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Le professioni: Curatore d'arte

in Cultura e Spettacolo

Il Curatore d’arte si occupa degli aspetti organizzativi di un’esposizione artistica. Ricopre un ruolo di responsabilità nel definire i contenuti dell’evento, scegliendo le opere da esibire e la location.

 Tra le attività principali proprie della professione, spiccano:

  • Selezione delle opere del progetto espositivo
  • Scelta degli impianti espositivi, che possono essere di tipo tradizionale oppure supportati da alta tecnologia
  • Ricerca, compilazione e preparazione di informazioni scritte sui cataloghi
  • Cura degli aspetti relativi al marketing e alla comunicazione, finalizzati alla promozione dell’evento
  • Predisposizione del budget e reperimento delle fonti di finanziamento
  • Gestione del personale
  • Gestione degli sponsor e degli enti patrocinanti
  • Monitoraggio del trasporto delle opere

Il curatore d’arte può essere distinto in due categorie:

  • Curatore istituzionale: lavora per conto di istituzioni come musei, gallerie, istituzioni e fondazioni
  • Curatore freelance: è una figura simile a quella dell’agente. Investe seguendo le logiche di mercato, promuovendo opere di artisti ritenuti di tendenza e validi dal suo punto di vista

Il curatore d’arte può esercitare la professione a livello autonomo, tramite un committente, o nelle istituzioni museali. Può seguire diverse strategie d’azione: una metodologia pragmatica (basata su un approccio scientifico con riferimento a modelli storici) o idealista (basata su un approccio creativo).

Tutti i contenuti editoriali contenuti e pubblicati sul sito wecanjob.it sono stati registrati e sono protetti dalle leggi in materia di proprietà industriale e/o intellettuale. Leggi ancora...

L’esercizio della professione non prevede l’iscrizione ad uno specifico albo.

È richiesto il possesso di una Laurea Magistrale preferibilmente in discipline

  • Architettoniche
  • Artistiche
  • Conservazione dei beni culturali

Programmi professionali specifici sono attivati soprattutto all’estero. In Italia si segnala il primo corso offerto dall’Accademia di Brera a Milano, un biennio specialistico in Visual Cultures e pratiche curatoriali. Noto anche il corso finalizzato alla pratica curatoriale riconosciuto dal MIUR in Arti Visive e Studi curatoriali presso la NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.

Al termine del percorso universitario è consigliabile perfezionare la formazione con un Dottorato di ricerca, un Master o un Corso di specializzazione. La pubblicazione delle proprie ricerche darà la possibilità all’aspirante Curatore d’arte di guadagnare crediti importanti al fine del riconoscimento come esperto nel settore.

Sono altresì richieste conoscenze in merito alla normativa dei beni culturali e al funzionamento del mercato dell’arte.

Sono inoltre indispensabili ottime capacità organizzative, di lavoro in autonomia, di resistenza allo stress. Il Curatore d’arte deve essere altresì attento ai dettagli. Completa il profilo la conoscenza di una o più lingue straniere.

Oltre a stimolare il proprio interesse nel settore scelto, è consigliabile, specialmente durante il periodo universitario, fare domanda come volontario o collaboratore all’interno di un museo, affiancato da professionisti del mestiere per un primo impatto con il mondo del lavoro. Proprio come in azienda, anche in questo settore l’esperienza sul campo è necessaria per fare carriera. Generalmente il profilo di ingresso è il Cataloghista o Restauratore, passando per il ruolo di Assistente curatore fino a diventare Curatore d’arte.

Tutti i contenuti editoriali contenuti e pubblicati sul sito wecanjob.it sono stati registrati e sono protetti dalle leggi in materia di proprietà industriale e/o intellettuale. Leggi ancora...


I dati Isfol per il quadriennio 2015-2019 prevedono un aumento dei curatori d’arte, passando da 100.794 a 112.041 posizioni di lavoro in più, pari ad una variazione del 11.2%. Anche la domanda di lavoro registra un saldo positivo con 60.880 assunzioni, di cui 49.553 per sostituzioni di lavoratori in uscita e 11.247 per aumento occupazionale. Le nuove risorse saranno solo per il 14% ricercate tra i giovani e i contratti prevalenti saranno di tipo determinato (stimati intorno all'84%). Secondo i dati Excelsior Unioncamere, nonostante l'aumento dello stock occupazionale si riscontra una difficoltà di reperimento di candidati data proprio dalla mancanza degli stessi. Un settore in crescita che purtroppo non trova risorse. 
 

La retribuzione media del curatore d’arte varia in base alla tipologia e alla dimensione delle esposizioni. Le gallerie che si collocano nelle fasce più alte del mercato, le cosiddette Gallerie di Brand, rappresentano circa il 3% del settore, con fatturati annui che vanno dai 25 milioni di € in su.

Si tratta delle Gallerie delle capitali dell’arte (Roma, New York, Londra, Parigi ecc.), caratterizzate da un’ampia disponibilità economica e contatti con i maggiori collezionisti internazionali. Un gradino sotto le Gallerie di Brand si collocano le Gallerie Tradizionali che, pur avendo una dimensione economica ridotta rispetto alle prime, svolgono un’importante attività di scouting. Individuano gli artisti emergenti che potenzialmente potrebbero avere un buon successo nel campo, promuovendoli e organizzando mostre periodiche dei loro lavori. Infine, esistono le Gallerie Commerciali, le Cooperative di Artisti e le Gallerie di Negozio, quest’ultime sono strutture commerciali che affittano le loro stanze per mostre personali o collettive di giovani artisti in cerca di visibilità. Sono realtà minori caratterizzate da una ridotta dimensione economica.

Considerando quanto riportato, e tenendo in considerazione la differenza tra un curatore freelance e un curatore istituzionale, risulta difficile stilare un range di retribuzione del curatore d’arte.

Secondo un articolo realizzato da “Il Giornale dell’Arte”, un curatore freelance della Biennale di Venezia percepisce un compenso di 90.000 € lordi annui, valore non rappresentativo della media retributiva della professione, caratterizzata da un alto livello di precarietà.

Tutti i contenuti editoriali contenuti e pubblicati sul sito wecanjob.it sono stati registrati e sono protetti dalle leggi in materia di proprietà industriale e/o intellettuale. Leggi ancora...
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Le altre professioni
Curatore d'arte
Descrizione

Il Curatore d’arte si occupa degli aspetti organizzativi di un’esposizione artistica. Ricopre un ruolo di responsabilità nel definire i contenuti dell’evento, scegliendo le opere da esibire e la location.

 Tra le attività principali proprie della professione, spiccano:

  • Selezione delle opere del progetto espositivo
  • Scelta degli impianti espositivi, che possono essere di tipo tradizionale oppure supportati da alta tecnologia
  • Ricerca, compilazione e preparazione di informazioni scritte sui cataloghi
  • Cura degli aspetti relativi al marketing e alla comunicazione, finalizzati alla promozione dell’evento
  • Predisposizione del budget e reperimento delle fonti di finanziamento
  • Gestione del personale
  • Gestione degli sponsor e degli enti patrocinanti
  • Monitoraggio del trasporto delle opere

Il curatore d’arte può essere distinto in due categorie:

  • Curatore istituzionale: lavora per conto di istituzioni come musei, gallerie, istituzioni e fondazioni
  • Curatore freelance: è una figura simile a quella dell’agente. Investe seguendo le logiche di mercato, promuovendo opere di artisti ritenuti di tendenza e validi dal suo punto di vista

Il curatore d’arte può esercitare la professione a livello autonomo, tramite un committente, o nelle istituzioni museali. Può seguire diverse strategie d’azione: una metodologia pragmatica (basata su un approccio scientifico con riferimento a modelli storici) o idealista (basata su un approccio creativo).

Percorso formativo

L’esercizio della professione non prevede l’iscrizione ad uno specifico albo.

È richiesto il possesso di una Laurea Magistrale preferibilmente in discipline

  • Architettoniche
  • Artistiche
  • Conservazione dei beni culturali

Programmi professionali specifici sono attivati soprattutto all’estero. In Italia si segnala il primo corso offerto dall’Accademia di Brera a Milano, un biennio specialistico in Visual Cultures e pratiche curatoriali. Noto anche il corso finalizzato alla pratica curatoriale riconosciuto dal MIUR in Arti Visive e Studi curatoriali presso la NABA – Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.

Al termine del percorso universitario è consigliabile perfezionare la formazione con un Dottorato di ricerca, un Master o un Corso di specializzazione. La pubblicazione delle proprie ricerche darà la possibilità all’aspirante Curatore d’arte di guadagnare crediti importanti al fine del riconoscimento come esperto nel settore.

Sono altresì richieste conoscenze in merito alla normativa dei beni culturali e al funzionamento del mercato dell’arte.

Sono inoltre indispensabili ottime capacità organizzative, di lavoro in autonomia, di resistenza allo stress. Il Curatore d’arte deve essere altresì attento ai dettagli. Completa il profilo la conoscenza di una o più lingue straniere.

Oltre a stimolare il proprio interesse nel settore scelto, è consigliabile, specialmente durante il periodo universitario, fare domanda come volontario o collaboratore all’interno di un museo, affiancato da professionisti del mestiere per un primo impatto con il mondo del lavoro. Proprio come in azienda, anche in questo settore l’esperienza sul campo è necessaria per fare carriera. Generalmente il profilo di ingresso è il Cataloghista o Restauratore, passando per il ruolo di Assistente curatore fino a diventare Curatore d’arte.

Numeri della professione


I dati Isfol per il quadriennio 2015-2019 prevedono un aumento dei curatori d’arte, passando da 100.794 a 112.041 posizioni di lavoro in più, pari ad una variazione del 11.2%. Anche la domanda di lavoro registra un saldo positivo con 60.880 assunzioni, di cui 49.553 per sostituzioni di lavoratori in uscita e 11.247 per aumento occupazionale. Le nuove risorse saranno solo per il 14% ricercate tra i giovani e i contratti prevalenti saranno di tipo determinato (stimati intorno all'84%). Secondo i dati Excelsior Unioncamere, nonostante l'aumento dello stock occupazionale si riscontra una difficoltà di reperimento di candidati data proprio dalla mancanza degli stessi. Un settore in crescita che purtroppo non trova risorse. 
 

La retribuzione media del curatore d’arte varia in base alla tipologia e alla dimensione delle esposizioni. Le gallerie che si collocano nelle fasce più alte del mercato, le cosiddette Gallerie di Brand, rappresentano circa il 3% del settore, con fatturati annui che vanno dai 25 milioni di € in su.

Si tratta delle Gallerie delle capitali dell’arte (Roma, New York, Londra, Parigi ecc.), caratterizzate da un’ampia disponibilità economica e contatti con i maggiori collezionisti internazionali. Un gradino sotto le Gallerie di Brand si collocano le Gallerie Tradizionali che, pur avendo una dimensione economica ridotta rispetto alle prime, svolgono un’importante attività di scouting. Individuano gli artisti emergenti che potenzialmente potrebbero avere un buon successo nel campo, promuovendoli e organizzando mostre periodiche dei loro lavori. Infine, esistono le Gallerie Commerciali, le Cooperative di Artisti e le Gallerie di Negozio, quest’ultime sono strutture commerciali che affittano le loro stanze per mostre personali o collettive di giovani artisti in cerca di visibilità. Sono realtà minori caratterizzate da una ridotta dimensione economica.

Considerando quanto riportato, e tenendo in considerazione la differenza tra un curatore freelance e un curatore istituzionale, risulta difficile stilare un range di retribuzione del curatore d’arte.

Secondo un articolo realizzato da “Il Giornale dell’Arte”, un curatore freelance della Biennale di Venezia percepisce un compenso di 90.000 € lordi annui, valore non rappresentativo della media retributiva della professione, caratterizzata da un alto livello di precarietà.

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Il Curatore d’arte si occupa degli aspetti organizzativi di un’esposizione artistica. Ricopre un ruolo di responsabilità nel definire i contenuti dell’evento, scegliendo le opere da esibire e la location.

 Tra le attività principali proprie della professione, spiccano:

  • Selezione delle opere del progetto espositivo
  • Scelta degli impianti espositivi, che possono essere di tipo tradizionale oppure supportati da alta tecnologia
  • Ricerca, compilazione e preparazione di informazioni scritte sui cataloghi
  • Cura degli aspetti relativi al marketing e alla comunicazione, finalizzati alla promozione dell’evento
  • Predisposizione del budget e reperimento delle fonti di finanziamento
  • Gestione del personale
  • Gestione degli sponsor e degli enti patrocinanti
  • Monitoraggio del trasporto delle opere

Il curatore d’arte può essere distinto in due categorie:

  • Curatore istituzionale: lavora per conto di istituzioni come musei, gallerie, istituzioni e fondazioni
  • Curatore freelance: è una figura simile a quella dell’agente. Investe seguendo le logiche di mercato, promuovendo opere di artisti ritenuti di tendenza e validi dal suo punto di vista

Il curatore d’arte può esercitare la professione a livello autonomo, tramite un committente, o nelle istituzioni museali. Può seguire diverse strategie d’azione: una metodologia pragmatica (basata su un approccio scientifico con riferimento a modelli storici) o idealista (basata su un approccio creativo).

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