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Le professioni: Bartender

in Turismo e Ristorazione

Bartender: chi è e di cosa si occupa?

Il Bartender (al maschile barman e al femminile, barmaid o barlady) è il professionista specializzato nelle miscelazioni delle bevande e nelle preparazioni gastronomiche. Lavora prevalentemente nei bar o nei cocktailbar e nei caffè, ma può operare anche in ristoranti e in attività di catering, in hotel o discoteche e in tutti i locali pubblici nel settore turistico.

Barista, barman, bartender: quali sono le principali differenze?

Quali sono le principali differenze fra barman, barista e bartender? Il termine bartender indica nel modo più generico la professione di barman / barlady. Differente è invece il professionista che si occupa di flair bartending, cioè il barman acrobatico.

Il bartender è quindi diverso dal barista – e ancora, diverso dal bartender acrobatico - , che opera al bancone del bar per preparare e servire caffè, cappuccini, bibite, semplici cocktail base, panini e snack, torte, brioche, pasticcini e coni di gelato. A seconda del tipo di locale in cui lavora e degli accordi contrattuali, il bartender può all’occorrenza avere anche alcune funzioni da barista.

Cosa fa un bartender? Il lavoro del bartender può essere svolto come dipendente o in proprio. In entrambi i casi le sue mansioni dipendono molto dalla dimensione del locale, dalla sua tipologia, dal personale impiegato. A seconda delle condizioni di lavoro, il bartender può svolgere mansioni molto diversificate: dal lavoro al banco alla cassa, dal servizio ai tavoli alla gestione degli acquisti, dal controllo delle forniture all’organizzazione delle varie fasi della giornata, fino alle pulizie del locale e alla chiusura. Il bartender qualificato, che lavora per un locale specializzato, come un locale notturno o una discoteca, svolge mansioni più precise, come miscelare cocktail o offrire degustazioni di vini o di diverse tipologie di birra.

In generale, per svolgere bene la professione del bartender occorre:

  • avere le basi di caffetteria per saper preparare e servire caffè, bevande e piccola ristorazione
  • saper preparare long drink e cocktail sofisticati
  • conoscere i principi e i metodi per presentare, promuovere e vendere prodotti o servizi
  • elaborare strategie e tattiche di marketing, promuovere eventi che attirino o facciano divertire i clienti
  • gestire gli aspetti amministrativi come la conduzione del magazzino e gli acquisti
  • saper utilizzare i programmi di logistica per la gestione delle scorte di magazzino
  • avere un’approfondita conoscenza merceologica
  • sovrintendere e provvedere alla cura e all'igiene dei luoghi e delle attrezzature utilizzate

Il bartender è sempre a contatto con il pubblico. Quindi per poter svolgere al meglio questa professione bisogna saper accogliere e soddisfare il cliente, comprendere i suoi gusti e i suoi bisogni, metterlo a proprio agio. Per farlo occorre avere doti comunicative e una spiccata socialità. Per il bartender che lavora in località turistiche o città d’arte è consigliabile conoscere bene anche altre lingue straniere.

Infine, bisogna tener conto che la giornata di lavoro del bartender è spesso soggetta a discontinuità, con un’alternanza di fasi di minore o maggiore afflusso di clientela. In quest’ultimo caso, il bartender deve anche avere buone capacità organizzative e di problem solving per gestire al meglio i flussi e servire i clienti in breve tempo.

Fra le diverse tipologie di barman spicca quella del bartender acrobatico, o flair bartender, che oltre a preparare cocktail - e ogni cosa gli venga richiesta - con estrema velocità, lo fa anche in maniera spettacolare, offrendo ai clienti un vero e proprio show.

Donne barman: bar lady, barmaid o bar woman?

Esiste una vera e propria disquisizione sulla correttezza di termini come barlady, barmaid o barwoman. Più utilizzati i primi due, molto meno il terzo, vengono spesso usati in maniera intercambiabile. Molte donne barman, però, optano per farsi chiamare semplicemente bartender – o barman, preferendolo comunque.

Cosa deve contenere la valigetta del barman? Quali sono gli strumenti fondamentali?

Qual è l’attrezzatura da bartender? Cosa deve avere una postazione da barman per essere efficace? Quali sono gli strumenti fondamentali che un/una barman deve poter utilizzare – e che, quindi, deve avere nella propria valigetta nel caso in cui sia un bartender professionista?

Gli strumenti del mestiere fondamentali sono:

  • shaker: è lo strumento classico del bartender, utilizzato quando il cocktail da mixare ha bisogno di una scossa davvero energica;
  • boston: simile allo shaker ma più grande, è costituito da due elementi conici in metallo e vetro che si incastrano fra loro ermeticamente. Viene chiamato anche shaker americano.
  • mixing glass: trova spazio nella valigetta del barman anche questo bicchiere in vetro che serve per mescolare I mix che non vanno agitate energicamente. Il mixing glass può anche essere parte integrante dello shaker.
  • stirrer (o bar spoon): è un vero e proprio cucchiaio dal manico molto lungo che non deve mancare nel kit da barman; serve per mescolare i mix dentro al mixing glass – e presenta spesso un manico attorcigliato per favorire il mescolamento.
  • strainer: è uno strumento piatto in acciaio al cui bordo è posta una molla; serve come colino, per far filtrare il mix e trattenere il ghiaccio.
  • speed bottle; versatore in acciaio per succhi di frutta e premix che permette di dosare velocemente l’ingrediente.
  • metal pour: come la speed bottle, ma per sostanze alcoliche.
  • pestello (o muddler): è il pestello classico che serve per lavorare frutta, lime etc per i cocktail, e può essere tanto in metallo quanto in legno.
  • pinzetta: serve per prendere in maniera veloce, elegante e igienica la frutta da utilizzare come decorazione nei cocktails.
  • cavatappi: per le bevande alcoliche con tappo di sughero; utili quelli con leva a doppio dente per i tappi delle birre.
  • bar organizer: contiene cannucce in plastica, tovaglioli, sottobicchieri.

Completano l’attrezzatura da barman la soda gun (per preparazione di prodotti con la soda), i tritaghiaccio (manuali o elettrici), i taglieri per la frutta, i blender (i frullatori).

Tutti i contenuti editoriali contenuti e pubblicati sul sito wecanjob.it sono stati registrati e sono protetti dalle leggi in materia di proprietà industriale e/o intellettuale. Leggi ancora...
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Come diventare bartender: corsi e percorso formativo per diventare barman

Molti si chiedono come diventare barman acrobatico o dove frequentare un corso per bartender, per poter lavorare in questo campo in maniera profesisonale. Per svolgere la professione di bartender è consigliabile frequentare un istituto professionale nell’ambito dei "Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera". Questo indirizzo si suddivide a sua volta in 3 articolazioni: “Enogastronomia”, “Servizi di sala e di vendita” e “Accoglienza turistica”. Il diplomato di istruzione professionale di questo indirizzo ha specifiche competenze tecniche, economiche e normative nelle filiere dell’enogastronomia e dell’ospitalità alberghiera, nei cui ambiti interviene in tutto il ciclo di organizzazione e gestione dei servizi.

Tuttavia si può intraprendere la professione anche senza aver frequentato un Istituto professionale, iniziando come Barback, attraverso corsi di formazione specialistica o percorsi triennali di istruzione e formazione professionale per la somministrazione di alimenti e bevande riconosciuti dalla Regione o dalla Provincia.

Le informazioni per i corsi riconosciuti sono disponibili presso le Associazioni di categoria del settore. Inoltre segnaliamo alcune scuole con esempi di corsi:

  • Associazione italiana barman e sostenitori, tiene corsi in tutt’Italia
  • Planet One tiene corsi in 11 sedi in tutt’Italia
  • Flair Academy Milano, accreditato dalla Regione Lombardia
  • Flair Bartender’s School è la scuola di bartender con sedi a Roma e a Napoli
  • Federazione Italiana Pubblici Esercizi tiene corsi in 45 associazioni

Le associazioni di categoria e questi istituti offrono anche corsi per l’aggiornamento e il perfezionamento, che sono molto importanti per essere sempre al corrente delle novità su tecniche, prodotti e stili di lavoro. Gli esperti del settore sostengono che è sempre utile aggiornarsi, ma anche che la fase realmente formativa per esercitare questa professione è quella on the job. Attraverso l’esperienza nei locali si comprendono i ritmi, le esigenze e le particolarità di questa attività.

Se un bartender desidera mettersi in proprio, l’iter burocratico prevede:

  • richiedere l’iscrizione al Registro degli Esercenti il Commercio (R.E.C.) presso la Camera di Commercio dell’area di residenza
  • richiedere la licenza per la vendita e somministrazione di alcolici al Comune competente (o rilevarla dal titolare di un esercizio già abilitato): la licenza vale cinque anni ed è automaticamente rinnovata se non vi sono motivi specifici a sfavore
  • richiedere l’iscrizione al registro delle ditte, aprire la partita Iva, acquistare un registratore di cassa, far vidimare i libri contabili presso gli uffici provinciali competenti

In più, trattandosi di un’attività di somministrazione di alimenti e bevande, alcolici compresi, occorre l’Autorizzazione sanitaria, che si ottiene dall’Azienda Sanitaria Locale dopo un controllo di idoneità. Successivamente sarà il bartender a procedere con l’autocontrollo igienico-sanitario seguendo il codice di comportamento HACCP.

Tutti i contenuti editoriali contenuti e pubblicati sul sito wecanjob.it sono stati registrati e sono protetti dalle leggi in materia di proprietà industriale e/o intellettuale. Leggi ancora...
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Quali sono i dati sull'occupazione dei Bartender?

Il “bartender” è inserito nella classe professionale "Esercenti ed addetti nelle attività di ristorazione", che comprende appunto la macrocategoria dei “Baristi e professioni assimilate”. In Italia lavorano in questa classe professionale quasi un milione di persone (872.454), ma si prevede che ci sarà un leggero aumento nei prossimi anni.
Secondo i dati Isfol, Al 2019 gli "Esercenti ed addetti nelle attività di ristorazione" saranno infatti 892.209; una variazione del 2,3%, un valore comune al di sotto della crescita media del periodo. 

Comunque si tratta di un settore molto dinamico, anche per la vocazione turistica del nostro Paese. Per questo nel periodo 2015-2019 si prevede che la domanda totale di lavoro dovrebbe ammontare a 487.755 assunzioni di cui 468.000 per sostituzioni di lavoratori in uscita.
La base occupazionale prevista è intorno alle 19.755 unità che saranno ricercate, secondo i dati di Excelsior Unioncamere per il 48% dei casi tra i giovani, con o senza esperienze professionali. Inoltre il 12% delle nuove assunzioni sarà di provenienza straniera. 

Quanto guadagna il bartender?

Se il bartender lavora alle dipendenze, i suoi stipendi minimi sono stabiliti dal Contratto Collettivo del Turismo e dei Pubblici Esercizi. La figura del bartender è prevista a diversi Livelli del Contratto Nazionale, che variano in base alla complessità delle mansioni, all’esperienza e alla qualifica del lavoratore:

  • Capo Barman è il responsabile delle attività di più bar operanti contemporaneamente e/o autonomamente (Livello Secondo): stipendio minimo 1.758,85 € al mese
  • Barman Unico (Livello Terzo): stipendio minimo 1.659,58 € al mese
  • Barman o Barwoman (Livello Quarto): stipendio minimo 1.566,14 € al mese

Nel Contratto Nazionale questi stipendi aumentano dal 1 luglio 2016. La Copia dell’ultimo Contratto Nazionale è disponibile sui siti delle associazioni di categoria indicate nei Link formazione e lavoro.

Ovviamente, per capire quanto guadagna un barman è necessario capire anche in quale tipo di locale lavora. Gli stipendi infatti possono essere molto superiori a seconda del tipo di locale in cui si lavora, degli orari di lavoro, della qualifica del lavoratore. Ad esempio si può essere Flair bartender, ovvero bartender che usa tecniche del flair bartending eseguendo acrobazie con bottiglie e shaker. Ma si può anche cominciare come Barback con un contratto di apprendistato e quindi all’inizio guadagnare meno.

Quanto prende un barman che lavori come libero professionista? Il guadagno del bartender che decide di mettersi in proprio ovviamente dipende dal fatturato che riesce a ottenere nella gestione del locale.

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Bartender
Descrizione

Bartender: chi è e di cosa si occupa?

Il Bartender (al maschile barman e al femminile, barmaid o barlady) è il professionista specializzato nelle miscelazioni delle bevande e nelle preparazioni gastronomiche. Lavora prevalentemente nei bar o nei cocktailbar e nei caffè, ma può operare anche in ristoranti e in attività di catering, in hotel o discoteche e in tutti i locali pubblici nel settore turistico.

Barista, barman, bartender: quali sono le principali differenze?

Quali sono le principali differenze fra barman, barista e bartender? Il termine bartender indica nel modo più generico la professione di barman / barlady. Differente è invece il professionista che si occupa di flair bartending, cioè il barman acrobatico.

Il bartender è quindi diverso dal barista – e ancora, diverso dal bartender acrobatico - , che opera al bancone del bar per preparare e servire caffè, cappuccini, bibite, semplici cocktail base, panini e snack, torte, brioche, pasticcini e coni di gelato. A seconda del tipo di locale in cui lavora e degli accordi contrattuali, il bartender può all’occorrenza avere anche alcune funzioni da barista.

Cosa fa un bartender? Il lavoro del bartender può essere svolto come dipendente o in proprio. In entrambi i casi le sue mansioni dipendono molto dalla dimensione del locale, dalla sua tipologia, dal personale impiegato. A seconda delle condizioni di lavoro, il bartender può svolgere mansioni molto diversificate: dal lavoro al banco alla cassa, dal servizio ai tavoli alla gestione degli acquisti, dal controllo delle forniture all’organizzazione delle varie fasi della giornata, fino alle pulizie del locale e alla chiusura. Il bartender qualificato, che lavora per un locale specializzato, come un locale notturno o una discoteca, svolge mansioni più precise, come miscelare cocktail o offrire degustazioni di vini o di diverse tipologie di birra.

In generale, per svolgere bene la professione del bartender occorre:

  • avere le basi di caffetteria per saper preparare e servire caffè, bevande e piccola ristorazione
  • saper preparare long drink e cocktail sofisticati
  • conoscere i principi e i metodi per presentare, promuovere e vendere prodotti o servizi
  • elaborare strategie e tattiche di marketing, promuovere eventi che attirino o facciano divertire i clienti
  • gestire gli aspetti amministrativi come la conduzione del magazzino e gli acquisti
  • saper utilizzare i programmi di logistica per la gestione delle scorte di magazzino
  • avere un’approfondita conoscenza merceologica
  • sovrintendere e provvedere alla cura e all'igiene dei luoghi e delle attrezzature utilizzate

Il bartender è sempre a contatto con il pubblico. Quindi per poter svolgere al meglio questa professione bisogna saper accogliere e soddisfare il cliente, comprendere i suoi gusti e i suoi bisogni, metterlo a proprio agio. Per farlo occorre avere doti comunicative e una spiccata socialità. Per il bartender che lavora in località turistiche o città d’arte è consigliabile conoscere bene anche altre lingue straniere.

Infine, bisogna tener conto che la giornata di lavoro del bartender è spesso soggetta a discontinuità, con un’alternanza di fasi di minore o maggiore afflusso di clientela. In quest’ultimo caso, il bartender deve anche avere buone capacità organizzative e di problem solving per gestire al meglio i flussi e servire i clienti in breve tempo.

Fra le diverse tipologie di barman spicca quella del bartender acrobatico, o flair bartender, che oltre a preparare cocktail - e ogni cosa gli venga richiesta - con estrema velocità, lo fa anche in maniera spettacolare, offrendo ai clienti un vero e proprio show.

Donne barman: bar lady, barmaid o bar woman?

Esiste una vera e propria disquisizione sulla correttezza di termini come barlady, barmaid o barwoman. Più utilizzati i primi due, molto meno il terzo, vengono spesso usati in maniera intercambiabile. Molte donne barman, però, optano per farsi chiamare semplicemente bartender – o barman, preferendolo comunque.

Cosa deve contenere la valigetta del barman? Quali sono gli strumenti fondamentali?

Qual è l’attrezzatura da bartender? Cosa deve avere una postazione da barman per essere efficace? Quali sono gli strumenti fondamentali che un/una barman deve poter utilizzare – e che, quindi, deve avere nella propria valigetta nel caso in cui sia un bartender professionista?

Gli strumenti del mestiere fondamentali sono:

  • shaker: è lo strumento classico del bartender, utilizzato quando il cocktail da mixare ha bisogno di una scossa davvero energica;
  • boston: simile allo shaker ma più grande, è costituito da due elementi conici in metallo e vetro che si incastrano fra loro ermeticamente. Viene chiamato anche shaker americano.
  • mixing glass: trova spazio nella valigetta del barman anche questo bicchiere in vetro che serve per mescolare I mix che non vanno agitate energicamente. Il mixing glass può anche essere parte integrante dello shaker.
  • stirrer (o bar spoon): è un vero e proprio cucchiaio dal manico molto lungo che non deve mancare nel kit da barman; serve per mescolare i mix dentro al mixing glass – e presenta spesso un manico attorcigliato per favorire il mescolamento.
  • strainer: è uno strumento piatto in acciaio al cui bordo è posta una molla; serve come colino, per far filtrare il mix e trattenere il ghiaccio.
  • speed bottle; versatore in acciaio per succhi di frutta e premix che permette di dosare velocemente l’ingrediente.
  • metal pour: come la speed bottle, ma per sostanze alcoliche.
  • pestello (o muddler): è il pestello classico che serve per lavorare frutta, lime etc per i cocktail, e può essere tanto in metallo quanto in legno.
  • pinzetta: serve per prendere in maniera veloce, elegante e igienica la frutta da utilizzare come decorazione nei cocktails.
  • cavatappi: per le bevande alcoliche con tappo di sughero; utili quelli con leva a doppio dente per i tappi delle birre.
  • bar organizer: contiene cannucce in plastica, tovaglioli, sottobicchieri.

Completano l’attrezzatura da barman la soda gun (per preparazione di prodotti con la soda), i tritaghiaccio (manuali o elettrici), i taglieri per la frutta, i blender (i frullatori).

Percorso formativo

Come diventare bartender: corsi e percorso formativo per diventare barman

Molti si chiedono come diventare barman acrobatico o dove frequentare un corso per bartender, per poter lavorare in questo campo in maniera profesisonale. Per svolgere la professione di bartender è consigliabile frequentare un istituto professionale nell’ambito dei "Servizi per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera". Questo indirizzo si suddivide a sua volta in 3 articolazioni: “Enogastronomia”, “Servizi di sala e di vendita” e “Accoglienza turistica”. Il diplomato di istruzione professionale di questo indirizzo ha specifiche competenze tecniche, economiche e normative nelle filiere dell’enogastronomia e dell’ospitalità alberghiera, nei cui ambiti interviene in tutto il ciclo di organizzazione e gestione dei servizi.

Tuttavia si può intraprendere la professione anche senza aver frequentato un Istituto professionale, iniziando come Barback, attraverso corsi di formazione specialistica o percorsi triennali di istruzione e formazione professionale per la somministrazione di alimenti e bevande riconosciuti dalla Regione o dalla Provincia.

Le informazioni per i corsi riconosciuti sono disponibili presso le Associazioni di categoria del settore. Inoltre segnaliamo alcune scuole con esempi di corsi:

  • Associazione italiana barman e sostenitori, tiene corsi in tutt’Italia
  • Planet One tiene corsi in 11 sedi in tutt’Italia
  • Flair Academy Milano, accreditato dalla Regione Lombardia
  • Flair Bartender’s School è la scuola di bartender con sedi a Roma e a Napoli
  • Federazione Italiana Pubblici Esercizi tiene corsi in 45 associazioni

Le associazioni di categoria e questi istituti offrono anche corsi per l’aggiornamento e il perfezionamento, che sono molto importanti per essere sempre al corrente delle novità su tecniche, prodotti e stili di lavoro. Gli esperti del settore sostengono che è sempre utile aggiornarsi, ma anche che la fase realmente formativa per esercitare questa professione è quella on the job. Attraverso l’esperienza nei locali si comprendono i ritmi, le esigenze e le particolarità di questa attività.

Se un bartender desidera mettersi in proprio, l’iter burocratico prevede:

  • richiedere l’iscrizione al Registro degli Esercenti il Commercio (R.E.C.) presso la Camera di Commercio dell’area di residenza
  • richiedere la licenza per la vendita e somministrazione di alcolici al Comune competente (o rilevarla dal titolare di un esercizio già abilitato): la licenza vale cinque anni ed è automaticamente rinnovata se non vi sono motivi specifici a sfavore
  • richiedere l’iscrizione al registro delle ditte, aprire la partita Iva, acquistare un registratore di cassa, far vidimare i libri contabili presso gli uffici provinciali competenti

In più, trattandosi di un’attività di somministrazione di alimenti e bevande, alcolici compresi, occorre l’Autorizzazione sanitaria, che si ottiene dall’Azienda Sanitaria Locale dopo un controllo di idoneità. Successivamente sarà il bartender a procedere con l’autocontrollo igienico-sanitario seguendo il codice di comportamento HACCP.

Numeri della professione

Quali sono i dati sull'occupazione dei Bartender?

Il “bartender” è inserito nella classe professionale "Esercenti ed addetti nelle attività di ristorazione", che comprende appunto la macrocategoria dei “Baristi e professioni assimilate”. In Italia lavorano in questa classe professionale quasi un milione di persone (872.454), ma si prevede che ci sarà un leggero aumento nei prossimi anni.
Secondo i dati Isfol, Al 2019 gli "Esercenti ed addetti nelle attività di ristorazione" saranno infatti 892.209; una variazione del 2,3%, un valore comune al di sotto della crescita media del periodo. 

Comunque si tratta di un settore molto dinamico, anche per la vocazione turistica del nostro Paese. Per questo nel periodo 2015-2019 si prevede che la domanda totale di lavoro dovrebbe ammontare a 487.755 assunzioni di cui 468.000 per sostituzioni di lavoratori in uscita.
La base occupazionale prevista è intorno alle 19.755 unità che saranno ricercate, secondo i dati di Excelsior Unioncamere per il 48% dei casi tra i giovani, con o senza esperienze professionali. Inoltre il 12% delle nuove assunzioni sarà di provenienza straniera. 

Quanto guadagna il bartender?

Se il bartender lavora alle dipendenze, i suoi stipendi minimi sono stabiliti dal Contratto Collettivo del Turismo e dei Pubblici Esercizi. La figura del bartender è prevista a diversi Livelli del Contratto Nazionale, che variano in base alla complessità delle mansioni, all’esperienza e alla qualifica del lavoratore:

  • Capo Barman è il responsabile delle attività di più bar operanti contemporaneamente e/o autonomamente (Livello Secondo): stipendio minimo 1.758,85 € al mese
  • Barman Unico (Livello Terzo): stipendio minimo 1.659,58 € al mese
  • Barman o Barwoman (Livello Quarto): stipendio minimo 1.566,14 € al mese

Nel Contratto Nazionale questi stipendi aumentano dal 1 luglio 2016. La Copia dell’ultimo Contratto Nazionale è disponibile sui siti delle associazioni di categoria indicate nei Link formazione e lavoro.

Ovviamente, per capire quanto guadagna un barman è necessario capire anche in quale tipo di locale lavora. Gli stipendi infatti possono essere molto superiori a seconda del tipo di locale in cui si lavora, degli orari di lavoro, della qualifica del lavoratore. Ad esempio si può essere Flair bartender, ovvero bartender che usa tecniche del flair bartending eseguendo acrobazie con bottiglie e shaker. Ma si può anche cominciare come Barback con un contratto di apprendistato e quindi all’inizio guadagnare meno.

Quanto prende un barman che lavori come libero professionista? Il guadagno del bartender che decide di mettersi in proprio ovviamente dipende dal fatturato che riesce a ottenere nella gestione del locale.

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Guarda il video della presentezione per scoprire il lavoro dell’esperienza di un professionista.
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Bartender: chi è e di cosa si occupa?

Il Bartender (al maschile barman e al femminile, barmaid o barlady) è il professionista specializzato nelle miscelazioni delle bevande e nelle preparazioni gastronomiche. Lavora prevalentemente nei bar o nei cocktailbar e nei caffè, ma può operare anche in ristoranti e in attività di catering, in hotel o discoteche e in tutti i locali pubblici nel settore turistico.

Barista, barman, bartender: quali sono le principali differenze?

Quali sono le principali differenze fra barman, barista e bartender? Il termine bartender indica nel modo più generico la professione di barman / barlady. Differente è invece il professionista che si occupa di flair bartending, cioè il barman acrobatico.

Il bartender è quindi diverso dal barista – e ancora, diverso dal bartender acrobatico - , che opera al bancone del bar per preparare e servire caffè, cappuccini, bibite, semplici cocktail base, panini e snack, torte, brioche, pasticcini e coni di gelato. A seconda del tipo di locale in cui lavora e degli accordi contrattuali, il bartender può all’occorrenza avere anche alcune funzioni da barista.

Cosa fa un bartender? Il lavoro del bartender può essere svolto come dipendente o in proprio. In entrambi i casi le sue mansioni dipendono molto dalla dimensione del locale, dalla sua tipologia, dal personale impiegato. A seconda delle condizioni di lavoro, il bartender può svolgere mansioni molto diversificate: dal lavoro al banco alla cassa, dal servizio ai tavoli alla gestione degli acquisti, dal controllo delle forniture all’organizzazione delle varie fasi della giornata, fino alle pulizie del locale e alla chiusura. Il bartender qualificato, che lavora per un locale specializzato, come un locale notturno o una discoteca, svolge mansioni più precise, come miscelare cocktail o offrire degustazioni di vini o di diverse tipologie di birra.

In generale, per svolgere bene la professione del bartender occorre:

  • avere le basi di caffetteria per saper preparare e servire caffè, bevande e piccola ristorazione
  • saper preparare long drink e cocktail sofisticati
  • conoscere i principi e i metodi per presentare, promuovere e vendere prodotti o servizi
  • elaborare strategie e tattiche di marketing, promuovere eventi che attirino o facciano divertire i clienti
  • gestire gli aspetti amministrativi come la conduzione del magazzino e gli acquisti
  • saper utilizzare i programmi di logistica per la gestione delle scorte di magazzino
  • avere un’approfondita conoscenza merceologica
  • sovrintendere e provvedere alla cura e all'igiene dei luoghi e delle attrezzature utilizzate

Il bartender è sempre a contatto con il pubblico. Quindi per poter svolgere al meglio questa professione bisogna saper accogliere e soddisfare il cliente, comprendere i suoi gusti e i suoi bisogni, metterlo a proprio agio. Per farlo occorre avere doti comunicative e una spiccata socialità. Per il bartender che lavora in località turistiche o città d’arte è consigliabile conoscere bene anche altre lingue straniere.

Infine, bisogna tener conto che la giornata di lavoro del bartender è spesso soggetta a discontinuità, con un’alternanza di fasi di minore o maggiore afflusso di clientela. In quest’ultimo caso, il bartender deve anche avere buone capacità organizzative e di problem solving per gestire al meglio i flussi e servire i clienti in breve tempo.

Fra le diverse tipologie di barman spicca quella del bartender acrobatico, o flair bartender, che oltre a preparare cocktail - e ogni cosa gli venga richiesta - con estrema velocità, lo fa anche in maniera spettacolare, offrendo ai clienti un vero e proprio show.

Donne barman: bar lady, barmaid o bar woman?

Esiste una vera e propria disquisizione sulla correttezza di termini come barlady, barmaid o barwoman. Più utilizzati i primi due, molto meno il terzo, vengono spesso usati in maniera intercambiabile. Molte donne barman, però, optano per farsi chiamare semplicemente bartender – o barman, preferendolo comunque.

Cosa deve contenere la valigetta del barman? Quali sono gli strumenti fondamentali?

Qual è l’attrezzatura da bartender? Cosa deve avere una postazione da barman per essere efficace? Quali sono gli strumenti fondamentali che un/una barman deve poter utilizzare – e che, quindi, deve avere nella propria valigetta nel caso in cui sia un bartender professionista?

Gli strumenti del mestiere fondamentali sono:

  • shaker: è lo strumento classico del bartender, utilizzato quando il cocktail da mixare ha bisogno di una scossa davvero energica;
  • boston: simile allo shaker ma più grande, è costituito da due elementi conici in metallo e vetro che si incastrano fra loro ermeticamente. Viene chiamato anche shaker americano.
  • mixing glass: trova spazio nella valigetta del barman anche questo bicchiere in vetro che serve per mescolare I mix che non vanno agitate energicamente. Il mixing glass può anche essere parte integrante dello shaker.
  • stirrer (o bar spoon): è un vero e proprio cucchiaio dal manico molto lungo che non deve mancare nel kit da barman; serve per mescolare i mix dentro al mixing glass – e presenta spesso un manico attorcigliato per favorire il mescolamento.
  • strainer: è uno strumento piatto in acciaio al cui bordo è posta una molla; serve come colino, per far filtrare il mix e trattenere il ghiaccio.
  • speed bottle; versatore in acciaio per succhi di frutta e premix che permette di dosare velocemente l’ingrediente.
  • metal pour: come la speed bottle, ma per sostanze alcoliche.
  • pestello (o muddler): è il pestello classico che serve per lavorare frutta, lime etc per i cocktail, e può essere tanto in metallo quanto in legno.
  • pinzetta: serve per prendere in maniera veloce, elegante e igienica la frutta da utilizzare come decorazione nei cocktails.
  • cavatappi: per le bevande alcoliche con tappo di sughero; utili quelli con leva a doppio dente per i tappi delle birre.
  • bar organizer: contiene cannucce in plastica, tovaglioli, sottobicchieri.

Completano l’attrezzatura da barman la soda gun (per preparazione di prodotti con la soda), i tritaghiaccio (manuali o elettrici), i taglieri per la frutta, i blender (i frullatori).

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