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Le professioni: Ecologo

in Agricoltura e Ambiente

Chi è e di cosa si occupa l'Ecologo?

L’Ecologo è un profilo professionale che sta conquistando sempre più spazio nel mercato del lavoro italiano. In genere, l’ecologo lavora per piccole e grandi imprese e si occupa della gestione e dell’analisi ambientale in contesti naturali che subiscono un più o meno elevato livello di intrusione da parte dell’uomo (luoghi naturali che vengono generalmente definiti “a elevato livello di antropizzazione”). Le sue attività sono inserite all’interno della cosiddetta green economy, un comparto in fortissima espansione che in Italia coinvolge attualmente più di tre milioni di lavoratori (secondo il rapporto del 2014 sulla green economy in Italia stilato da Unioncamere e Symbola).

L’ecologo è specializzato, in particolar modo, nell’applicazione sul campo dei risultati di ricerche, sperimentazioni e studi condotti in laboratorio. Queste ricerche riguardano la conservazione, il monitoraggio e la gestione virtuosa del patrimonio ambientale nella sua interezza, con un adeguamento allo specifico contesto in cui sceglie di lavorare (marino, rurale, montano, ecc.).

Per conto di committenti terzi (ossia per conto di proprietari privati oppure anche di Enti pubblici), l’ecologo si occupa, per esempio, di attività connesse:

  • alla gestione, alla progettazione e al mantenimento dei giardini urbani
  • alla pianificazione e al monitoraggio del complesso delle attività che hanno luogo nei territori campestri, nelle aree adibite al pascolo del bestiame e nelle zone lacustri e marine
  • alla progettazione delle bonifiche nelle zone palustri
  • allo sfruttamento sostenibile a fini produttivi degli appezzamenti di terreno adibiti all’uso agricolo, del patrimonio forestale e delle aree boschive
  • alla preservazione della biodiversità di contesti in cui quest’ultima è a rischio

Nelle attività dell’ecologo particolare attenzione è rivolta alla sostenibilità dell’intervento umano e all’impatto che quest’ultimo ha sui differenti habitat naturali e sugli ecosistemi. Gli ecologi devono infatti lavorare per il rispetto e la conservazione delle diverse peculiarità di ogni contesto, evitando così che attività umane di grado eccessivo e incontrollato ne compromettano il buono stato. L’amore per la natura, in tal senso, è un requisito importante per chiunque voglia svolgere la professione di ecologo.

L’ecologo può dedicarsi anche soltanto alla ricerca scientifica: in tal caso non lavora prevalentemente “sul campo”, ma è chiamato a produrre contributi al dibattito scientifico, collaborando nel frattempo al suo sviluppo. L’ecologo, in quest’ottica, può dedicarsi anche all’insegnamento universitario, scegliendo di percorrere la carriera accademica.

Tutti i contenuti editoriali contenuti e pubblicati sul sito wecanjob.it sono stati registrati e sono protetti dalle leggi in materia di proprietà industriale e/o intellettuale. Leggi ancora...

Qual è il percorso formativo per diventare Ecologo?

Per la professione di ecologo è necessaria una laurea magistrale nel settore delle scienze matematiche, fisiche e naturali. In particolare, si possono segnalare i seguenti corsi di studio, presenti in gran parte delle Università italiane:

  • Biologia
  • Ecologia ed evoluzione
  • Biodiversità e gestione degli ecosistemi
  • Tecniche agroalimentari e biotrasformazioni industriali

Alla laurea si può affiancare una specifica formazione/specializzazione postuniversitaria: in Italia vi sono molti Master,  Diplomi di eccellenza  e Corsi professionalizzanti e non (qui un elenco di Master specifici dell’ambito).

Non esiste un Ordine Nazionale degli Ecologi. Per esercitare la professione, bisogna iscriversi all’Ordine Nazionale dei Biologi, al quale si può accedere solo dopo aver superando un esame di Stato. Le regole deontologiche e professionali a cui deve sottostare un ecologo sono le stesse dei biologi.

La professione è regolamentata dalla legge 396 del 24 maggio 1967 e sue successive modifiche.

Tutti i contenuti editoriali contenuti e pubblicati sul sito wecanjob.it sono stati registrati e sono protetti dalle leggi in materia di proprietà industriale e/o intellettuale. Leggi ancora...

Quali sono i dati sull'occupazione degli Ecologi?

Secondo i dati elaborati da Excelsior Unioncamere , per il 2019 sono previste 1.020 entrate programmate, di cui 830 assunzioni dipendenti. Il 70% delle assunzioni avverrà con un contratto a tempo determinato, il 28% a tempo indeterminato. 

Il 43% dei datori di lavoro lamenta una scarsa reperibilità di tale figura professionale, dovuta principalmente alla mancanza dei candidati (84,8%).

  • Formazione: il 100% dei datori di lavoro richiede un titolo universitario e una ulteriore necessaria formazione professionale (97%).
  • Esperienza professionale: il 59,9% dei datori di lavoro richiede di aver maturato pregresse esperienze professionali.
  • Competenze: la capacità di lavorare in gruppo (81%), il problem solving (75%) e la flessibilità e adattamento (72%) rappresentano le competenze trasversali maggiormente richieste alla figura professionale dell'Ecologo.

Essendo un profilo ad alta specializzazione scarsamente rappresentato nel panorama italiano (data la sua recente comparsa), l’ecologo vanta una retribuzione media piuttosto elevata. Tuttavia la grande ampiezza delle sue possibili occupazioni non permette di definire un range retributivo attendibile.

Tutti i contenuti editoriali contenuti e pubblicati sul sito wecanjob.it sono stati registrati e sono protetti dalle leggi in materia di proprietà industriale e/o intellettuale. Leggi ancora...
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Le altre professioni
Ecologo
Descrizione

Chi è e di cosa si occupa l'Ecologo?

L’Ecologo è un profilo professionale che sta conquistando sempre più spazio nel mercato del lavoro italiano. In genere, l’ecologo lavora per piccole e grandi imprese e si occupa della gestione e dell’analisi ambientale in contesti naturali che subiscono un più o meno elevato livello di intrusione da parte dell’uomo (luoghi naturali che vengono generalmente definiti “a elevato livello di antropizzazione”). Le sue attività sono inserite all’interno della cosiddetta green economy, un comparto in fortissima espansione che in Italia coinvolge attualmente più di tre milioni di lavoratori (secondo il rapporto del 2014 sulla green economy in Italia stilato da Unioncamere e Symbola).

L’ecologo è specializzato, in particolar modo, nell’applicazione sul campo dei risultati di ricerche, sperimentazioni e studi condotti in laboratorio. Queste ricerche riguardano la conservazione, il monitoraggio e la gestione virtuosa del patrimonio ambientale nella sua interezza, con un adeguamento allo specifico contesto in cui sceglie di lavorare (marino, rurale, montano, ecc.).

Per conto di committenti terzi (ossia per conto di proprietari privati oppure anche di Enti pubblici), l’ecologo si occupa, per esempio, di attività connesse:

  • alla gestione, alla progettazione e al mantenimento dei giardini urbani
  • alla pianificazione e al monitoraggio del complesso delle attività che hanno luogo nei territori campestri, nelle aree adibite al pascolo del bestiame e nelle zone lacustri e marine
  • alla progettazione delle bonifiche nelle zone palustri
  • allo sfruttamento sostenibile a fini produttivi degli appezzamenti di terreno adibiti all’uso agricolo, del patrimonio forestale e delle aree boschive
  • alla preservazione della biodiversità di contesti in cui quest’ultima è a rischio

Nelle attività dell’ecologo particolare attenzione è rivolta alla sostenibilità dell’intervento umano e all’impatto che quest’ultimo ha sui differenti habitat naturali e sugli ecosistemi. Gli ecologi devono infatti lavorare per il rispetto e la conservazione delle diverse peculiarità di ogni contesto, evitando così che attività umane di grado eccessivo e incontrollato ne compromettano il buono stato. L’amore per la natura, in tal senso, è un requisito importante per chiunque voglia svolgere la professione di ecologo.

L’ecologo può dedicarsi anche soltanto alla ricerca scientifica: in tal caso non lavora prevalentemente “sul campo”, ma è chiamato a produrre contributi al dibattito scientifico, collaborando nel frattempo al suo sviluppo. L’ecologo, in quest’ottica, può dedicarsi anche all’insegnamento universitario, scegliendo di percorrere la carriera accademica.

Percorso formativo

Qual è il percorso formativo per diventare Ecologo?

Per la professione di ecologo è necessaria una laurea magistrale nel settore delle scienze matematiche, fisiche e naturali. In particolare, si possono segnalare i seguenti corsi di studio, presenti in gran parte delle Università italiane:

  • Biologia
  • Ecologia ed evoluzione
  • Biodiversità e gestione degli ecosistemi
  • Tecniche agroalimentari e biotrasformazioni industriali

Alla laurea si può affiancare una specifica formazione/specializzazione postuniversitaria: in Italia vi sono molti Master,  Diplomi di eccellenza  e Corsi professionalizzanti e non (qui un elenco di Master specifici dell’ambito).

Non esiste un Ordine Nazionale degli Ecologi. Per esercitare la professione, bisogna iscriversi all’Ordine Nazionale dei Biologi, al quale si può accedere solo dopo aver superando un esame di Stato. Le regole deontologiche e professionali a cui deve sottostare un ecologo sono le stesse dei biologi.

La professione è regolamentata dalla legge 396 del 24 maggio 1967 e sue successive modifiche.

Numeri della professione

Quali sono i dati sull'occupazione degli Ecologi?

Secondo i dati elaborati da Excelsior Unioncamere , per il 2019 sono previste 1.020 entrate programmate, di cui 830 assunzioni dipendenti. Il 70% delle assunzioni avverrà con un contratto a tempo determinato, il 28% a tempo indeterminato. 

Il 43% dei datori di lavoro lamenta una scarsa reperibilità di tale figura professionale, dovuta principalmente alla mancanza dei candidati (84,8%).

  • Formazione: il 100% dei datori di lavoro richiede un titolo universitario e una ulteriore necessaria formazione professionale (97%).
  • Esperienza professionale: il 59,9% dei datori di lavoro richiede di aver maturato pregresse esperienze professionali.
  • Competenze: la capacità di lavorare in gruppo (81%), il problem solving (75%) e la flessibilità e adattamento (72%) rappresentano le competenze trasversali maggiormente richieste alla figura professionale dell'Ecologo.

Essendo un profilo ad alta specializzazione scarsamente rappresentato nel panorama italiano (data la sua recente comparsa), l’ecologo vanta una retribuzione media piuttosto elevata. Tuttavia la grande ampiezza delle sue possibili occupazioni non permette di definire un range retributivo attendibile.

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Chi è e di cosa si occupa l'Ecologo?

L’Ecologo è un profilo professionale che sta conquistando sempre più spazio nel mercato del lavoro italiano. In genere, l’ecologo lavora per piccole e grandi imprese e si occupa della gestione e dell’analisi ambientale in contesti naturali che subiscono un più o meno elevato livello di intrusione da parte dell’uomo (luoghi naturali che vengono generalmente definiti “a elevato livello di antropizzazione”). Le sue attività sono inserite all’interno della cosiddetta green economy, un comparto in fortissima espansione che in Italia coinvolge attualmente più di tre milioni di lavoratori (secondo il rapporto del 2014 sulla green economy in Italia stilato da Unioncamere e Symbola).

L’ecologo è specializzato, in particolar modo, nell’applicazione sul campo dei risultati di ricerche, sperimentazioni e studi condotti in laboratorio. Queste ricerche riguardano la conservazione, il monitoraggio e la gestione virtuosa del patrimonio ambientale nella sua interezza, con un adeguamento allo specifico contesto in cui sceglie di lavorare (marino, rurale, montano, ecc.).

Per conto di committenti terzi (ossia per conto di proprietari privati oppure anche di Enti pubblici), l’ecologo si occupa, per esempio, di attività connesse:

  • alla gestione, alla progettazione e al mantenimento dei giardini urbani
  • alla pianificazione e al monitoraggio del complesso delle attività che hanno luogo nei territori campestri, nelle aree adibite al pascolo del bestiame e nelle zone lacustri e marine
  • alla progettazione delle bonifiche nelle zone palustri
  • allo sfruttamento sostenibile a fini produttivi degli appezzamenti di terreno adibiti all’uso agricolo, del patrimonio forestale e delle aree boschive
  • alla preservazione della biodiversità di contesti in cui quest’ultima è a rischio

Nelle attività dell’ecologo particolare attenzione è rivolta alla sostenibilità dell’intervento umano e all’impatto che quest’ultimo ha sui differenti habitat naturali e sugli ecosistemi. Gli ecologi devono infatti lavorare per il rispetto e la conservazione delle diverse peculiarità di ogni contesto, evitando così che attività umane di grado eccessivo e incontrollato ne compromettano il buono stato. L’amore per la natura, in tal senso, è un requisito importante per chiunque voglia svolgere la professione di ecologo.

L’ecologo può dedicarsi anche soltanto alla ricerca scientifica: in tal caso non lavora prevalentemente “sul campo”, ma è chiamato a produrre contributi al dibattito scientifico, collaborando nel frattempo al suo sviluppo. L’ecologo, in quest’ottica, può dedicarsi anche all’insegnamento universitario, scegliendo di percorrere la carriera accademica.

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