sia in difficoltà. Si è passati dal 5,94‰ del 2013 al 7,88‰ del 2014. Per il 2015 si prevede un drastico calo al 1,06‰.

Tendenza della domanda nel triennio 2013-2015

Olivicoltore-1

Fonte: Excelsior Unioncamere

Per quando riguarda le previsioni di assunzione nel settore, si nota una lieve flessione per il profilo dei braccianti agricoli. Se, infatti, nel 2011 gli occupati nel settore erano 383.716, nel 2016, secondo le previsioni, saranno 363.380.

La recente attenzione rivolta alle nuove forme di agricoltura sostenibile (biologica e chilometro zero) sta negli ultimi tempi riconfigurando le composizione degli occupati nel settore, spingendo contemporaneamente sempre più giovani verso il lavoro agricolo.

Esistono inoltre alcuni programmi europei di finanziamento che stimolano l’agricoltura biologica e le produzioni a chilometro zero.

Per quel che riguarda le retribuzioni medie, il coltivatore diretto e l’imprenditore agricolo professionale guadagnano in base alle dimensioni della propria azienda e al tipo di coltura che mettono in piedi.

Il bracciante agricolo, invece, guadagna in base a un tariffario condiviso consultabile sul sito di Confagricoltura.

  • Per il profilo ODT il range retributivo mensile varia tra 1.330 e 1.600 €
  • Per il profilo ODI il range retributivo orario varia tra 7,50 a 10 €
Olivicoltore
 
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Chi è e di cosa si occupa l'Olivicoltore?

L’Olivicoltore è un agricoltore che si occupa di impiantare e gestire colture di ulivi per la raccolta di olive e la produzione di olio e altri prodotti, alimentari e non solo, derivati dalle olive (per esempio nell’industria della cosmesi). La produzione italiana di olio è un’eccellenza a livello mondiale, anche se, di recente, una pesante crisi produttiva nel settore e la concorrenza di Paesi in cui la manodopera è meno costosa stanno mettendo a rischio il settore.

Un olivicoltore cura le piante di ulivo, ne raccoglie i frutti e successivamente produce olio e altri prodotti e li immette nel mercato dopo l’imbottigliamento e il confezionamento.

Come tutti gli agricoltori, la sua figura può essere suddivisa in due distinti profili maggiori:

  • lavoratore autonomo titolare di un’azienda agricola di piccole dimensioni (in questo caso viene definito coltivatore diretto o imprenditore agricolo professionale)
  • dipendente di azienda (in questo caso viene definito bracciante agricolo o lavoratore giornaliero di campagna)

Il coltivatore diretto e l’imprenditore agricolo professionale (descritto nel decreto legislativo 228 del 18 maggio 2001) sono titolari di una piccola azienda, che (anche con la propria famiglia) prestano di propria mano almeno 104 giornate di lavoro agricolo all’anno, ossia un terzo del fabbisogno totale dell’azienda. Devono perciò essere proprietari o affittuari del terreno agricolo che mettono a produzione. Entrambi i sottoprofili devono occuparsi di mansioni che riguardano la dimensione manageriale e del fare impresa (gestire il personale, farsi carico della commercializzazione, etc.).

Il bracciante agricolo, invece, non è soggetto ad alcuna restrizione per praticare la professione, e il suo lavoro dipende generalmente dalla richiesta del mercato. Il bracciante agricolo può lavorare sia come Operaio a Tempo Determinato (ODT) che a Tempo Indeterminato (ODI).

Gran parte dei braccianti agricoli viene introdotta nel mondo del lavoro a tempo determinato. I braccianti lavorano infatti stagionalmente, ossia quando nelle aziende c’è bisogno di maggiore mano d’opera: nel caso delle aziende di olivicoltura, quando è per esempio il tempo della raccolta delle olive.

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