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Le professioni: Comandante navale

in Industria e trasporti

Chi è e di cosa si occupa il Comandante navale?

Il Comandante navale dirige e sovrintende alla navigazione in sicurezza di grandi imbarcazioni e di navi mercantili e civili, dentro e fuori i porti, lungo i fiumi navigabili, sui mari, gli oceani, i laghi e nelle baie. Pilota il mezzo marino e ne dirige le manovre in porto, controlla la viabilità e il traffico marittimo, pianifica e gestisce le rotte di navigazione.

A bordo, è la massima autorità: ha la responsabilità più ampia e completa di tutto ciò che accade sulla nave, cura i rapporti con l’armatore e lo rappresenta legalmente. In corso di navigazione, svolge la funzione di ufficiale di stato civile, per cui può redigere atti di nascita, di morte o di sparizione in mare. Può ricevere testamento e, in presenza di imminente pericolo di vita, può celebrare matrimonio. Possiede, quindi, nozioni di legge, conosce le procedure legali, i regolamenti e il ruolo delle istituzioni.

Le navi e le grandi imbarcazioni sono vere e proprie città galleggianti e il Comandante navale ne è il responsabile: 

  • Stabilisce le modalità organizzative della comunità imbarcata
  • Garantisce la sicurezza a bordo
  • Si assicura del corretto funzionamento delle macchine, delle attrezzature e dei sistemi
  • Vigila sull’igiene dei cibi e degli ambienti
  • Coordina le esercitazioni di salvataggio
  • Gestisce le emergenze (incendi, recuperi in mare, affondamenti)
  • Redige il giornale di bordo
  • Ha la responsabilità dell’amministrazione delle risorse materiali e finanziarie, oltre che di quelle umane
  • Dirige il personale imbarcato, ne monitora e valuta le prestazioni lavorative, lo motiva

Ha uno spiccato senso di orientamento al servizio e cerca attivamente soluzioni idonee a soddisfare le esigenze degli altri: sa relazionarsi, sa negoziare e trattare per trovare un accordo e cercare di ricomporre opinioni diverse. È persuasivo ed energico: riconosce i problemi, sa valutare i costi e i benefici di possibili azioni, usa la logica e il ragionamento per individuare i punti di forza e di debolezza di soluzioni, conclusioni o approcci alternativi ai problemi, sa prendere decisioni.

Chi sceglie questa professione lo fa per passione, ama il mare ed è dotato di un forte spirito di adattabilità. Trascorre periodi molto lunghi in navigazione, lontano dagli affetti e dai propri interessi. È una persona intraprendente, sicura di sé e avventurosa. Conosce la geografia, nonché i principi e i metodi per descrivere e rappresentare la terra, il mare e le masse d’aria, comprese le loro caratteristiche fisiche, le collocazioni e le interrelazioni. 

Il comandante navale parla fluentemente una o più lingue straniere non solo per comunicare con l’equipaggio, spesso composto da marinai di nazionalità diverse, ma anche per relazionarsi con i consolati, le agenzie marittime e i porti. Comunica via radio, pertanto, conosce le trasmissioni, la radiodiffusione e le modalità di connessione e controllo dei sistemi di telecomunicazione.

Lavora alle dipendenze di compagnie navali, con contratto a tempo indeterminato oppure determinato dal periodo di imbarco.

La durata dell’esperienza di navigazione, i requisiti delle imbarcazioni e le certificazioni determinano la scala gerarchica utile a conseguire vari titoli: allievo ufficiale di coperta, ufficiale di navigazione, primo ufficiale di coperta su navi di stazza pari o superiore a 3000 GT, comandante su navi di stazza pari o superiore a 3000 GT, comandante su navi di stazza compresa tra 500 e 3000 GT.

Tutti i contenuti editoriali contenuti e pubblicati sul sito wecanjob.it sono stati registrati e sono protetti dalle leggi in materia di proprietà industriale e/o intellettuale. Leggi ancora...

Qual è il percorso formativo per diventare Comandante navale?

Per accedere alla professione di comandante navale occorre il diploma di scuola secondaria superiore rilasciato dagli Istituti tecnici per il Trasporto e la Logistica o meglio dagli Istituti Nautici, che prevedono indirizzi di studio mirati alla conduzione del mezzo marino e garantiscono l’acquisizione delle competenze previste dalla certificazione internazionale STCW, necessaria per l’imbarco.

La certificazione STCW (Standards of Training, Certification and Watchkeeping for Seafarers) è prevista da un convenzione internazionale adottata dall’IMO, Organizzazione marittima internazionale, che prevede disposizioni obbligatorie sugli standard di addestramento e di tenuta della guardia.

Chi vuole, può perfezionare la propria formazione iscrivendosi a un corso di laurea Triennale in Scienze Nautiche e Aeronautiche (le denominazioni dei corsi di laurea possono assumere nomi diversi a seconda dell’ateneo).

I comandanti navali, per navigare, devono iscriversi nelle matricole della Gente di Mare, gli elenchi che disciplinano l’attività professionale del personale marittimo. E per imbarcarsi, devono chiedere alla Capitaneria di porto il Libretto di navigazione, il libretto di lavoro del personale imbarcato nel quale sono annotate le informazioni relative ai movimenti di imbarco e sbarco, i titoli professionali marittimi, le attestazioni di benemerenze civili e militari, i cambiamenti di domicilio, i servizi militari, i nulla osta per l'imbarco su navi estere, il consenso per l’arruolamento dei minori, il giuramento, i servizi utili al conseguimento dei titoli professionali, periodi di inabilità al lavoro per infortunio o malattie che danno diritto a prestazioni di legge, pene accessorie, pene disciplinari della inibizione dell'esercizio della professione marittima.

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Quali sono i dati sull'occupazione dei Comandanti navali?

Secondo i dati Excelsior Unioncamere sulla tendenza nelle assunzioni dei Comandanti navali, per il 2019 si prevedono 2.210 entrate programmate. Ben l'80% di questi sembra configurarsi in contratti a tempo determinato, il 20% a tempo indeterminato. Solo il 21% dei candidati appartiene alla fascia di età tra i 18 ed i 35 anni.

Quali sono i requisiti richiesti per diventare Comandanti navali?

Vediamo quali sono i requisiti richiesti dalla professione.

  • Esperienza: il 94,2% dei datori di lavoro richiede ai propri candidati l'aver maturato esperienze lavorative precedenti. Solo il 5,8% dei datori di lavoro ritiene importante aver avuto esperienza professionale nello stesso settore. 
  • Formazione: il 99,9% dei datori di lavoro richiede il diploma secondario e un'adeguata formazione professionale specifica (95%).
  • Competenze: la flessibilità e l'adattamento (78%), il problem solving (78%) e la capacità di lavorare in gruppo (78%) rappresentano le competenze trasversali maggiormente richieste alla figura professionale dei Comandanti navali. 

Le grandi aziende, quelle con più di 50 dipendenti, saranno le realtà con cui si confronteranno maggiormente i comandanti navali (92,1%). 

Lo stipendio annuo lordo del comandante navale (con 5-10 anni di esperienza) oscilla in media tra i 90.000 € e i 110.000 €. La retribuzione varia sensibilmente a seconda dell’inquadramento contrattuale, del tipo di contratto, delle indennità previste dal contratto, dal tipo di imbarcazione condotta, dai periodi di imbarco. 

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Le altre professioni
Comandante navale
Descrizione

Chi è e di cosa si occupa il Comandante navale?

Il Comandante navale dirige e sovrintende alla navigazione in sicurezza di grandi imbarcazioni e di navi mercantili e civili, dentro e fuori i porti, lungo i fiumi navigabili, sui mari, gli oceani, i laghi e nelle baie. Pilota il mezzo marino e ne dirige le manovre in porto, controlla la viabilità e il traffico marittimo, pianifica e gestisce le rotte di navigazione.

A bordo, è la massima autorità: ha la responsabilità più ampia e completa di tutto ciò che accade sulla nave, cura i rapporti con l’armatore e lo rappresenta legalmente. In corso di navigazione, svolge la funzione di ufficiale di stato civile, per cui può redigere atti di nascita, di morte o di sparizione in mare. Può ricevere testamento e, in presenza di imminente pericolo di vita, può celebrare matrimonio. Possiede, quindi, nozioni di legge, conosce le procedure legali, i regolamenti e il ruolo delle istituzioni.

Le navi e le grandi imbarcazioni sono vere e proprie città galleggianti e il Comandante navale ne è il responsabile: 

  • Stabilisce le modalità organizzative della comunità imbarcata
  • Garantisce la sicurezza a bordo
  • Si assicura del corretto funzionamento delle macchine, delle attrezzature e dei sistemi
  • Vigila sull’igiene dei cibi e degli ambienti
  • Coordina le esercitazioni di salvataggio
  • Gestisce le emergenze (incendi, recuperi in mare, affondamenti)
  • Redige il giornale di bordo
  • Ha la responsabilità dell’amministrazione delle risorse materiali e finanziarie, oltre che di quelle umane
  • Dirige il personale imbarcato, ne monitora e valuta le prestazioni lavorative, lo motiva

Ha uno spiccato senso di orientamento al servizio e cerca attivamente soluzioni idonee a soddisfare le esigenze degli altri: sa relazionarsi, sa negoziare e trattare per trovare un accordo e cercare di ricomporre opinioni diverse. È persuasivo ed energico: riconosce i problemi, sa valutare i costi e i benefici di possibili azioni, usa la logica e il ragionamento per individuare i punti di forza e di debolezza di soluzioni, conclusioni o approcci alternativi ai problemi, sa prendere decisioni.

Chi sceglie questa professione lo fa per passione, ama il mare ed è dotato di un forte spirito di adattabilità. Trascorre periodi molto lunghi in navigazione, lontano dagli affetti e dai propri interessi. È una persona intraprendente, sicura di sé e avventurosa. Conosce la geografia, nonché i principi e i metodi per descrivere e rappresentare la terra, il mare e le masse d’aria, comprese le loro caratteristiche fisiche, le collocazioni e le interrelazioni. 

Il comandante navale parla fluentemente una o più lingue straniere non solo per comunicare con l’equipaggio, spesso composto da marinai di nazionalità diverse, ma anche per relazionarsi con i consolati, le agenzie marittime e i porti. Comunica via radio, pertanto, conosce le trasmissioni, la radiodiffusione e le modalità di connessione e controllo dei sistemi di telecomunicazione.

Lavora alle dipendenze di compagnie navali, con contratto a tempo indeterminato oppure determinato dal periodo di imbarco.

La durata dell’esperienza di navigazione, i requisiti delle imbarcazioni e le certificazioni determinano la scala gerarchica utile a conseguire vari titoli: allievo ufficiale di coperta, ufficiale di navigazione, primo ufficiale di coperta su navi di stazza pari o superiore a 3000 GT, comandante su navi di stazza pari o superiore a 3000 GT, comandante su navi di stazza compresa tra 500 e 3000 GT.

Percorso formativo

Qual è il percorso formativo per diventare Comandante navale?

Per accedere alla professione di comandante navale occorre il diploma di scuola secondaria superiore rilasciato dagli Istituti tecnici per il Trasporto e la Logistica o meglio dagli Istituti Nautici, che prevedono indirizzi di studio mirati alla conduzione del mezzo marino e garantiscono l’acquisizione delle competenze previste dalla certificazione internazionale STCW, necessaria per l’imbarco.

La certificazione STCW (Standards of Training, Certification and Watchkeeping for Seafarers) è prevista da un convenzione internazionale adottata dall’IMO, Organizzazione marittima internazionale, che prevede disposizioni obbligatorie sugli standard di addestramento e di tenuta della guardia.

Chi vuole, può perfezionare la propria formazione iscrivendosi a un corso di laurea Triennale in Scienze Nautiche e Aeronautiche (le denominazioni dei corsi di laurea possono assumere nomi diversi a seconda dell’ateneo).

I comandanti navali, per navigare, devono iscriversi nelle matricole della Gente di Mare, gli elenchi che disciplinano l’attività professionale del personale marittimo. E per imbarcarsi, devono chiedere alla Capitaneria di porto il Libretto di navigazione, il libretto di lavoro del personale imbarcato nel quale sono annotate le informazioni relative ai movimenti di imbarco e sbarco, i titoli professionali marittimi, le attestazioni di benemerenze civili e militari, i cambiamenti di domicilio, i servizi militari, i nulla osta per l'imbarco su navi estere, il consenso per l’arruolamento dei minori, il giuramento, i servizi utili al conseguimento dei titoli professionali, periodi di inabilità al lavoro per infortunio o malattie che danno diritto a prestazioni di legge, pene accessorie, pene disciplinari della inibizione dell'esercizio della professione marittima.

Numeri della professione

Quali sono i dati sull'occupazione dei Comandanti navali?

Secondo i dati Excelsior Unioncamere sulla tendenza nelle assunzioni dei Comandanti navali, per il 2019 si prevedono 2.210 entrate programmate. Ben l'80% di questi sembra configurarsi in contratti a tempo determinato, il 20% a tempo indeterminato. Solo il 21% dei candidati appartiene alla fascia di età tra i 18 ed i 35 anni.

Quali sono i requisiti richiesti per diventare Comandanti navali?

Vediamo quali sono i requisiti richiesti dalla professione.

  • Esperienza: il 94,2% dei datori di lavoro richiede ai propri candidati l'aver maturato esperienze lavorative precedenti. Solo il 5,8% dei datori di lavoro ritiene importante aver avuto esperienza professionale nello stesso settore. 
  • Formazione: il 99,9% dei datori di lavoro richiede il diploma secondario e un'adeguata formazione professionale specifica (95%).
  • Competenze: la flessibilità e l'adattamento (78%), il problem solving (78%) e la capacità di lavorare in gruppo (78%) rappresentano le competenze trasversali maggiormente richieste alla figura professionale dei Comandanti navali. 

Le grandi aziende, quelle con più di 50 dipendenti, saranno le realtà con cui si confronteranno maggiormente i comandanti navali (92,1%). 

Lo stipendio annuo lordo del comandante navale (con 5-10 anni di esperienza) oscilla in media tra i 90.000 € e i 110.000 €. La retribuzione varia sensibilmente a seconda dell’inquadramento contrattuale, del tipo di contratto, delle indennità previste dal contratto, dal tipo di imbarcazione condotta, dai periodi di imbarco. 

Comandante navale
 
Utility WeCanJob

Chi è e di cosa si occupa il Comandante navale?

Il Comandante navale dirige e sovrintende alla navigazione in sicurezza di grandi imbarcazioni e di navi mercantili e civili, dentro e fuori i porti, lungo i fiumi navigabili, sui mari, gli oceani, i laghi e nelle baie. Pilota il mezzo marino e ne dirige le manovre in porto, controlla la viabilità e il traffico marittimo, pianifica e gestisce le rotte di navigazione.

A bordo, è la massima autorità: ha la responsabilità più ampia e completa di tutto ciò che accade sulla nave, cura i rapporti con l’armatore e lo rappresenta legalmente. In corso di navigazione, svolge la funzione di ufficiale di stato civile, per cui può redigere atti di nascita, di morte o di sparizione in mare. Può ricevere testamento e, in presenza di imminente pericolo di vita, può celebrare matrimonio. Possiede, quindi, nozioni di legge, conosce le procedure legali, i regolamenti e il ruolo delle istituzioni.

Le navi e le grandi imbarcazioni sono vere e proprie città galleggianti e il Comandante navale ne è il responsabile: 

  • Stabilisce le modalità organizzative della comunità imbarcata
  • Garantisce la sicurezza a bordo
  • Si assicura del corretto funzionamento delle macchine, delle attrezzature e dei sistemi
  • Vigila sull’igiene dei cibi e degli ambienti
  • Coordina le esercitazioni di salvataggio
  • Gestisce le emergenze (incendi, recuperi in mare, affondamenti)
  • Redige il giornale di bordo
  • Ha la responsabilità dell’amministrazione delle risorse materiali e finanziarie, oltre che di quelle umane
  • Dirige il personale imbarcato, ne monitora e valuta le prestazioni lavorative, lo motiva

Ha uno spiccato senso di orientamento al servizio e cerca attivamente soluzioni idonee a soddisfare le esigenze degli altri: sa relazionarsi, sa negoziare e trattare per trovare un accordo e cercare di ricomporre opinioni diverse. È persuasivo ed energico: riconosce i problemi, sa valutare i costi e i benefici di possibili azioni, usa la logica e il ragionamento per individuare i punti di forza e di debolezza di soluzioni, conclusioni o approcci alternativi ai problemi, sa prendere decisioni.

Chi sceglie questa professione lo fa per passione, ama il mare ed è dotato di un forte spirito di adattabilità. Trascorre periodi molto lunghi in navigazione, lontano dagli affetti e dai propri interessi. È una persona intraprendente, sicura di sé e avventurosa. Conosce la geografia, nonché i principi e i metodi per descrivere e rappresentare la terra, il mare e le masse d’aria, comprese le loro caratteristiche fisiche, le collocazioni e le interrelazioni. 

Il comandante navale parla fluentemente una o più lingue straniere non solo per comunicare con l’equipaggio, spesso composto da marinai di nazionalità diverse, ma anche per relazionarsi con i consolati, le agenzie marittime e i porti. Comunica via radio, pertanto, conosce le trasmissioni, la radiodiffusione e le modalità di connessione e controllo dei sistemi di telecomunicazione.

Lavora alle dipendenze di compagnie navali, con contratto a tempo indeterminato oppure determinato dal periodo di imbarco.

La durata dell’esperienza di navigazione, i requisiti delle imbarcazioni e le certificazioni determinano la scala gerarchica utile a conseguire vari titoli: allievo ufficiale di coperta, ufficiale di navigazione, primo ufficiale di coperta su navi di stazza pari o superiore a 3000 GT, comandante su navi di stazza pari o superiore a 3000 GT, comandante su navi di stazza compresa tra 500 e 3000 GT.

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