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Le professioni: Consulente di Direzione

in Impresa e consulenza aziendale

Il Consulente di direzione affianca, aiuta e consiglia la Direzione Generale di un’azienda a prendere le decisioni per una migliore gestione dell’impresa. La gestione dell’impresa può riguardare, ad esempio, il processo produttivo, la logistica e in generale l’organizzazione: quante persone sono impiegate, quali attività svolgono e come sono articolate, come e quanto le risorse comunicano tra di loro e a quali costi.

Quando le aziende vogliono investire in un cambiamento o sono costrette a ristrutturarsi per uscire dalla crisi, richiedono aiuto ai Consulenti di Direzione, che vedono incrementato il loro lavoro di assistenza, proprio in occasione dei momenti di crisi economica.

L’attività può essere svolta da libero professionista o, molto più spesso, lavorando presso una Società di consulenza aziendale.

Il Consulente di Direzione, di fronte alla richiesta di assistenza del top management dell’impresa, consiglia amministratori e dirigenti sulle possibili soluzioni migliorative dei problemi strategici, gestionali e organizzativi che si presentano all’interno dell’azienda. Per fare questo, il Consulente dialoga con il personale direttivo, effettua l’analisi dei bilanci societari e raccoglie ogni altra informazione necessaria a pianificare le possibili azioni correttive da proporre ai Dirigenti dell’impresa assistita.

Non si sostituisce al potere decisionale dei Manager, ma offre tutta la sua esperienza nella definizione e nell’ottimizzazione delle strategie di impresa.

Per fornire queste specifiche attività di consulenza, il Consulente di Direzione è il primo a possedere le competenze necessarie a gestire un’azienda e le sue risorse. Spesso ha lui stesso maturato precedenti esperienze lavorative nella Direzione Generale di una Società.

Oltre le competenze tecniche, il Consulente di Direzione ha ottime capacità di analisi, pianificazione e risoluzione dei problemi (problem solving), abilità nell’organizzazione del lavoro e autonomia decisionale.

Possiede, inoltre, importanti doti comunicative, necessarie a comprendere i bisogni dell’impresa, a illustrare le strategie migliorative alla dirigenza e a convincerla della bontà e dell’efficacia delle proprie posizioni.

Tutti i contenuti editoriali contenuti e pubblicati sul sito wecanjob.it sono stati registrati e sono protetti dalle leggi in materia di proprietà industriale e/o intellettuale. Leggi ancora...

Per accedere alla professione, non è previsto un percorso formativo obbligatorio.

È preferibile aver conseguito la Laurea, triennale o magistrale in Ingegneria gestionale o nelle discipline economiche, matematiche o informatiche, ad esempio:

  • Ingegneria Gestionale
  • Scienze dell’economia e della gestione aziendale
  • Scienze economico-aziendali

Il percorso formativo può essere arricchito frequentando Master o corsi di specializzazione nell’ambito dell’Organizzazione d’impresa e dello Sviluppo manageriale (Master in Business and Administration – MBA) o in materia di Gestione e Sviluppo delle Risorse Umane.

È richiesta l’approfondita conoscenza della lingua inglese se si lavora per una multinazionale.

Completa il percorso di specializzazione l’acquisizione della certificazione di “CMC - Certified Management Consultant”, riconosciuta in molti Stati del mondo.

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Quali sono i dati sull'occupazione dei consulenti di direzione?

I dati del 2019 mostrano una richiesta di inserimento di circa 9.200 “Specialisti in scienze economiche”, nell’ambito dei quali rientrano i Consulenti di Direzione e della gestione aziendale.

I dati Excelsior Unioncamere mostrano inoltre che in questo tipo di professione non prevede un uso così frequnete di contratti di lavoro a tempo determinato, che infatti corrispondono al 23% sul totale. Più probabile è invece trovare contratti a tempo indeterminato (pari al 60% dei casi).

Il 36% dei Consulenti di Direzione ha un'età media tra i 18 e i 35 anni: siamo in un settore, quindi, in cui proattività ed esperienza sono complementari. I datori di lavoro lamentano una certa difficoltà di reperimento di tali figure professionali (32% dei casi) a causa della mancanza di candidati (51,7%) e della preparazione inadeguata degli stessi (il 15,8% dei datori di lavoro lamenta tale mancanza).

Quali sono i requisiti per diventare consulente di direzione?

Gli Specialisti in scienze economiche lavorano per il 66,3% dei casi in grandi imprese con più di 50 dipendenti. Nelle medie e nelle piccole imprese (fino a 50 dipendenti) il restante 33,7%, equidistribuito tra le due.

Per quanto riguarda le competenze degli Specialisti in scienze economiche, ecco cosa viene richiesto dalle aziende: 

  • Esperienza professionale: il 30,8% delle aziende richiede ai propri candidati che abbiano maturato esperienza professionale nel settore. Ma ci sono anche aziende (23,6%) che dichiarano di non aver bisogno che i propri candidati abbiano maturato esperienze professionali precedenti. 
  • Formazione: il 100% dei datori di lavoro della categoria richiede per i propri dipendenti il titolo universitario in linea con la professione che verrà svolta. Parallelamente a questo è fondamentale una continua formazione professionale, specifica e sempre aggiornata (92%).
  • Competenze trasversali e professionali: l'86% delle aziende dichiara che la capacità di problem solving e di lavorare in gruppo (84%) sono tra quelle maggiormente ricercate nei candidati che vogliano diventare consulenti di direzione. Ottime capacità di utilizzo di strumenti digitali (79%), linguaggi e metodi matematici (74%) sono elementi basilari di questo tipo di professione. La conoscenza di lingue straniere è indubbiamente una competenza richiesta (dal 63% delle aziende, soprattutto le più grandi). 

La retribuzione dei Consulenti di direzione dipende dall’esperienza maturata e dalla tipologia e dalla mole dell’attività svolta. Varia, inoltre, a seconda che l’attività sia prestata come libero professionista o come dipendente di una società di consulenza.

In media, i compensi possono oscillare tra 40.000 e 60.000 euro annui lordi.

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Consulente di Direzione
Descrizione

Il Consulente di direzione affianca, aiuta e consiglia la Direzione Generale di un’azienda a prendere le decisioni per una migliore gestione dell’impresa. La gestione dell’impresa può riguardare, ad esempio, il processo produttivo, la logistica e in generale l’organizzazione: quante persone sono impiegate, quali attività svolgono e come sono articolate, come e quanto le risorse comunicano tra di loro e a quali costi.

Quando le aziende vogliono investire in un cambiamento o sono costrette a ristrutturarsi per uscire dalla crisi, richiedono aiuto ai Consulenti di Direzione, che vedono incrementato il loro lavoro di assistenza, proprio in occasione dei momenti di crisi economica.

L’attività può essere svolta da libero professionista o, molto più spesso, lavorando presso una Società di consulenza aziendale.

Il Consulente di Direzione, di fronte alla richiesta di assistenza del top management dell’impresa, consiglia amministratori e dirigenti sulle possibili soluzioni migliorative dei problemi strategici, gestionali e organizzativi che si presentano all’interno dell’azienda. Per fare questo, il Consulente dialoga con il personale direttivo, effettua l’analisi dei bilanci societari e raccoglie ogni altra informazione necessaria a pianificare le possibili azioni correttive da proporre ai Dirigenti dell’impresa assistita.

Non si sostituisce al potere decisionale dei Manager, ma offre tutta la sua esperienza nella definizione e nell’ottimizzazione delle strategie di impresa.

Per fornire queste specifiche attività di consulenza, il Consulente di Direzione è il primo a possedere le competenze necessarie a gestire un’azienda e le sue risorse. Spesso ha lui stesso maturato precedenti esperienze lavorative nella Direzione Generale di una Società.

Oltre le competenze tecniche, il Consulente di Direzione ha ottime capacità di analisi, pianificazione e risoluzione dei problemi (problem solving), abilità nell’organizzazione del lavoro e autonomia decisionale.

Possiede, inoltre, importanti doti comunicative, necessarie a comprendere i bisogni dell’impresa, a illustrare le strategie migliorative alla dirigenza e a convincerla della bontà e dell’efficacia delle proprie posizioni.

Percorso formativo

Per accedere alla professione, non è previsto un percorso formativo obbligatorio.

È preferibile aver conseguito la Laurea, triennale o magistrale in Ingegneria gestionale o nelle discipline economiche, matematiche o informatiche, ad esempio:

  • Ingegneria Gestionale
  • Scienze dell’economia e della gestione aziendale
  • Scienze economico-aziendali

Il percorso formativo può essere arricchito frequentando Master o corsi di specializzazione nell’ambito dell’Organizzazione d’impresa e dello Sviluppo manageriale (Master in Business and Administration – MBA) o in materia di Gestione e Sviluppo delle Risorse Umane.

È richiesta l’approfondita conoscenza della lingua inglese se si lavora per una multinazionale.

Completa il percorso di specializzazione l’acquisizione della certificazione di “CMC - Certified Management Consultant”, riconosciuta in molti Stati del mondo.

Numeri della professione

Quali sono i dati sull'occupazione dei consulenti di direzione?

I dati del 2019 mostrano una richiesta di inserimento di circa 9.200 “Specialisti in scienze economiche”, nell’ambito dei quali rientrano i Consulenti di Direzione e della gestione aziendale.

I dati Excelsior Unioncamere mostrano inoltre che in questo tipo di professione non prevede un uso così frequnete di contratti di lavoro a tempo determinato, che infatti corrispondono al 23% sul totale. Più probabile è invece trovare contratti a tempo indeterminato (pari al 60% dei casi).

Il 36% dei Consulenti di Direzione ha un'età media tra i 18 e i 35 anni: siamo in un settore, quindi, in cui proattività ed esperienza sono complementari. I datori di lavoro lamentano una certa difficoltà di reperimento di tali figure professionali (32% dei casi) a causa della mancanza di candidati (51,7%) e della preparazione inadeguata degli stessi (il 15,8% dei datori di lavoro lamenta tale mancanza).

Quali sono i requisiti per diventare consulente di direzione?

Gli Specialisti in scienze economiche lavorano per il 66,3% dei casi in grandi imprese con più di 50 dipendenti. Nelle medie e nelle piccole imprese (fino a 50 dipendenti) il restante 33,7%, equidistribuito tra le due.

Per quanto riguarda le competenze degli Specialisti in scienze economiche, ecco cosa viene richiesto dalle aziende: 

  • Esperienza professionale: il 30,8% delle aziende richiede ai propri candidati che abbiano maturato esperienza professionale nel settore. Ma ci sono anche aziende (23,6%) che dichiarano di non aver bisogno che i propri candidati abbiano maturato esperienze professionali precedenti. 
  • Formazione: il 100% dei datori di lavoro della categoria richiede per i propri dipendenti il titolo universitario in linea con la professione che verrà svolta. Parallelamente a questo è fondamentale una continua formazione professionale, specifica e sempre aggiornata (92%).
  • Competenze trasversali e professionali: l'86% delle aziende dichiara che la capacità di problem solving e di lavorare in gruppo (84%) sono tra quelle maggiormente ricercate nei candidati che vogliano diventare consulenti di direzione. Ottime capacità di utilizzo di strumenti digitali (79%), linguaggi e metodi matematici (74%) sono elementi basilari di questo tipo di professione. La conoscenza di lingue straniere è indubbiamente una competenza richiesta (dal 63% delle aziende, soprattutto le più grandi). 

La retribuzione dei Consulenti di direzione dipende dall’esperienza maturata e dalla tipologia e dalla mole dell’attività svolta. Varia, inoltre, a seconda che l’attività sia prestata come libero professionista o come dipendente di una società di consulenza.

In media, i compensi possono oscillare tra 40.000 e 60.000 euro annui lordi.

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Il Consulente di direzione affianca, aiuta e consiglia la Direzione Generale di un’azienda a prendere le decisioni per una migliore gestione dell’impresa. La gestione dell’impresa può riguardare, ad esempio, il processo produttivo, la logistica e in generale l’organizzazione: quante persone sono impiegate, quali attività svolgono e come sono articolate, come e quanto le risorse comunicano tra di loro e a quali costi.

Quando le aziende vogliono investire in un cambiamento o sono costrette a ristrutturarsi per uscire dalla crisi, richiedono aiuto ai Consulenti di Direzione, che vedono incrementato il loro lavoro di assistenza, proprio in occasione dei momenti di crisi economica.

L’attività può essere svolta da libero professionista o, molto più spesso, lavorando presso una Società di consulenza aziendale.

Il Consulente di Direzione, di fronte alla richiesta di assistenza del top management dell’impresa, consiglia amministratori e dirigenti sulle possibili soluzioni migliorative dei problemi strategici, gestionali e organizzativi che si presentano all’interno dell’azienda. Per fare questo, il Consulente dialoga con il personale direttivo, effettua l’analisi dei bilanci societari e raccoglie ogni altra informazione necessaria a pianificare le possibili azioni correttive da proporre ai Dirigenti dell’impresa assistita.

Non si sostituisce al potere decisionale dei Manager, ma offre tutta la sua esperienza nella definizione e nell’ottimizzazione delle strategie di impresa.

Per fornire queste specifiche attività di consulenza, il Consulente di Direzione è il primo a possedere le competenze necessarie a gestire un’azienda e le sue risorse. Spesso ha lui stesso maturato precedenti esperienze lavorative nella Direzione Generale di una Società.

Oltre le competenze tecniche, il Consulente di Direzione ha ottime capacità di analisi, pianificazione e risoluzione dei problemi (problem solving), abilità nell’organizzazione del lavoro e autonomia decisionale.

Possiede, inoltre, importanti doti comunicative, necessarie a comprendere i bisogni dell’impresa, a illustrare le strategie migliorative alla dirigenza e a convincerla della bontà e dell’efficacia delle proprie posizioni.

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