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Le professioni: Autista di mezzi pubblici urbani

in Industria e trasporti

L’Autista di mezzi pubblici urbani trascorre gran parte della giornata lavorativa nel traffico cittadino. Gli piace guidare, conosce e rispetta le norme di sicurezza stradale. Quando è al volante, tiene alta la concentrazione e pronti i riflessi per reagire alla presenza di ostacoli o per rispondere rapidamente a un segnale, visivo o acustico. Risolve i problemi imprevisti, individua le cause degli errori di funzionamento meccanico ed elettronico della strumentazione di bordo e decide con determinazione il da farsi. In caso di emergenze, incidenti o anomalie di servizio, comunica i dettagli in maniera precisa ed efficace alla centrale operativa dell’azienda per cui lavora e fornisce informazioni ai passeggeri. È una persona metodica, controlla l’efficienza del veicolo prima della partenza e verifica le misure di livello (carburante, olio). Si assicura del corretto funzionamento del mezzo, tenendo d’occhio durante la corsa i quadranti e gli indicatori, conosce i meccanismi che regolano l’apertura e la chiusura delle porte o l’attivazione della pedana per disabili e i dispositivi in dotazione al veicolo, come gli estintori e le obliteratrici.

A bordo dell’autobus urbano, il conducente esegue le proprie mansioni da solo. Di natura, quindi, è un individuo indipendente, responsabile e dotato di spirito di iniziativa. Ha autocontrollo ed è capace di mantenere compostezza, governare le emozioni ed evitare comportamenti aggressivi in situazioni di difficoltà. Ogni giorno, lavora a diretto contatto con il pubblico, si confronta con i viaggiatori, spesso arrabbiati o aggressivi che mettono a dura prova la sua pazienza. Tuttavia, è abile nel comprendere le reazioni e capace nella comunicazione faccia a faccia. È di carattere estroverso e loquace, sa negoziare e trattare con gli altri per ricomporre le diverse opinioni.

Guidare autobus di linea comporta uno sforzo fisico considerevole. L’autista, infatti, trascorre molto tempo seduto e compie movimenti ripetitivi. Con prontezza attiva le leve e i pulsanti, usa i pedali e manovra lo sterzo: gli è richiesta fermezza nelle braccia, destrezza nelle mani e velocità nei polsi e nelle dita. La fatica fisica, inoltre, varia a seconda della portata del mezzo guidato che può essere un minibus, un autobus articolato per il trasporto di un numero maggiore di persone oppure un autobus a pianale rialzato per l’accesso a persone con problemi motori.

Chi conduce mezzi pubblici urbani ha l’attitudine a memorizzare e ricordare le informazioni. Studia gli itinerari da percorrere e le fermate da fare. Documenta e registra dati da inserire o riportare in forma scritta, elettronica o magnetica su registri o documenti di viaggio.

Il lavoro è organizzato in turni ed è svolto alle dipendenze di aziende di trasporto pubblico locale. 

Tutti i contenuti editoriali contenuti e pubblicati sul sito wecanjob.it sono stati registrati e sono protetti dalle leggi in materia di proprietà industriale e/o intellettuale. Leggi ancora...

L’autista di mezzi pubblici urbani possiede la licenza di scuola media inferiore, ma spesso il diploma tecnico professionale triennale o il diploma di scuola superiore costituisce titolo preferenziale nelle selezioni indette dalle aziende di trasporto pubblico. L’età richiesta per condurre mezzi pubblici urbani di linea varia a seconda del tipo di veicolo e delle abilitazioni e certificazioni di cui si è in possesso.

Chi voglia intraprendere questa professione deve avere già conseguito la patente di guida di categoria B, prima di abilitarsi alla guida di autobus o minibus, per i quali, invece è richiesta la patente di categoria D o D1:

  • la patente di guida di categoria D abilita a condurre autoveicoli per il trasporto di persone con un numero di posti superiore a 9, compreso quello del conducente: per conseguirla occorre avere compiuto 24 anni di età (o 21 se si è in possesso della certificazione CQC). La patente D va rinnovata ogni 5 anni ed è valida fino ai 60 anni di età. Tale limite può essere elevato fino a 68 anni, se al conducente, a seguito di visita medica specialistica, viene rilasciato un certificato che  attesti i requisiti fisici e psichici. Il documento va rinnovato annualmente. Superati i 68 anni non è più possibile guidare autobus e la patente D viene declassata a patente B
  • la patente di guida di categoria D1 abilita a condurre autoveicoli per il trasporto di non più di 17 persone, compreso il conducente. L’età minima per conseguire la patente D1 è 21 anni

Per il trasporto di persone, inoltre, occorre che l’aspirante autista sia titolare anche di una Carta di Qualificazione del Conducente per il trasporto di persone (CQC “persone”), che attesti la sua particolare formazione professionale. È un documento abilitativo che si aggiunge alla patente di guida ed è indispensabile per esercitare la professione di conducente di veicoli per il trasporto di persone. Vale 5 anni ed è rinnovabile alla scadenza. Non è direttamente collegata alla patente di guida, ma la revoca o la sospensione di quest’ultima comporta anche l’inefficacia della CQC. La CQC “persone” non consente la guida di veicoli per il trasporto di cose e viceversa. Il conducente, tuttavia, può essere abilitato per entrambe.

La Carta di qualificazione del conducente è rilasciata dall’Ufficio provinciale della Motorizzazione civile, dopo aver frequentato un corso di formazione teorico-pratico presso le autoscuole autorizzate e dopo aver sostenuto un esame che deve svolgersi entro un anno dall’attestazione di frequenza del corso. 

Tutti i contenuti editoriali contenuti e pubblicati sul sito wecanjob.it sono stati registrati e sono protetti dalle leggi in materia di proprietà industriale e/o intellettuale. Leggi ancora...

Per la categoria di "Conduttori di autobus, tram e filobus", le forme contrattuali prevalenti nelle assunzioni del 2017, secondo dati Excelsior Unioncamere, sono a tempo determinato: 69% dei casi. Il 25%, invece, è a tempo indeterminato.

Il 12,4% dei lavoratori della categoria ha contratti di somministrazione. Tra le persone che intraprendono questa professione, soltanto il 10% è costituito da giovani tra i 18 ed i 35 anni di età. Si tratta infatti di una professione che certamente richiede esperienza, ma anche e soprattutto prontezza e massima attenzione.

Si nota una certa difficoltà di reperimento di lavoratori nel settore, lamentata dal 30% dei datori di lavoro. Tale difficoltà è attribuita soprattutto alla scarsa preparazione professionale dei candidati (nel 45,1% casi) e da una reale mancanza di candidati (38%). Nelle assunzioni del 2017 si nota l'ingresso di un 7,9% di lavoratori stranieri nelle aziende del trasporto pubblico locale.

Quali sono i requisiti per diventare conduttori di autobus, di tram e di filobus?

Piccole, medie e grandi aziende sono le realtà lavorative con cui si confrontano i Conduttori di autobus, tram e filobus. Nel 2017, ancora secondo Excelsior Unioncamere, le assunzioni di conduttori di autobus riguardano nel 26% dei casi piccole aziende, nel 29,5% aziende di medie dimensioni e nel 44,4% grandi aziende.

Ma vediamo quali sono i requisiti richiesti dai datori di lavoro ai candidati del settore:

  • Esperienza professionale: come mostrano i dati Excelsior  Unioncamere, per il 60% dei datori di lavoro di conduttori di autobus è vitale che i propri candidati abbiano maturato esperienze professionali nello stesso settore. Più importante quindi l'esperienza professionale dell'istruzione: infatti, per il 63% dei datori di lavoro è sufficiente aver frequentato la scuola dell'obbligo. 
  • Competenze trasversali: per svolgere la professione di conduttori di autobus, tram e filobus è necessario avere capacità di lavorare in gruppo e una buona capacità di adattamento.
  • Competenze tecnologiche e green: ai conduttori di autobus, tram e filobus non vengono richieste competenze tecnologiche specifiche, contrariamente a quanto accade invece per le competenze legate alla sensibilità ambientale, che per il 54% dei datori di lavoro costituiscono un requisito fondamentale. Importante è infatti che i conduttori di autobus, tram e filobus lavorino nel rispetto dell'ambiente, evitando gli sprechi e contribuendo a una mobilità alternativa ed efficiente. 

Lo stipendio annuo lordo dell’autista di mezzi pubblici (con 5-10 anni di esperienza) oscilla in media tra i 18.000 e i 23.000 euro. La retribuzione varia sensibilmente a seconda delle indennità previste dal contratto.

Tutti i contenuti editoriali contenuti e pubblicati sul sito wecanjob.it sono stati registrati e sono protetti dalle leggi in materia di proprietà industriale e/o intellettuale. Leggi ancora...
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Le altre professioni
Autista di mezzi pubblici urbani
Descrizione

L’Autista di mezzi pubblici urbani trascorre gran parte della giornata lavorativa nel traffico cittadino. Gli piace guidare, conosce e rispetta le norme di sicurezza stradale. Quando è al volante, tiene alta la concentrazione e pronti i riflessi per reagire alla presenza di ostacoli o per rispondere rapidamente a un segnale, visivo o acustico. Risolve i problemi imprevisti, individua le cause degli errori di funzionamento meccanico ed elettronico della strumentazione di bordo e decide con determinazione il da farsi. In caso di emergenze, incidenti o anomalie di servizio, comunica i dettagli in maniera precisa ed efficace alla centrale operativa dell’azienda per cui lavora e fornisce informazioni ai passeggeri. È una persona metodica, controlla l’efficienza del veicolo prima della partenza e verifica le misure di livello (carburante, olio). Si assicura del corretto funzionamento del mezzo, tenendo d’occhio durante la corsa i quadranti e gli indicatori, conosce i meccanismi che regolano l’apertura e la chiusura delle porte o l’attivazione della pedana per disabili e i dispositivi in dotazione al veicolo, come gli estintori e le obliteratrici.

A bordo dell’autobus urbano, il conducente esegue le proprie mansioni da solo. Di natura, quindi, è un individuo indipendente, responsabile e dotato di spirito di iniziativa. Ha autocontrollo ed è capace di mantenere compostezza, governare le emozioni ed evitare comportamenti aggressivi in situazioni di difficoltà. Ogni giorno, lavora a diretto contatto con il pubblico, si confronta con i viaggiatori, spesso arrabbiati o aggressivi che mettono a dura prova la sua pazienza. Tuttavia, è abile nel comprendere le reazioni e capace nella comunicazione faccia a faccia. È di carattere estroverso e loquace, sa negoziare e trattare con gli altri per ricomporre le diverse opinioni.

Guidare autobus di linea comporta uno sforzo fisico considerevole. L’autista, infatti, trascorre molto tempo seduto e compie movimenti ripetitivi. Con prontezza attiva le leve e i pulsanti, usa i pedali e manovra lo sterzo: gli è richiesta fermezza nelle braccia, destrezza nelle mani e velocità nei polsi e nelle dita. La fatica fisica, inoltre, varia a seconda della portata del mezzo guidato che può essere un minibus, un autobus articolato per il trasporto di un numero maggiore di persone oppure un autobus a pianale rialzato per l’accesso a persone con problemi motori.

Chi conduce mezzi pubblici urbani ha l’attitudine a memorizzare e ricordare le informazioni. Studia gli itinerari da percorrere e le fermate da fare. Documenta e registra dati da inserire o riportare in forma scritta, elettronica o magnetica su registri o documenti di viaggio.

Il lavoro è organizzato in turni ed è svolto alle dipendenze di aziende di trasporto pubblico locale. 

Percorso formativo

L’autista di mezzi pubblici urbani possiede la licenza di scuola media inferiore, ma spesso il diploma tecnico professionale triennale o il diploma di scuola superiore costituisce titolo preferenziale nelle selezioni indette dalle aziende di trasporto pubblico. L’età richiesta per condurre mezzi pubblici urbani di linea varia a seconda del tipo di veicolo e delle abilitazioni e certificazioni di cui si è in possesso.

Chi voglia intraprendere questa professione deve avere già conseguito la patente di guida di categoria B, prima di abilitarsi alla guida di autobus o minibus, per i quali, invece è richiesta la patente di categoria D o D1:

  • la patente di guida di categoria D abilita a condurre autoveicoli per il trasporto di persone con un numero di posti superiore a 9, compreso quello del conducente: per conseguirla occorre avere compiuto 24 anni di età (o 21 se si è in possesso della certificazione CQC). La patente D va rinnovata ogni 5 anni ed è valida fino ai 60 anni di età. Tale limite può essere elevato fino a 68 anni, se al conducente, a seguito di visita medica specialistica, viene rilasciato un certificato che  attesti i requisiti fisici e psichici. Il documento va rinnovato annualmente. Superati i 68 anni non è più possibile guidare autobus e la patente D viene declassata a patente B
  • la patente di guida di categoria D1 abilita a condurre autoveicoli per il trasporto di non più di 17 persone, compreso il conducente. L’età minima per conseguire la patente D1 è 21 anni

Per il trasporto di persone, inoltre, occorre che l’aspirante autista sia titolare anche di una Carta di Qualificazione del Conducente per il trasporto di persone (CQC “persone”), che attesti la sua particolare formazione professionale. È un documento abilitativo che si aggiunge alla patente di guida ed è indispensabile per esercitare la professione di conducente di veicoli per il trasporto di persone. Vale 5 anni ed è rinnovabile alla scadenza. Non è direttamente collegata alla patente di guida, ma la revoca o la sospensione di quest’ultima comporta anche l’inefficacia della CQC. La CQC “persone” non consente la guida di veicoli per il trasporto di cose e viceversa. Il conducente, tuttavia, può essere abilitato per entrambe.

La Carta di qualificazione del conducente è rilasciata dall’Ufficio provinciale della Motorizzazione civile, dopo aver frequentato un corso di formazione teorico-pratico presso le autoscuole autorizzate e dopo aver sostenuto un esame che deve svolgersi entro un anno dall’attestazione di frequenza del corso. 

Numeri della professione

Per la categoria di "Conduttori di autobus, tram e filobus", le forme contrattuali prevalenti nelle assunzioni del 2017, secondo dati Excelsior Unioncamere, sono a tempo determinato: 69% dei casi. Il 25%, invece, è a tempo indeterminato.

Il 12,4% dei lavoratori della categoria ha contratti di somministrazione. Tra le persone che intraprendono questa professione, soltanto il 10% è costituito da giovani tra i 18 ed i 35 anni di età. Si tratta infatti di una professione che certamente richiede esperienza, ma anche e soprattutto prontezza e massima attenzione.

Si nota una certa difficoltà di reperimento di lavoratori nel settore, lamentata dal 30% dei datori di lavoro. Tale difficoltà è attribuita soprattutto alla scarsa preparazione professionale dei candidati (nel 45,1% casi) e da una reale mancanza di candidati (38%). Nelle assunzioni del 2017 si nota l'ingresso di un 7,9% di lavoratori stranieri nelle aziende del trasporto pubblico locale.

Quali sono i requisiti per diventare conduttori di autobus, di tram e di filobus?

Piccole, medie e grandi aziende sono le realtà lavorative con cui si confrontano i Conduttori di autobus, tram e filobus. Nel 2017, ancora secondo Excelsior Unioncamere, le assunzioni di conduttori di autobus riguardano nel 26% dei casi piccole aziende, nel 29,5% aziende di medie dimensioni e nel 44,4% grandi aziende.

Ma vediamo quali sono i requisiti richiesti dai datori di lavoro ai candidati del settore:

  • Esperienza professionale: come mostrano i dati Excelsior  Unioncamere, per il 60% dei datori di lavoro di conduttori di autobus è vitale che i propri candidati abbiano maturato esperienze professionali nello stesso settore. Più importante quindi l'esperienza professionale dell'istruzione: infatti, per il 63% dei datori di lavoro è sufficiente aver frequentato la scuola dell'obbligo. 
  • Competenze trasversali: per svolgere la professione di conduttori di autobus, tram e filobus è necessario avere capacità di lavorare in gruppo e una buona capacità di adattamento.
  • Competenze tecnologiche e green: ai conduttori di autobus, tram e filobus non vengono richieste competenze tecnologiche specifiche, contrariamente a quanto accade invece per le competenze legate alla sensibilità ambientale, che per il 54% dei datori di lavoro costituiscono un requisito fondamentale. Importante è infatti che i conduttori di autobus, tram e filobus lavorino nel rispetto dell'ambiente, evitando gli sprechi e contribuendo a una mobilità alternativa ed efficiente. 

Lo stipendio annuo lordo dell’autista di mezzi pubblici (con 5-10 anni di esperienza) oscilla in media tra i 18.000 e i 23.000 euro. La retribuzione varia sensibilmente a seconda delle indennità previste dal contratto.

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L’Autista di mezzi pubblici urbani trascorre gran parte della giornata lavorativa nel traffico cittadino. Gli piace guidare, conosce e rispetta le norme di sicurezza stradale. Quando è al volante, tiene alta la concentrazione e pronti i riflessi per reagire alla presenza di ostacoli o per rispondere rapidamente a un segnale, visivo o acustico. Risolve i problemi imprevisti, individua le cause degli errori di funzionamento meccanico ed elettronico della strumentazione di bordo e decide con determinazione il da farsi. In caso di emergenze, incidenti o anomalie di servizio, comunica i dettagli in maniera precisa ed efficace alla centrale operativa dell’azienda per cui lavora e fornisce informazioni ai passeggeri. È una persona metodica, controlla l’efficienza del veicolo prima della partenza e verifica le misure di livello (carburante, olio). Si assicura del corretto funzionamento del mezzo, tenendo d’occhio durante la corsa i quadranti e gli indicatori, conosce i meccanismi che regolano l’apertura e la chiusura delle porte o l’attivazione della pedana per disabili e i dispositivi in dotazione al veicolo, come gli estintori e le obliteratrici.

A bordo dell’autobus urbano, il conducente esegue le proprie mansioni da solo. Di natura, quindi, è un individuo indipendente, responsabile e dotato di spirito di iniziativa. Ha autocontrollo ed è capace di mantenere compostezza, governare le emozioni ed evitare comportamenti aggressivi in situazioni di difficoltà. Ogni giorno, lavora a diretto contatto con il pubblico, si confronta con i viaggiatori, spesso arrabbiati o aggressivi che mettono a dura prova la sua pazienza. Tuttavia, è abile nel comprendere le reazioni e capace nella comunicazione faccia a faccia. È di carattere estroverso e loquace, sa negoziare e trattare con gli altri per ricomporre le diverse opinioni.

Guidare autobus di linea comporta uno sforzo fisico considerevole. L’autista, infatti, trascorre molto tempo seduto e compie movimenti ripetitivi. Con prontezza attiva le leve e i pulsanti, usa i pedali e manovra lo sterzo: gli è richiesta fermezza nelle braccia, destrezza nelle mani e velocità nei polsi e nelle dita. La fatica fisica, inoltre, varia a seconda della portata del mezzo guidato che può essere un minibus, un autobus articolato per il trasporto di un numero maggiore di persone oppure un autobus a pianale rialzato per l’accesso a persone con problemi motori.

Chi conduce mezzi pubblici urbani ha l’attitudine a memorizzare e ricordare le informazioni. Studia gli itinerari da percorrere e le fermate da fare. Documenta e registra dati da inserire o riportare in forma scritta, elettronica o magnetica su registri o documenti di viaggio.

Il lavoro è organizzato in turni ed è svolto alle dipendenze di aziende di trasporto pubblico locale. 

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