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Le professioni: Ingegnere petrolifero

in Costruzioni

Chi è e di cosa si occupa l'Ingegnere petrolifero?

L’ingegnere petrolifero è un professionista che si occupa di progettare, sviluppare e manutenere gli impianti di estrazione degli idrocarburi naturali (gas, oli minerali, cere, bitumi, ecc.) e di gestire i processi che presiedono alle loro attività. Si occupa inoltre di progettare, elaborare e manutenere sistemi di stoccaggio e di trasporto delle risorse estratte (per esempio oleodotti e gasdotti).

Lavora in laboratorio oppure a diretto contatto con le risorse nelle località di estrazione marine o di terra: pozzi, piattaforme, trivelle, ecc.

Il lavoro nei luoghi di estrazione, e soprattutto quello sulle piattaforme petrolifere, impone delle condizioni piuttosto dure, che spesso costringono a lunghi periodi di permanenza sulla piattaforma, lontano da casa, in un ambiente abitato da sconosciuti e da persone di diverse nazionalità e culture. La responsabilità di cui si fa carico l’ingegnere petrolifero è inoltre molto elevata, data la delicatezza del lavoro che è chiamato a svolgere. I ritmi di svolgimento del lavoro petrolifero, infine, sono particolarmente stressanti, e spesso c’è bisogno di far fronte nel minor tempo possibile a emergenze e situazioni impreviste.

Per svolgere il suo lavoro l’ingegnere petrolifero è inoltre chiamato spesso a viaggiare, visitando luoghi in cui sono installati impianti di estrazione (per esempio nell’Oceano Indiano, ai Caraibi, al largo delle coste africane).

L’ingegnere petrolifero spesso è un grande innovatore di metodi e tecniche sia nella ricerca ed estrazione di gas e petrolio sia nei metodi di trasporto, vendita e utilizzo.

Un ingegnere petrolifero, per svolgere la sua professione, deve possedere, al di là delle competenze richieste dal punto di vista scientifico:

  • forte autocontrollo e resistenza allo stress
  • condizioni fisiche ottimali
  • capacità di lavoro in team
  • capacità di problem solving
  • capacità di direzione, coordinamento e controllo

Il lavoro dell’ingegnere petrolifero, infine, è diretto alla sostenibilità degli impianti e alla loro sicurezza.

Tutti i contenuti editoriali contenuti e pubblicati sul sito wecanjob.it sono stati registrati e sono protetti dalle leggi in materia di proprietà industriale e/o intellettuale. Leggi ancora...

Qual è il percorso formativo per diventare Ingegnere petrolifero?

Per esercitare la professione di ingegnere petrolifero è necessario frequentare un Corso di Laurea in ingegneria chimica o in ingegneria petrolifera, al quale sarebbe preferibile accedere con conoscenze già avanzate nell’ambito delle scienze matematiche, fisiche e naturali e/o delle materie tecniche. Dunque chi si iscrive a un Corso di Laurea in ingegneria a indirizzo chimico o petrolifero ha un percorso di studi agevolato se proviene da un Liceo Scientifico (qui un elenco dei Licei Scientifici presenti in Italia) o da un Istituto Tecnico a indirizzo meccanico o simili (qui un elenco degli Istituti Tecnici a indirizzo tecnologico presenti in Italia).

Una volta conseguita la laurea è necessario, per svolgere la professione, iscriversi all’Albo degli Ingegneri, in uno degli Ordini provinciali esistenti, dopo aver sostenuto e superato un esame di Stato abilitante (l’Ordine degli Ingegneri è stato istituito e regolamentato con la legge 1.395 del 24 giugno 1923).

L’alta specializzazione richiesta a un ingegnere petrolifero e le condizioni di lavoro in cui la sua professione ha luogo, richiedono un percorso di elevata formazione che può essere completato, dopo la laurea, tramite uno dei numerosi Master pensati per chi voglia lavorare nel settore.

Fondamentale, per un ingegnere petrolifero, è inoltre l’approfondita conoscenza della lingua inglese. Spesso, infatti, il suo lavoro si svolge in luoghi in cui lavorano team composti da lavoratori di varie nazionalità.

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Quali sono i dati sull'occupazione degli Ingegneri petroliferi?

La categoria degli ingegneri è tra quelle che, negli ultimi anni, hanno subìto meno di altre la crisi occupazionale. Lo confermano i dati di Excelsior-Unioncamere previsti per il 2018. 
Per quanto riguarda le previsioni di assunzione si può fare riferimento all’ampia categoria degli ingegneri chimici, petroliferi e dei materiali. Nel 2018, si prevede l’inserimento nel mercato del lavoro di 3210 profili in questa categoria, con un trend in aumento. Per questo settore il 45% dei lavoratori ha un'età media tra i 18 ed i 35 anni e la forma contrattuale più utilizzata dalle aziende è quella del contratto a tempo indeterminato (53%), insieme al contratto a tempo determinato (39%); la quota restante si ripartisce tra gi altri tipi di contratto). Tale categoria professionale riguarda per l'83,7% dei casi aziende con più di 50 dipendenti.
Una quota notevole di lavoratori stranieri 5,6% contribuisce al progresso di questa professione e di questo settore con esperienze, skills e professionalità diverse.   

Quali sono i requisti per la professione di Ingegnere petrolifero?

Essendo un settore in crescita, sempre più specializzato ed esigente, emerge la difficoltà - stimata intorno al 66% - da parte dei datori di lavoro nel reperire i lavoratori adatti Nell'86% dei casi si tratta proprio di una cospicua mancanza di candidati e soltanto nel 12,5% dei casi si tratta di preparazione non adeguata alla mansione da svolgere.

  • Esperienza professionale: circa il 40% dei datori di lavoro ritiene utile per i candidati possedere esperienza professionale pregressa; insieme a un 48% di datori di lavoro che ritiene importante un'esperienza professionale maturata nello stesso settore. 
  • Formazione: il requisito minimo è possedere il titolo universitario. Essendo inoltre un settore in continua espansione risulta vitale, come per altro lo confermano i dati, un'ulteriore ed una continua formazione professionale (il 100% dei datori di lavoro lo afferma). La grande maggioranza dei lavoratori avrà inoltre bisogno di conoscere una lingua straniera (il 69%)
  • Competenze trasversali e tecnologiche: Una delle competenze trasversali più richieste, più della capacità di lavorare in gruppo e del problem solving, è la capacità di adattamento per lavorare sulle piattaforme petrolifere disseminate in tutto il mondo. 
    Benché sia una professione che ha a che fare con fonti energetiche non rinnovabili, sono richieste un buon 57% di sensibilità alla sostenibilità ambientale e al risparmio energetico.
    Soltanto il 30% dei datori di lavoro richiede abilità tecnologiche che puntino all'innovazione ed all'ottimizzazione dei processi e quindi delle risorse. 


Secondo dati del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, gli ingegneri, generalmente intesi, a 5 anni dalla laurea triennale o di primo livello guadagnano in media 1.500 €. Gli ingegneri petroliferi, tuttavia, data la natura delicata e usurante del loro lavoro, hanno una retribuzione media piuttosto elevata. Chi lavora su una piattaforma può arrivare a guadagnare anche centinaia di migliaia di euro all’anno.

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Le altre professioni
Ingegnere petrolifero
Descrizione

Chi è e di cosa si occupa l'Ingegnere petrolifero?

L’ingegnere petrolifero è un professionista che si occupa di progettare, sviluppare e manutenere gli impianti di estrazione degli idrocarburi naturali (gas, oli minerali, cere, bitumi, ecc.) e di gestire i processi che presiedono alle loro attività. Si occupa inoltre di progettare, elaborare e manutenere sistemi di stoccaggio e di trasporto delle risorse estratte (per esempio oleodotti e gasdotti).

Lavora in laboratorio oppure a diretto contatto con le risorse nelle località di estrazione marine o di terra: pozzi, piattaforme, trivelle, ecc.

Il lavoro nei luoghi di estrazione, e soprattutto quello sulle piattaforme petrolifere, impone delle condizioni piuttosto dure, che spesso costringono a lunghi periodi di permanenza sulla piattaforma, lontano da casa, in un ambiente abitato da sconosciuti e da persone di diverse nazionalità e culture. La responsabilità di cui si fa carico l’ingegnere petrolifero è inoltre molto elevata, data la delicatezza del lavoro che è chiamato a svolgere. I ritmi di svolgimento del lavoro petrolifero, infine, sono particolarmente stressanti, e spesso c’è bisogno di far fronte nel minor tempo possibile a emergenze e situazioni impreviste.

Per svolgere il suo lavoro l’ingegnere petrolifero è inoltre chiamato spesso a viaggiare, visitando luoghi in cui sono installati impianti di estrazione (per esempio nell’Oceano Indiano, ai Caraibi, al largo delle coste africane).

L’ingegnere petrolifero spesso è un grande innovatore di metodi e tecniche sia nella ricerca ed estrazione di gas e petrolio sia nei metodi di trasporto, vendita e utilizzo.

Un ingegnere petrolifero, per svolgere la sua professione, deve possedere, al di là delle competenze richieste dal punto di vista scientifico:

  • forte autocontrollo e resistenza allo stress
  • condizioni fisiche ottimali
  • capacità di lavoro in team
  • capacità di problem solving
  • capacità di direzione, coordinamento e controllo

Il lavoro dell’ingegnere petrolifero, infine, è diretto alla sostenibilità degli impianti e alla loro sicurezza.

Percorso formativo

Qual è il percorso formativo per diventare Ingegnere petrolifero?

Per esercitare la professione di ingegnere petrolifero è necessario frequentare un Corso di Laurea in ingegneria chimica o in ingegneria petrolifera, al quale sarebbe preferibile accedere con conoscenze già avanzate nell’ambito delle scienze matematiche, fisiche e naturali e/o delle materie tecniche. Dunque chi si iscrive a un Corso di Laurea in ingegneria a indirizzo chimico o petrolifero ha un percorso di studi agevolato se proviene da un Liceo Scientifico (qui un elenco dei Licei Scientifici presenti in Italia) o da un Istituto Tecnico a indirizzo meccanico o simili (qui un elenco degli Istituti Tecnici a indirizzo tecnologico presenti in Italia).

Una volta conseguita la laurea è necessario, per svolgere la professione, iscriversi all’Albo degli Ingegneri, in uno degli Ordini provinciali esistenti, dopo aver sostenuto e superato un esame di Stato abilitante (l’Ordine degli Ingegneri è stato istituito e regolamentato con la legge 1.395 del 24 giugno 1923).

L’alta specializzazione richiesta a un ingegnere petrolifero e le condizioni di lavoro in cui la sua professione ha luogo, richiedono un percorso di elevata formazione che può essere completato, dopo la laurea, tramite uno dei numerosi Master pensati per chi voglia lavorare nel settore.

Fondamentale, per un ingegnere petrolifero, è inoltre l’approfondita conoscenza della lingua inglese. Spesso, infatti, il suo lavoro si svolge in luoghi in cui lavorano team composti da lavoratori di varie nazionalità.

Numeri della professione

Quali sono i dati sull'occupazione degli Ingegneri petroliferi?

La categoria degli ingegneri è tra quelle che, negli ultimi anni, hanno subìto meno di altre la crisi occupazionale. Lo confermano i dati di Excelsior-Unioncamere previsti per il 2018. 
Per quanto riguarda le previsioni di assunzione si può fare riferimento all’ampia categoria degli ingegneri chimici, petroliferi e dei materiali. Nel 2018, si prevede l’inserimento nel mercato del lavoro di 3210 profili in questa categoria, con un trend in aumento. Per questo settore il 45% dei lavoratori ha un'età media tra i 18 ed i 35 anni e la forma contrattuale più utilizzata dalle aziende è quella del contratto a tempo indeterminato (53%), insieme al contratto a tempo determinato (39%); la quota restante si ripartisce tra gi altri tipi di contratto). Tale categoria professionale riguarda per l'83,7% dei casi aziende con più di 50 dipendenti.
Una quota notevole di lavoratori stranieri 5,6% contribuisce al progresso di questa professione e di questo settore con esperienze, skills e professionalità diverse.   

Quali sono i requisti per la professione di Ingegnere petrolifero?

Essendo un settore in crescita, sempre più specializzato ed esigente, emerge la difficoltà - stimata intorno al 66% - da parte dei datori di lavoro nel reperire i lavoratori adatti Nell'86% dei casi si tratta proprio di una cospicua mancanza di candidati e soltanto nel 12,5% dei casi si tratta di preparazione non adeguata alla mansione da svolgere.

  • Esperienza professionale: circa il 40% dei datori di lavoro ritiene utile per i candidati possedere esperienza professionale pregressa; insieme a un 48% di datori di lavoro che ritiene importante un'esperienza professionale maturata nello stesso settore. 
  • Formazione: il requisito minimo è possedere il titolo universitario. Essendo inoltre un settore in continua espansione risulta vitale, come per altro lo confermano i dati, un'ulteriore ed una continua formazione professionale (il 100% dei datori di lavoro lo afferma). La grande maggioranza dei lavoratori avrà inoltre bisogno di conoscere una lingua straniera (il 69%)
  • Competenze trasversali e tecnologiche: Una delle competenze trasversali più richieste, più della capacità di lavorare in gruppo e del problem solving, è la capacità di adattamento per lavorare sulle piattaforme petrolifere disseminate in tutto il mondo. 
    Benché sia una professione che ha a che fare con fonti energetiche non rinnovabili, sono richieste un buon 57% di sensibilità alla sostenibilità ambientale e al risparmio energetico.
    Soltanto il 30% dei datori di lavoro richiede abilità tecnologiche che puntino all'innovazione ed all'ottimizzazione dei processi e quindi delle risorse. 


Secondo dati del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, gli ingegneri, generalmente intesi, a 5 anni dalla laurea triennale o di primo livello guadagnano in media 1.500 €. Gli ingegneri petroliferi, tuttavia, data la natura delicata e usurante del loro lavoro, hanno una retribuzione media piuttosto elevata. Chi lavora su una piattaforma può arrivare a guadagnare anche centinaia di migliaia di euro all’anno.

Ingegnere petrolifero
 
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Chi è e di cosa si occupa l'Ingegnere petrolifero?

L’ingegnere petrolifero è un professionista che si occupa di progettare, sviluppare e manutenere gli impianti di estrazione degli idrocarburi naturali (gas, oli minerali, cere, bitumi, ecc.) e di gestire i processi che presiedono alle loro attività. Si occupa inoltre di progettare, elaborare e manutenere sistemi di stoccaggio e di trasporto delle risorse estratte (per esempio oleodotti e gasdotti).

Lavora in laboratorio oppure a diretto contatto con le risorse nelle località di estrazione marine o di terra: pozzi, piattaforme, trivelle, ecc.

Il lavoro nei luoghi di estrazione, e soprattutto quello sulle piattaforme petrolifere, impone delle condizioni piuttosto dure, che spesso costringono a lunghi periodi di permanenza sulla piattaforma, lontano da casa, in un ambiente abitato da sconosciuti e da persone di diverse nazionalità e culture. La responsabilità di cui si fa carico l’ingegnere petrolifero è inoltre molto elevata, data la delicatezza del lavoro che è chiamato a svolgere. I ritmi di svolgimento del lavoro petrolifero, infine, sono particolarmente stressanti, e spesso c’è bisogno di far fronte nel minor tempo possibile a emergenze e situazioni impreviste.

Per svolgere il suo lavoro l’ingegnere petrolifero è inoltre chiamato spesso a viaggiare, visitando luoghi in cui sono installati impianti di estrazione (per esempio nell’Oceano Indiano, ai Caraibi, al largo delle coste africane).

L’ingegnere petrolifero spesso è un grande innovatore di metodi e tecniche sia nella ricerca ed estrazione di gas e petrolio sia nei metodi di trasporto, vendita e utilizzo.

Un ingegnere petrolifero, per svolgere la sua professione, deve possedere, al di là delle competenze richieste dal punto di vista scientifico:

  • forte autocontrollo e resistenza allo stress
  • condizioni fisiche ottimali
  • capacità di lavoro in team
  • capacità di problem solving
  • capacità di direzione, coordinamento e controllo

Il lavoro dell’ingegnere petrolifero, infine, è diretto alla sostenibilità degli impianti e alla loro sicurezza.

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