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Le professioni: Venditore a domicilio | Il commercio "porta a porta"

in Impresa e consulenza aziendale

Il Venditore a domicilio, una figura professionale in ascesa

Il Venditore a domicilio o Venditore “porta a porta” come più conosciuto è un profilo professionale che popola il mondo del lavoro ormai da tempo, senza conoscere battute d’arresto. Anche in questo momento, in cui il modello produttivo è attraversato da processi di trasformazione profonda di contenuti, forme e organizzazione del lavoro, il suo ruolo si espande, per consistenza e competenze.

Il comparto delle vendite, pilastro del fare impresa, sviluppa oggi modelli organizzativi e di business che si mescolano ed ibridano tradizione e innovazione, passando dalle moderne piattaforme e-commerce fino alla spinta commerciale impressa al settore dalle numerose aziende che operano nel campo della vendita a domicilio.

I dati, ben noti agli addetti ai lavori, mostrano la continua crescita di questa formula, sia in termini di fatturato sia sul fronte occupazionale, con il consolidarsi nel panorama di professionisti che ruotano intorno a questa realtà economica.

Parliamo di una figura professionale che ben intercetta e sintetizza un ampio ed eterogeneo ventaglio di competenze e abilità, aspetti e caratteristiche essenziali di un mercato del lavoro che si adegua ai mutamenti in corso.

Lavorare nel commercio porta a porta, le competenze del venditore a domicilio

Capacità tecniche, organizzative, relazionali, gestionali, sono solo alcuni dei tratti distintivi del moderno venditore porta a porta, figura a cui le aziende affidano il compito di comunicare, promuovere e vendere i propri prodotti e servizi a diretto contatto con il cliente.

La complessità di questa professione è talvolta sottovalutata, come il suo potenziale di redditività e realizzazione. Il Venditore a domicilio necessita di specifiche attitudini, a partire dalla disposizione alla relazione interpersonale ed al lavoro sodo e, come in tutti mestieri, anche di impegno, curiosità e determinazione. Autonomia, flessibilità e adattabilità della persona sono aspetti che completano il profilo professionale.

Venditore a domicilio: un lavoratore autonomo

Il lavoro del Venditore a domicilio può essere svolto ricorrendo a forme contrattuali di lavoro autonomo, che consentono di dedicare a quest’attività professionale il tempo che meglio concilia le esigenze personali. Lavorare part-time, full-time o nel proprio tempo libero è una scelta che si può prendere in piena libertà quando ci si avvicina a questa professione. In tal caso i guadagni sono legati al meccanismo delle provvigioni che può variare a seconda del settore merceologico, dell’azienda e, ovviamente, del tempo che si sceglie di dedicare.

Si registrano alcune realtà in cui il rapporto di collaborazione con l’azienda prevede una quota fissa molto limitata, praticamente un parziale rimborso spese, ed una quota variabile proporzionale alle vendite, componente che determina di fatto il reddito professionale. Queste formule sono da considerarsi residuali per numerosità e quota di mercato di tali aziende, ragion per cui la professione va considerata quale attività di lavoro autonomo.

Qualunque sia la formula, fondamentale è il ruolo dell’azienda di cui si offre il prodotto/servizio. Presentarsi al potenziale acquirente proponendo un marchio conosciuto e noto per la sua qualità agevola tutte le fasi della vendita, dal primo contatto alle probabilità di una positiva conclusione. Il beneficio che si trae dalla solidità, dall’affidabilità e dalla serietà dell’impresa per cui si lavora non si limita all’aspetto commerciale. Formazione, sicurezza sul lavoro, longevità del rapporto su cui si è investito ed altri benefit da scoprire e ponderare sono aspetti ormai divenuti importanti tanto quanto la stessa redditività; Per contro, è opportuno valutare con grande attenzione offerte lavorative confuse, presentate in modalità sfuggenti e veicolate da aziende sconosciute e di difficile verifica.

Ti interessa questo mestiere? Scopri le opportunità di Folletto, azienda leader del settore del commercio a domicilio e partner di WeCanJob.

Tutti i contenuti editoriali contenuti e pubblicati sul sito wecanjob.it sono stati registrati e sono protetti dalle leggi in materia di proprietà industriale e/o intellettuale. Leggi ancora...

Come si diventa Venditore a domicilio?

Per questa figura non è legalmente previsto uno specifico titolo di studio, ma per svolgere al meglio l’attività di Venditore a domicilio occorre fare propri alcuni concetti e metodi di lavoro. È opportuno coniugare un’accurata e meticolosa conoscenza del contesto territoriale, sociale ed economico in cui si opera con la valorizzazione di specifiche capacità personali, anche note come soft skill.

Se il primo blocco di competenze insiste sulla capacità del Venditore porta a porta di organizzare a tavolino il proprio lavoro, sovente condividendo esperienze ed informazioni con i colleghi del gruppo di lavoro, l’area delle soft skill aiuta a comprendere con maggiore chiarezza la centralità che questa professione assume in seno alle attuali dinamiche del mondo del lavoro.

Non a caso l’esperienza del “porta a porta” è unanimemente considerata una palestra di prim’ordine per ogni figura commerciale, in quanto capace d’irrobustire competenze tecnico professionali molto apprezzate dalle aziende, costrette a competere sul mercato per accendere l’interesse e la spinta all’acquisto del cliente finale.

Quali competenze per lavorare nel commercio porta a porta?

Come noto, quando parliamo di soft skill ci riferiamo a quello spettro di competenze che vanno oltre la tecnica di una professione. Per il venditore a domicilio le soft skill sono un tratto qualificante della professione, alcune delle quali maturano ed evolvono nel tempo, “on the job”, entrando in maniera stabile nel bagaglio personale del professionista.

Quali sono, dunque, le soft skill che tracciano il profilo del perfetto Venditore porta a porta?

Scorriamo le principali:

  • Capacità di organizzazione ossia di utilizzare al meglio le risorse a disposizione (il fattore tempo su tutte) per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Ci riferiamo all’abilità di pianificare una strategia adeguata per raggiungere un determinato scopo, conciliando esigenze di breve e di lungo periodo. Se per un Venditore a domicilio è importante concludere una certa quota di contratti per ovvie ragioni di redditività e di gratificazione, è altrettanto decisivo pianificare e realizzare attività preparatorie che concorrono alle vendite. Tutto ciò necessita di una salda capacità d’organizzazione evitando di lanciarsi a testa bassa in un’attività di vendita incalzante quanto poco produttiva.
  • Capacità di negoziazione che parte dall’abilità d’interpretare i bisogni del potenziale cliente. Farsi raccontare i desideri dall’interlocutore è decisivo per poter sviluppare un’adeguata strategia comunicativa, selezionare la migliore modalità di attivazione del suo interesse, porre le condizioni per un acquisto realmente in linea con le sue aspettative. Anche qualora l’offerta del prodotto/servizio non incontri la domanda e la vendita non si concluda, il buon negoziatore ha segnato punti importanti. Se la maggior parte dei venditori si focalizza sull’acquisizione di nuovi clienti, è altrettanto rilevante concentrarsi sulla riconquista di quelli persi o di quelli mai avuti. La varietà di scelta e le esperienze che si susseguono conducono molti potenziali compratori a rivalutare costantemente il loro rapporto con chi ha ben inteso i propri bisogni, per ritornare sui propri passi con accresciuta disponibilità.
  • Capacità comunicative. Dopo aver ascoltato, con pazienza e vero interesse, è giunto il momento di proporre la soluzione.  Con energia, sintesi e chiarezza l’abile Venditore trasmette nel dialogo non solo informazioni tecniche, ma principalmente fiducia nella persona e nel prodotto/servizio offerto. Questa abilità include capacità relazionali ed espressive: sapersi collocare nel contesto nel quale si opera, adeguandosi alla situazione specifica ed entrando in empatia con l’interlocutore.
  • Orientamento all’obiettivo e/o al risultato. Si tratta di una disposizione alla costante considerazione degli obiettivi lavorativi, distinguendoli con lucidità da quelli personali. L’inevitabile insuccesso nel contatto con alcuni potenziali acquirenti non va mai vissuto sul piano personale, sarebbe tanto improprio quanto non proficuo. Andrebbe invece interpretato quale ulteriore insegnamento da cui imparare.
  • Capacità di lavorare in autonomia all’interno di un team. Le caratteristiche di questa professione richiedono necessariamente un elevato grado di autonomia della gestione di tutte le fasi della vendita. Autonomia non vuol dire solitudine. Le aziende più strutturate prevedono l’organizzazione di team di vendita sul territorio, che possono fare affidamento sull’esperienza di un Capo-team e di un coordinamento delle attività. Attività di formazione ed aggiornamento tecnico/professionale e possibili percorsi di carriera completano il sostegno che le migliori aziende offrono ai propri collaboratori.

Attenzione: le soft skill, in quanto competenze, possono migliorare in modo sorprendente se allenate consapevolmente. Va da sé che una persona estroversa, organizzata, energica ha più possibilità di affermarsi velocemente in questa professione rispetto ad una personalità di carattere opposto. Tuttavia, la sfida professionale può divenire sfida personale, una competizione con se stessi per migliorare le proprie aree di debolezza, scoprire talenti nascosti, brillare in ambiti professionali la cui traiettoria non è in alcun modo prestabilita.

Infine, un tema trascurato ma decisivo per questa professione è l’etica. Il Venditore a domicilio costruisce la sua referenza in riferimento ad una platea di potenziali clienti che vivono in un territorio. Professionisti con standard etici più elevati sperimentano una maggiore lealtà, soddisfazione, consolidamento del rapporto e referenze dei clienti, spontaneamente predisposti a premiare il comportamento etico.

Tutti i contenuti editoriali contenuti e pubblicati sul sito wecanjob.it sono stati registrati e sono protetti dalle leggi in materia di proprietà industriale e/o intellettuale. Leggi ancora...

Il profilo del Venditore a domicilio, stando a quanto emerge dal rapporto Unioncamere su La domanda di professioni e di formazione delle imprese italiane (ultima edizione, 2018), rientra nella top 10 delle professioni più richieste nell’ampio gruppo delle “Professioni qualificate nelle attività commerciali e dei servizi”.

In Italia lavorano nella vendita a domicilio 520 mila addetti (Fonte: Format Research per Univendita-Confcommercio, 2017). Queste imprese per il 2020 hanno comunicato la disponibilità di oltre 23mila opportunità di lavoro.

Nel 2019 Univendita (la maggiore associazione di categoria del settore con 1,66 miliardi di fatturato ed oltre 149 mila incaricati) ha condotto un sondaggio fra gli incaricati delle sue aziende per rivelarne motivazioni, aspettative e grado di soddisfazione. È emerso che il lavoro di venditore offre prospettive solide e viene scelto soprattutto per la flessibilità, l'autonomia e il contatto umano che offre.

In particolare:

  • si tratta di un’occupazione sicura (il 59,2% degli incaricati dichiara di svolgere questo lavoro da più di 6 anni);
  • fra le motivazioni che spingono a entrare nel mondo della vendita a domicilio ai primi posti si trovano la voglia di collaborare con un’azienda che si apprezza (20% delle risposte), la ricerca di autonomia (18,2%) e conciliazione famiglia-lavoro (17,5%) e la propensione ai rapporti umani (16,2%);
  • queste aspettative risultano soddisfatte: alla domanda su cosa gli incaricati apprezzano di più della professione, al primo posto fra le risposte troviamo proprio contatto umano e autonomia, seguite dalle opportunità di crescita professionale;
  • l’indice di soddisfazione degli incaricati supera il 91%

Le aziende di medie dimensioni, quelle con un numero di dipendenti che va da 10 a 49 unità, saranno le realtà con cui si confronterà la maggioranza dei venditori porta a porta. Sono infatti il 40,7% della realtà imprenditoriale italiana, insieme al 38,4% delle piccole aziende, da 1 a 9 dipendenti. Una quantità minoritaria (20,9%) è rappresentata delle grandi aziende, che però risultano naturalmente più attrattive per i professionisti.

Le aziende di medie dimensioni, quelle con un numero di dipendenti che va da 10 a 49 unità, saranno le realtà con cui si confronterà la maggioranza dei venditori porta a porta. Sono infatti il 40,7% del complesso imprenditoriale italiano, insieme al 38,4% delle piccole aziende, da 1 a 9 dipendenti. Una quantità minoritaria (20,9%) è rappresentata delle grandi aziende, che però risultano normalmente  più attrattive per i professionisti anche perché investono ogni anno ingenti risorse per l’inserimento e la formazione di venditori non specialisti.

Tutti i contenuti editoriali contenuti e pubblicati sul sito wecanjob.it sono stati registrati e sono protetti dalle leggi in materia di proprietà industriale e/o intellettuale. Leggi ancora...
Tutti i contenuti editoriali contenuti e pubblicati sul sito wecanjob.it sono stati registrati e sono protetti dalle leggi in materia di proprietà industriale e/o intellettuale. Leggi ancora...
Venditore a domicilio | Il commercio "porta a porta"
Descrizione

Il Venditore a domicilio, una figura professionale in ascesa

Il Venditore a domicilio o Venditore “porta a porta” come più conosciuto è un profilo professionale che popola il mondo del lavoro ormai da tempo, senza conoscere battute d’arresto. Anche in questo momento, in cui il modello produttivo è attraversato da processi di trasformazione profonda di contenuti, forme e organizzazione del lavoro, il suo ruolo si espande, per consistenza e competenze.

Il comparto delle vendite, pilastro del fare impresa, sviluppa oggi modelli organizzativi e di business che si mescolano ed ibridano tradizione e innovazione, passando dalle moderne piattaforme e-commerce fino alla spinta commerciale impressa al settore dalle numerose aziende che operano nel campo della vendita a domicilio.

I dati, ben noti agli addetti ai lavori, mostrano la continua crescita di questa formula, sia in termini di fatturato sia sul fronte occupazionale, con il consolidarsi nel panorama di professionisti che ruotano intorno a questa realtà economica.

Parliamo di una figura professionale che ben intercetta e sintetizza un ampio ed eterogeneo ventaglio di competenze e abilità, aspetti e caratteristiche essenziali di un mercato del lavoro che si adegua ai mutamenti in corso.

Lavorare nel commercio porta a porta, le competenze del venditore a domicilio

Capacità tecniche, organizzative, relazionali, gestionali, sono solo alcuni dei tratti distintivi del moderno venditore porta a porta, figura a cui le aziende affidano il compito di comunicare, promuovere e vendere i propri prodotti e servizi a diretto contatto con il cliente.

La complessità di questa professione è talvolta sottovalutata, come il suo potenziale di redditività e realizzazione. Il Venditore a domicilio necessita di specifiche attitudini, a partire dalla disposizione alla relazione interpersonale ed al lavoro sodo e, come in tutti mestieri, anche di impegno, curiosità e determinazione. Autonomia, flessibilità e adattabilità della persona sono aspetti che completano il profilo professionale.

Venditore a domicilio: un lavoratore autonomo

Il lavoro del Venditore a domicilio può essere svolto ricorrendo a forme contrattuali di lavoro autonomo, che consentono di dedicare a quest’attività professionale il tempo che meglio concilia le esigenze personali. Lavorare part-time, full-time o nel proprio tempo libero è una scelta che si può prendere in piena libertà quando ci si avvicina a questa professione. In tal caso i guadagni sono legati al meccanismo delle provvigioni che può variare a seconda del settore merceologico, dell’azienda e, ovviamente, del tempo che si sceglie di dedicare.

Si registrano alcune realtà in cui il rapporto di collaborazione con l’azienda prevede una quota fissa molto limitata, praticamente un parziale rimborso spese, ed una quota variabile proporzionale alle vendite, componente che determina di fatto il reddito professionale. Queste formule sono da considerarsi residuali per numerosità e quota di mercato di tali aziende, ragion per cui la professione va considerata quale attività di lavoro autonomo.

Qualunque sia la formula, fondamentale è il ruolo dell’azienda di cui si offre il prodotto/servizio. Presentarsi al potenziale acquirente proponendo un marchio conosciuto e noto per la sua qualità agevola tutte le fasi della vendita, dal primo contatto alle probabilità di una positiva conclusione. Il beneficio che si trae dalla solidità, dall’affidabilità e dalla serietà dell’impresa per cui si lavora non si limita all’aspetto commerciale. Formazione, sicurezza sul lavoro, longevità del rapporto su cui si è investito ed altri benefit da scoprire e ponderare sono aspetti ormai divenuti importanti tanto quanto la stessa redditività; Per contro, è opportuno valutare con grande attenzione offerte lavorative confuse, presentate in modalità sfuggenti e veicolate da aziende sconosciute e di difficile verifica.

Ti interessa questo mestiere? Scopri le opportunità di Folletto, azienda leader del settore del commercio a domicilio e partner di WeCanJob.

Percorso formativo

Come si diventa Venditore a domicilio?

Per questa figura non è legalmente previsto uno specifico titolo di studio, ma per svolgere al meglio l’attività di Venditore a domicilio occorre fare propri alcuni concetti e metodi di lavoro. È opportuno coniugare un’accurata e meticolosa conoscenza del contesto territoriale, sociale ed economico in cui si opera con la valorizzazione di specifiche capacità personali, anche note come soft skill.

Se il primo blocco di competenze insiste sulla capacità del Venditore porta a porta di organizzare a tavolino il proprio lavoro, sovente condividendo esperienze ed informazioni con i colleghi del gruppo di lavoro, l’area delle soft skill aiuta a comprendere con maggiore chiarezza la centralità che questa professione assume in seno alle attuali dinamiche del mondo del lavoro.

Non a caso l’esperienza del “porta a porta” è unanimemente considerata una palestra di prim’ordine per ogni figura commerciale, in quanto capace d’irrobustire competenze tecnico professionali molto apprezzate dalle aziende, costrette a competere sul mercato per accendere l’interesse e la spinta all’acquisto del cliente finale.

Quali competenze per lavorare nel commercio porta a porta?

Come noto, quando parliamo di soft skill ci riferiamo a quello spettro di competenze che vanno oltre la tecnica di una professione. Per il venditore a domicilio le soft skill sono un tratto qualificante della professione, alcune delle quali maturano ed evolvono nel tempo, “on the job”, entrando in maniera stabile nel bagaglio personale del professionista.

Quali sono, dunque, le soft skill che tracciano il profilo del perfetto Venditore porta a porta?

Scorriamo le principali:

  • Capacità di organizzazione ossia di utilizzare al meglio le risorse a disposizione (il fattore tempo su tutte) per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Ci riferiamo all’abilità di pianificare una strategia adeguata per raggiungere un determinato scopo, conciliando esigenze di breve e di lungo periodo. Se per un Venditore a domicilio è importante concludere una certa quota di contratti per ovvie ragioni di redditività e di gratificazione, è altrettanto decisivo pianificare e realizzare attività preparatorie che concorrono alle vendite. Tutto ciò necessita di una salda capacità d’organizzazione evitando di lanciarsi a testa bassa in un’attività di vendita incalzante quanto poco produttiva.
  • Capacità di negoziazione che parte dall’abilità d’interpretare i bisogni del potenziale cliente. Farsi raccontare i desideri dall’interlocutore è decisivo per poter sviluppare un’adeguata strategia comunicativa, selezionare la migliore modalità di attivazione del suo interesse, porre le condizioni per un acquisto realmente in linea con le sue aspettative. Anche qualora l’offerta del prodotto/servizio non incontri la domanda e la vendita non si concluda, il buon negoziatore ha segnato punti importanti. Se la maggior parte dei venditori si focalizza sull’acquisizione di nuovi clienti, è altrettanto rilevante concentrarsi sulla riconquista di quelli persi o di quelli mai avuti. La varietà di scelta e le esperienze che si susseguono conducono molti potenziali compratori a rivalutare costantemente il loro rapporto con chi ha ben inteso i propri bisogni, per ritornare sui propri passi con accresciuta disponibilità.
  • Capacità comunicative. Dopo aver ascoltato, con pazienza e vero interesse, è giunto il momento di proporre la soluzione.  Con energia, sintesi e chiarezza l’abile Venditore trasmette nel dialogo non solo informazioni tecniche, ma principalmente fiducia nella persona e nel prodotto/servizio offerto. Questa abilità include capacità relazionali ed espressive: sapersi collocare nel contesto nel quale si opera, adeguandosi alla situazione specifica ed entrando in empatia con l’interlocutore.
  • Orientamento all’obiettivo e/o al risultato. Si tratta di una disposizione alla costante considerazione degli obiettivi lavorativi, distinguendoli con lucidità da quelli personali. L’inevitabile insuccesso nel contatto con alcuni potenziali acquirenti non va mai vissuto sul piano personale, sarebbe tanto improprio quanto non proficuo. Andrebbe invece interpretato quale ulteriore insegnamento da cui imparare.
  • Capacità di lavorare in autonomia all’interno di un team. Le caratteristiche di questa professione richiedono necessariamente un elevato grado di autonomia della gestione di tutte le fasi della vendita. Autonomia non vuol dire solitudine. Le aziende più strutturate prevedono l’organizzazione di team di vendita sul territorio, che possono fare affidamento sull’esperienza di un Capo-team e di un coordinamento delle attività. Attività di formazione ed aggiornamento tecnico/professionale e possibili percorsi di carriera completano il sostegno che le migliori aziende offrono ai propri collaboratori.

Attenzione: le soft skill, in quanto competenze, possono migliorare in modo sorprendente se allenate consapevolmente. Va da sé che una persona estroversa, organizzata, energica ha più possibilità di affermarsi velocemente in questa professione rispetto ad una personalità di carattere opposto. Tuttavia, la sfida professionale può divenire sfida personale, una competizione con se stessi per migliorare le proprie aree di debolezza, scoprire talenti nascosti, brillare in ambiti professionali la cui traiettoria non è in alcun modo prestabilita.

Infine, un tema trascurato ma decisivo per questa professione è l’etica. Il Venditore a domicilio costruisce la sua referenza in riferimento ad una platea di potenziali clienti che vivono in un territorio. Professionisti con standard etici più elevati sperimentano una maggiore lealtà, soddisfazione, consolidamento del rapporto e referenze dei clienti, spontaneamente predisposti a premiare il comportamento etico.

Numeri della professione

Il profilo del Venditore a domicilio, stando a quanto emerge dal rapporto Unioncamere su La domanda di professioni e di formazione delle imprese italiane (ultima edizione, 2018), rientra nella top 10 delle professioni più richieste nell’ampio gruppo delle “Professioni qualificate nelle attività commerciali e dei servizi”.

In Italia lavorano nella vendita a domicilio 520 mila addetti (Fonte: Format Research per Univendita-Confcommercio, 2017). Queste imprese per il 2020 hanno comunicato la disponibilità di oltre 23mila opportunità di lavoro.

Nel 2019 Univendita (la maggiore associazione di categoria del settore con 1,66 miliardi di fatturato ed oltre 149 mila incaricati) ha condotto un sondaggio fra gli incaricati delle sue aziende per rivelarne motivazioni, aspettative e grado di soddisfazione. È emerso che il lavoro di venditore offre prospettive solide e viene scelto soprattutto per la flessibilità, l'autonomia e il contatto umano che offre.

In particolare:

  • si tratta di un’occupazione sicura (il 59,2% degli incaricati dichiara di svolgere questo lavoro da più di 6 anni);
  • fra le motivazioni che spingono a entrare nel mondo della vendita a domicilio ai primi posti si trovano la voglia di collaborare con un’azienda che si apprezza (20% delle risposte), la ricerca di autonomia (18,2%) e conciliazione famiglia-lavoro (17,5%) e la propensione ai rapporti umani (16,2%);
  • queste aspettative risultano soddisfatte: alla domanda su cosa gli incaricati apprezzano di più della professione, al primo posto fra le risposte troviamo proprio contatto umano e autonomia, seguite dalle opportunità di crescita professionale;
  • l’indice di soddisfazione degli incaricati supera il 91%

Le aziende di medie dimensioni, quelle con un numero di dipendenti che va da 10 a 49 unità, saranno le realtà con cui si confronterà la maggioranza dei venditori porta a porta. Sono infatti il 40,7% della realtà imprenditoriale italiana, insieme al 38,4% delle piccole aziende, da 1 a 9 dipendenti. Una quantità minoritaria (20,9%) è rappresentata delle grandi aziende, che però risultano naturalmente più attrattive per i professionisti.

Le aziende di medie dimensioni, quelle con un numero di dipendenti che va da 10 a 49 unità, saranno le realtà con cui si confronterà la maggioranza dei venditori porta a porta. Sono infatti il 40,7% del complesso imprenditoriale italiano, insieme al 38,4% delle piccole aziende, da 1 a 9 dipendenti. Una quantità minoritaria (20,9%) è rappresentata delle grandi aziende, che però risultano normalmente  più attrattive per i professionisti anche perché investono ogni anno ingenti risorse per l’inserimento e la formazione di venditori non specialisti.

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Il Venditore a domicilio, una figura professionale in ascesa

Il Venditore a domicilio o Venditore “porta a porta” come più conosciuto è un profilo professionale che popola il mondo del lavoro ormai da tempo, senza conoscere battute d’arresto. Anche in questo momento, in cui il modello produttivo è attraversato da processi di trasformazione profonda di contenuti, forme e organizzazione del lavoro, il suo ruolo si espande, per consistenza e competenze.

Il comparto delle vendite, pilastro del fare impresa, sviluppa oggi modelli organizzativi e di business che si mescolano ed ibridano tradizione e innovazione, passando dalle moderne piattaforme e-commerce fino alla spinta commerciale impressa al settore dalle numerose aziende che operano nel campo della vendita a domicilio.

I dati, ben noti agli addetti ai lavori, mostrano la continua crescita di questa formula, sia in termini di fatturato sia sul fronte occupazionale, con il consolidarsi nel panorama di professionisti che ruotano intorno a questa realtà economica.

Parliamo di una figura professionale che ben intercetta e sintetizza un ampio ed eterogeneo ventaglio di competenze e abilità, aspetti e caratteristiche essenziali di un mercato del lavoro che si adegua ai mutamenti in corso.

Lavorare nel commercio porta a porta, le competenze del venditore a domicilio

Capacità tecniche, organizzative, relazionali, gestionali, sono solo alcuni dei tratti distintivi del moderno venditore porta a porta, figura a cui le aziende affidano il compito di comunicare, promuovere e vendere i propri prodotti e servizi a diretto contatto con il cliente.

La complessità di questa professione è talvolta sottovalutata, come il suo potenziale di redditività e realizzazione. Il Venditore a domicilio necessita di specifiche attitudini, a partire dalla disposizione alla relazione interpersonale ed al lavoro sodo e, come in tutti mestieri, anche di impegno, curiosità e determinazione. Autonomia, flessibilità e adattabilità della persona sono aspetti che completano il profilo professionale.

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Il lavoro del Venditore a domicilio può essere svolto ricorrendo a forme contrattuali di lavoro autonomo, che consentono di dedicare a quest’attività professionale il tempo che meglio concilia le esigenze personali. Lavorare part-time, full-time o nel proprio tempo libero è una scelta che si può prendere in piena libertà quando ci si avvicina a questa professione. In tal caso i guadagni sono legati al meccanismo delle provvigioni che può variare a seconda del settore merceologico, dell’azienda e, ovviamente, del tempo che si sceglie di dedicare.

Si registrano alcune realtà in cui il rapporto di collaborazione con l’azienda prevede una quota fissa molto limitata, praticamente un parziale rimborso spese, ed una quota variabile proporzionale alle vendite, componente che determina di fatto il reddito professionale. Queste formule sono da considerarsi residuali per numerosità e quota di mercato di tali aziende, ragion per cui la professione va considerata quale attività di lavoro autonomo.

Qualunque sia la formula, fondamentale è il ruolo dell’azienda di cui si offre il prodotto/servizio. Presentarsi al potenziale acquirente proponendo un marchio conosciuto e noto per la sua qualità agevola tutte le fasi della vendita, dal primo contatto alle probabilità di una positiva conclusione. Il beneficio che si trae dalla solidità, dall’affidabilità e dalla serietà dell’impresa per cui si lavora non si limita all’aspetto commerciale. Formazione, sicurezza sul lavoro, longevità del rapporto su cui si è investito ed altri benefit da scoprire e ponderare sono aspetti ormai divenuti importanti tanto quanto la stessa redditività; Per contro, è opportuno valutare con grande attenzione offerte lavorative confuse, presentate in modalità sfuggenti e veicolate da aziende sconosciute e di difficile verifica.

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