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Le professioni: Ingegnere minerario

in Costruzioni

Chi è e di cosa si occupa l'Ingegnere minerario?

L’Ingegnere minerario è un professionista che lavora nel comparto dell’estrazione delle materie prime da utilizzare poi a diverso titolo nell’industria e nella produzione di manufatti.

Il suo lavoro consiste nell’individuare, tramite ricerche geologiche e topografiche, i giacimenti di materie prime minerali (metalli, pietre preziose ecc.) e di risorse energetiche (idrocarburi e fluidi del sottosuolo: gas naturali, petrolio, ecc.) adatti all’impianto di cave, miniere, pozzi o altri sistemi di estrazione. Una volta individuati i luoghi in cui avviare l’estrazione, l’ingegnere minerario definisce:

  • quali sono le possibilità di sfruttamento del sito
  • quali le modalità più adeguate per mettere in opera impianti estrattivi
  • quali le attrezzature adeguate alle attività

Si occupa inoltre di gestire la prima fase di trattamento delle materie estratte. Dunque il suo è anche un ruolo di coordinamento e organizzazione delle diverse fasi dell’estrazione di materie dal sottosuolo.

Grande importanza, nel suo lavoro, riveste il rispetto delle norme di sicurezza e della sostenibilità ambientale.

Date le sue competenze, si può occupare anche della progettazione dei lavori di scavo nelle grandi opere ingegneristiche (per esempio nella costruzione di una rete metropolitana un ingegnere minerario potrà affiancare i suoi colleghi ingegneri civili).

L’ingegnere minerario, come buona parte degli altri ingegneri, comincia a lavorare come figura tecnico-professionale, ma in molti casi la sua carriera si affaccia sulla dimensione manageriale. In tal senso, i giovani ingegneri sono sempre più spesso impiegati dalle aziende come promotori dell’innovazione di un prodotto o di un processo produttivo.

Tutti i contenuti editoriali contenuti e pubblicati sul sito wecanjob.it sono stati registrati e sono protetti dalle leggi in materia di proprietà industriale e/o intellettuale. Leggi ancora...

Qual è il percorso formativo per diventare Ingegnere minerario?

Per diventare ingegneri minerari bisogna conseguire una laurea in:

  • ingegneria ambientale
  • ingegneria dell’ambiente e del territorio

È preferibile accedere al Corso di Laurea dopo aver acquisito conoscenze nell’ambito delle scienze matematiche, fisiche e naturali. Dunque chi si iscrive a un Corso di Laurea di quelli sopra elencati ha un percorso di studi agevolato se proviene da un Liceo Scientifico (qui un elenco dei Licei Scientifici presenti in Italia) o da un Istituto Tecnico (qui un elenco degli Istituti Tecnici a indirizzo tecnologico presenti in Italia).

Una volta conseguita la laurea è necessario, per svolgere la professione, iscriversi all’Albo degli Ingegneri in uno degli Ordini provinciali dopo aver sostenuto e superato un esame di Stato abilitante. L’esame di Stato è composto da due prove scritte, una prova orale e una prova pratica di progettazione.

Tra le competenze dell’ingegnere minerario, oltre a quelle generalmente richieste a tutti gli ingegneri, devono esserci approfondite nozioni in geologia, geografia, in cartografia e in oceanografia (per le estrazioni marine).

L’Ordine degli Ingegneri è stato istituito e regolamentato con la legge 1.395 del 24 giugno 1923.

Tutti i contenuti editoriali contenuti e pubblicati sul sito wecanjob.it sono stati registrati e sono protetti dalle leggi in materia di proprietà industriale e/o intellettuale. Leggi ancora...

La condizione occupazionale degli Ingegneri minerari

Per conoscere la condizione occupazionale dell'ingegnere minerario, facciamo riferimento ai dati relativi ai laureati magistrali in Ingegneria per l'ambiente e il territorio (indagine AlmaLaurea 2020). A 5 anni dal conseguimento della laurea, il tasso di occupazione per questa classe di laurea è pari al 91,9%.

La figura professionale dell' Ingegnere minerario è richiesta principalmente presso gli enti privati (81,2%) e in misura minore presso gli enti pubblici (17,3%). Il 58,2% svolge la propria attività lavorativa con un contratto a tempo indeterminato, il 17,1% con un contratto a tempo determinato e il 14,9% come libero professionista.

Quanto guadagna l'Ingegnere minerario?

Dopo aver riportato i dati sul tasso di occupazione della figura professionale in esame, vediamo quanto guadagna un Ingegnere minerario. Stando ancora a quanto indicato dai dati AlmaLaurea dell'indagine 2020, lo stipendio medio mensile dei laureati in Ingegneria per l'ambiente e il territorio (titolo che, sottolineiamo, non consente soltanto l'acceso alla professione di Ingegnere minerario) a 5 anni dal conseguimento del titolo corrisponde a 1.596 euro mensili netti, con una differenza di circa 130 euro euro mensili tra la retribuzione degli uomini (1.654 euro mensili netti) e quella delle donne (1.520 euro mensili netti).

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Le altre professioni
Ingegnere minerario
Descrizione

Chi è e di cosa si occupa l'Ingegnere minerario?

L’Ingegnere minerario è un professionista che lavora nel comparto dell’estrazione delle materie prime da utilizzare poi a diverso titolo nell’industria e nella produzione di manufatti.

Il suo lavoro consiste nell’individuare, tramite ricerche geologiche e topografiche, i giacimenti di materie prime minerali (metalli, pietre preziose ecc.) e di risorse energetiche (idrocarburi e fluidi del sottosuolo: gas naturali, petrolio, ecc.) adatti all’impianto di cave, miniere, pozzi o altri sistemi di estrazione. Una volta individuati i luoghi in cui avviare l’estrazione, l’ingegnere minerario definisce:

  • quali sono le possibilità di sfruttamento del sito
  • quali le modalità più adeguate per mettere in opera impianti estrattivi
  • quali le attrezzature adeguate alle attività

Si occupa inoltre di gestire la prima fase di trattamento delle materie estratte. Dunque il suo è anche un ruolo di coordinamento e organizzazione delle diverse fasi dell’estrazione di materie dal sottosuolo.

Grande importanza, nel suo lavoro, riveste il rispetto delle norme di sicurezza e della sostenibilità ambientale.

Date le sue competenze, si può occupare anche della progettazione dei lavori di scavo nelle grandi opere ingegneristiche (per esempio nella costruzione di una rete metropolitana un ingegnere minerario potrà affiancare i suoi colleghi ingegneri civili).

L’ingegnere minerario, come buona parte degli altri ingegneri, comincia a lavorare come figura tecnico-professionale, ma in molti casi la sua carriera si affaccia sulla dimensione manageriale. In tal senso, i giovani ingegneri sono sempre più spesso impiegati dalle aziende come promotori dell’innovazione di un prodotto o di un processo produttivo.

Percorso formativo

Qual è il percorso formativo per diventare Ingegnere minerario?

Per diventare ingegneri minerari bisogna conseguire una laurea in:

  • ingegneria ambientale
  • ingegneria dell’ambiente e del territorio

È preferibile accedere al Corso di Laurea dopo aver acquisito conoscenze nell’ambito delle scienze matematiche, fisiche e naturali. Dunque chi si iscrive a un Corso di Laurea di quelli sopra elencati ha un percorso di studi agevolato se proviene da un Liceo Scientifico (qui un elenco dei Licei Scientifici presenti in Italia) o da un Istituto Tecnico (qui un elenco degli Istituti Tecnici a indirizzo tecnologico presenti in Italia).

Una volta conseguita la laurea è necessario, per svolgere la professione, iscriversi all’Albo degli Ingegneri in uno degli Ordini provinciali dopo aver sostenuto e superato un esame di Stato abilitante. L’esame di Stato è composto da due prove scritte, una prova orale e una prova pratica di progettazione.

Tra le competenze dell’ingegnere minerario, oltre a quelle generalmente richieste a tutti gli ingegneri, devono esserci approfondite nozioni in geologia, geografia, in cartografia e in oceanografia (per le estrazioni marine).

L’Ordine degli Ingegneri è stato istituito e regolamentato con la legge 1.395 del 24 giugno 1923.

Numeri della professione

La condizione occupazionale degli Ingegneri minerari

Per conoscere la condizione occupazionale dell'ingegnere minerario, facciamo riferimento ai dati relativi ai laureati magistrali in Ingegneria per l'ambiente e il territorio (indagine AlmaLaurea 2020). A 5 anni dal conseguimento della laurea, il tasso di occupazione per questa classe di laurea è pari al 91,9%.

La figura professionale dell' Ingegnere minerario è richiesta principalmente presso gli enti privati (81,2%) e in misura minore presso gli enti pubblici (17,3%). Il 58,2% svolge la propria attività lavorativa con un contratto a tempo indeterminato, il 17,1% con un contratto a tempo determinato e il 14,9% come libero professionista.

Quanto guadagna l'Ingegnere minerario?

Dopo aver riportato i dati sul tasso di occupazione della figura professionale in esame, vediamo quanto guadagna un Ingegnere minerario. Stando ancora a quanto indicato dai dati AlmaLaurea dell'indagine 2020, lo stipendio medio mensile dei laureati in Ingegneria per l'ambiente e il territorio (titolo che, sottolineiamo, non consente soltanto l'acceso alla professione di Ingegnere minerario) a 5 anni dal conseguimento del titolo corrisponde a 1.596 euro mensili netti, con una differenza di circa 130 euro euro mensili tra la retribuzione degli uomini (1.654 euro mensili netti) e quella delle donne (1.520 euro mensili netti).

Ingegnere minerario
 
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Chi è e di cosa si occupa l'Ingegnere minerario?

L’Ingegnere minerario è un professionista che lavora nel comparto dell’estrazione delle materie prime da utilizzare poi a diverso titolo nell’industria e nella produzione di manufatti.

Il suo lavoro consiste nell’individuare, tramite ricerche geologiche e topografiche, i giacimenti di materie prime minerali (metalli, pietre preziose ecc.) e di risorse energetiche (idrocarburi e fluidi del sottosuolo: gas naturali, petrolio, ecc.) adatti all’impianto di cave, miniere, pozzi o altri sistemi di estrazione. Una volta individuati i luoghi in cui avviare l’estrazione, l’ingegnere minerario definisce:

  • quali sono le possibilità di sfruttamento del sito
  • quali le modalità più adeguate per mettere in opera impianti estrattivi
  • quali le attrezzature adeguate alle attività

Si occupa inoltre di gestire la prima fase di trattamento delle materie estratte. Dunque il suo è anche un ruolo di coordinamento e organizzazione delle diverse fasi dell’estrazione di materie dal sottosuolo.

Grande importanza, nel suo lavoro, riveste il rispetto delle norme di sicurezza e della sostenibilità ambientale.

Date le sue competenze, si può occupare anche della progettazione dei lavori di scavo nelle grandi opere ingegneristiche (per esempio nella costruzione di una rete metropolitana un ingegnere minerario potrà affiancare i suoi colleghi ingegneri civili).

L’ingegnere minerario, come buona parte degli altri ingegneri, comincia a lavorare come figura tecnico-professionale, ma in molti casi la sua carriera si affaccia sulla dimensione manageriale. In tal senso, i giovani ingegneri sono sempre più spesso impiegati dalle aziende come promotori dell’innovazione di un prodotto o di un processo produttivo.

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