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Le professioni: Amministratore di Condominio

in Impresa e consulenza aziendale

Amministratore di Condominio: doveri e requisiti

L’Amministratore di Condominio si occupa della gestione degli edifici che appartengono apiù comproprietari, garantendo il funzionamento degli spazi e dei servizi comuni.

Fra i doveri principali dell’amministratore di condominio:

  • Amministrare le risorse economiche di ogni immobile nell’interesse di coloro che lo abitano
  • Calcolare e riscuotere le rate di ciascun proprietario e sostenere le spese necessarie del Condominio
  • Convocare le assemblee dei comproprietari e provvedere a dare esecuzione alle relative delibere (il Condominio prende le decisioni, l’Amministratore le esegue)
  • Contattare le aziende per garantire la manutenzione ordinaria e straordinaria del palazzo (pulizie, giardinaggio, illuminazione, lavori agli impianti, riscaldamento, interventi di ristrutturazione)
  • Tenere il registro dei verbali dell’assemblea, il registro dell’anagrafe condominiale (con tutti i dati dei comproprietari di ogni condominio) e il registro di contabilità. Alla fine di ogni anno, deve fornire un rendiconto della sua gestione

Amministratore di condominio: requisiti di base e doti utili

Fra i requisiti per fare l'amministratore di condominio ne ricordiamo alcuni, tra i quali godere dei diritti civili e non essere stati condannati per reati contro il patrimonio o la pubblica amministrazione

Sono richieste competenze basilari nelle aree giuridiche (norme civili in materia di condominio) e in tema di contabilità e gestione delle risorse economiche.

Sono doti utili (soprattutto per la tenuta dei verbali e delle scritture contabili) la precisione e l’accuratezza nei lavori, come pure la capacità di relazionarsi e confrontarsi con i condomini e con le aziende fornitrici.

 

Quando è obbligatorio l’amministratore di condominio? E quando la carica può essere revocata?

L’amministratore di condominio è obbligatorio quando vi sono più di otto comproprietari in un palazzo. L’incarico degli amministratori di condominio è annuale, e va confermato di anno in anno. Perché la nomina sia valida, devono partecipare all’assemblea almeno i 500 millesimi della proprietà del condominio – e comunque almeno un terzo dei proprietari.

La carica di amministratori di condominio può essere revocata? Certo che si, ad esempio nei casi in cui:

  • per due anni non fornisca conto del suo operato;
  • se vi sono fondati sospetti che commetta gravi irregolarità (mancata esecuzione delle delibere di assemblea, gestione poco trasparente delle entrate e delle uscite sul conto condominiale, mancata diligenza delle azioni legali contro i condomini morosi etc.);

  • se non rende conto in assemblea di un provvedimento giudiziario che è fuori dalle sue competenze.

In ogni caso, qualora la carica degli amministratori di condominio sia revocata senza giusta causa, essi hanno diritto al danno subito.

Per l’esercizio della professione, a meno che l’Amministratore non sia egli stesso uno dei proprietari degli appartamenti amministrati, è obbligatorio attivare una polizza assicurativa per la responsabilità civile (che copra eventuali danni causati nell’esercizio del suo mandato).

Tutti i contenuti editoriali contenuti e pubblicati sul sito wecanjob.it sono stati registrati e sono protetti dalle leggi in materia di proprietà industriale e/o intellettuale. Leggi ancora...

Come diventare amministratore di condominio?

Esiste un corso di formazione per diventare amministratore di condominio? Quali sono le qualifiche necessarie per svolgere la professione? Sono richieste:

  • il diploma di scuola media superiore
  • il superamento di un corso di formazione professionale iniziale (della durata di almeno 72 ore)
  • la frequentazione periodica di attività formative di contabilità, sull’evoluzione normativa in materia di amministrazione di condominio e sulla risoluzione di casi teorici e pratici – (almeno 15 ore ogni anno)

È opportuno acquisire conoscenze nelle aree della contabilità – amministrazione e bilancio, frequentando le scuole superiori che affrontano la disciplina di queste materie (es. ragioneria) oppure seguendo corsi di formazione a ciò dedicati, anche aggiuntivi rispetto a quelli obbligatoriamente previsti.

È utile saper utilizzare i software di contabilità che consentono una più efficace gestione economica delle entrate e delle spese di ciascun immobile.

La professione di amministratore di condominio risulta essere fra quelle “senza albo”, cioè fra quelle per cui non è necessario essere iscritti a un albo professionale per poter esercitare. Bastano il corso di formazione e l'aggiornamento.

Tutti i contenuti editoriali contenuti e pubblicati sul sito wecanjob.it sono stati registrati e sono protetti dalle leggi in materia di proprietà industriale e/o intellettuale. Leggi ancora...

Quali sono i dati sull'occupazione degli Amministratori di Condominio?

Fonte: Excelsior Unioncamere

Le previsioni di assunzione per il 2018 mostrano una richiesta di inserimento di circa 50.820 risorse tra Contabili e professioni assimilate, nel cui ambito rientrano gli Amministratori di Condominio.

Il 49% di questi sembra configurarsi in contratti a tempo determinato e  il 44% a tempo indeterminato.

Vediamo quali sono i requisiti richiesti dalla professione.

Esperienza: il 38% dei datori di lavoro  richiede ai propri candidati l'aver maturato esperienze lavorative precedenti,  il 41,9% dei datori di lavoro ritiene importante aver avuto esperienza professionale nello stesso settore. Questo dato si accompagna con quello legato ai requisiti sulla formazione, dall'istruzione all'aggiornamento professionale che vediamo di seguito. 

Formazione: il 68,7% dei datori di lavoro richiede il diploma secondario insieme a un'adeguata formazione professionale specifica, richiesta dall' 83% dei datori di lavoro. 

Competenze: per questa professione, più delle competenze tecniche, sono fondamentali le competenze trasversali di orientamento al cliente, problem solving, flessibilità ed adattamento alle richieste dei clienti (rispettivamente 61% e 76%).

Le piccole aziende, quelle da 1 a 9 dipendenti saranno le realtà con cui si confronteranno gli agenti immobiliari. Sono infatti il 39,7% della realtà imprenditoriale italiana nel settore della vendita immobiliare, insieme al 33% delle medie aziende, quelle dai 10 ai 49 dipendenti e al 27,3% delle grandi aziende, quelle con oltre 50 dipendenti. 

 

Quanto guadagna un amministratore di condominio?

L’Amministratore di Condominio è tenuto a specificare analiticamente i compensi richiesti per le attività da svolgere, nel momento in cui accetta la nomina da parte dell’assemblea.

Lo stipendio di un amministratore di condominio varia in base al numero di proprietà condominiali e/o immobili (se l’Amministratore non è una persona fisica, ma una Società di professionisti che amministra immobili, gestisce almeno 40 immobili l’anno) gestiti.

In media, per le attività ordinarie, il compenso di un amministratore può essere compreso fra 30.000 a 100.000 € annui lordi.

Per le attività straordinarie (es. ristrutturazioni delle facciate di un palazzo o sostituzioni di grandi impianti), di solito il guadagno dell’Amministratore corrisponde ad una percentuale – tra il 2% e il 5% - sul totale dei lavori effettuati.

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Amministratore di Condominio
Descrizione

Amministratore di Condominio: doveri e requisiti

L’Amministratore di Condominio si occupa della gestione degli edifici che appartengono apiù comproprietari, garantendo il funzionamento degli spazi e dei servizi comuni.

Fra i doveri principali dell’amministratore di condominio:

  • Amministrare le risorse economiche di ogni immobile nell’interesse di coloro che lo abitano
  • Calcolare e riscuotere le rate di ciascun proprietario e sostenere le spese necessarie del Condominio
  • Convocare le assemblee dei comproprietari e provvedere a dare esecuzione alle relative delibere (il Condominio prende le decisioni, l’Amministratore le esegue)
  • Contattare le aziende per garantire la manutenzione ordinaria e straordinaria del palazzo (pulizie, giardinaggio, illuminazione, lavori agli impianti, riscaldamento, interventi di ristrutturazione)
  • Tenere il registro dei verbali dell’assemblea, il registro dell’anagrafe condominiale (con tutti i dati dei comproprietari di ogni condominio) e il registro di contabilità. Alla fine di ogni anno, deve fornire un rendiconto della sua gestione

Amministratore di condominio: requisiti di base e doti utili

Fra i requisiti per fare l'amministratore di condominio ne ricordiamo alcuni, tra i quali godere dei diritti civili e non essere stati condannati per reati contro il patrimonio o la pubblica amministrazione

Sono richieste competenze basilari nelle aree giuridiche (norme civili in materia di condominio) e in tema di contabilità e gestione delle risorse economiche.

Sono doti utili (soprattutto per la tenuta dei verbali e delle scritture contabili) la precisione e l’accuratezza nei lavori, come pure la capacità di relazionarsi e confrontarsi con i condomini e con le aziende fornitrici.

 

Quando è obbligatorio l’amministratore di condominio? E quando la carica può essere revocata?

L’amministratore di condominio è obbligatorio quando vi sono più di otto comproprietari in un palazzo. L’incarico degli amministratori di condominio è annuale, e va confermato di anno in anno. Perché la nomina sia valida, devono partecipare all’assemblea almeno i 500 millesimi della proprietà del condominio – e comunque almeno un terzo dei proprietari.

La carica di amministratori di condominio può essere revocata? Certo che si, ad esempio nei casi in cui:

  • per due anni non fornisca conto del suo operato;
  • se vi sono fondati sospetti che commetta gravi irregolarità (mancata esecuzione delle delibere di assemblea, gestione poco trasparente delle entrate e delle uscite sul conto condominiale, mancata diligenza delle azioni legali contro i condomini morosi etc.);

  • se non rende conto in assemblea di un provvedimento giudiziario che è fuori dalle sue competenze.

In ogni caso, qualora la carica degli amministratori di condominio sia revocata senza giusta causa, essi hanno diritto al danno subito.

Per l’esercizio della professione, a meno che l’Amministratore non sia egli stesso uno dei proprietari degli appartamenti amministrati, è obbligatorio attivare una polizza assicurativa per la responsabilità civile (che copra eventuali danni causati nell’esercizio del suo mandato).

Percorso formativo

Come diventare amministratore di condominio?

Esiste un corso di formazione per diventare amministratore di condominio? Quali sono le qualifiche necessarie per svolgere la professione? Sono richieste:

  • il diploma di scuola media superiore
  • il superamento di un corso di formazione professionale iniziale (della durata di almeno 72 ore)
  • la frequentazione periodica di attività formative di contabilità, sull’evoluzione normativa in materia di amministrazione di condominio e sulla risoluzione di casi teorici e pratici – (almeno 15 ore ogni anno)

È opportuno acquisire conoscenze nelle aree della contabilità – amministrazione e bilancio, frequentando le scuole superiori che affrontano la disciplina di queste materie (es. ragioneria) oppure seguendo corsi di formazione a ciò dedicati, anche aggiuntivi rispetto a quelli obbligatoriamente previsti.

È utile saper utilizzare i software di contabilità che consentono una più efficace gestione economica delle entrate e delle spese di ciascun immobile.

La professione di amministratore di condominio risulta essere fra quelle “senza albo”, cioè fra quelle per cui non è necessario essere iscritti a un albo professionale per poter esercitare. Bastano il corso di formazione e l'aggiornamento.

Numeri della professione

Quali sono i dati sull'occupazione degli Amministratori di Condominio?

Fonte: Excelsior Unioncamere

Le previsioni di assunzione per il 2018 mostrano una richiesta di inserimento di circa 50.820 risorse tra Contabili e professioni assimilate, nel cui ambito rientrano gli Amministratori di Condominio.

Il 49% di questi sembra configurarsi in contratti a tempo determinato e  il 44% a tempo indeterminato.

Vediamo quali sono i requisiti richiesti dalla professione.

Esperienza: il 38% dei datori di lavoro  richiede ai propri candidati l'aver maturato esperienze lavorative precedenti,  il 41,9% dei datori di lavoro ritiene importante aver avuto esperienza professionale nello stesso settore. Questo dato si accompagna con quello legato ai requisiti sulla formazione, dall'istruzione all'aggiornamento professionale che vediamo di seguito. 

Formazione: il 68,7% dei datori di lavoro richiede il diploma secondario insieme a un'adeguata formazione professionale specifica, richiesta dall' 83% dei datori di lavoro. 

Competenze: per questa professione, più delle competenze tecniche, sono fondamentali le competenze trasversali di orientamento al cliente, problem solving, flessibilità ed adattamento alle richieste dei clienti (rispettivamente 61% e 76%).

Le piccole aziende, quelle da 1 a 9 dipendenti saranno le realtà con cui si confronteranno gli agenti immobiliari. Sono infatti il 39,7% della realtà imprenditoriale italiana nel settore della vendita immobiliare, insieme al 33% delle medie aziende, quelle dai 10 ai 49 dipendenti e al 27,3% delle grandi aziende, quelle con oltre 50 dipendenti. 

 

Quanto guadagna un amministratore di condominio?

L’Amministratore di Condominio è tenuto a specificare analiticamente i compensi richiesti per le attività da svolgere, nel momento in cui accetta la nomina da parte dell’assemblea.

Lo stipendio di un amministratore di condominio varia in base al numero di proprietà condominiali e/o immobili (se l’Amministratore non è una persona fisica, ma una Società di professionisti che amministra immobili, gestisce almeno 40 immobili l’anno) gestiti.

In media, per le attività ordinarie, il compenso di un amministratore può essere compreso fra 30.000 a 100.000 € annui lordi.

Per le attività straordinarie (es. ristrutturazioni delle facciate di un palazzo o sostituzioni di grandi impianti), di solito il guadagno dell’Amministratore corrisponde ad una percentuale – tra il 2% e il 5% - sul totale dei lavori effettuati.

Amministratore di Condominio
 
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Amministratore di Condominio: doveri e requisiti

L’Amministratore di Condominio si occupa della gestione degli edifici che appartengono apiù comproprietari, garantendo il funzionamento degli spazi e dei servizi comuni.

Fra i doveri principali dell’amministratore di condominio:

  • Amministrare le risorse economiche di ogni immobile nell’interesse di coloro che lo abitano
  • Calcolare e riscuotere le rate di ciascun proprietario e sostenere le spese necessarie del Condominio
  • Convocare le assemblee dei comproprietari e provvedere a dare esecuzione alle relative delibere (il Condominio prende le decisioni, l’Amministratore le esegue)
  • Contattare le aziende per garantire la manutenzione ordinaria e straordinaria del palazzo (pulizie, giardinaggio, illuminazione, lavori agli impianti, riscaldamento, interventi di ristrutturazione)
  • Tenere il registro dei verbali dell’assemblea, il registro dell’anagrafe condominiale (con tutti i dati dei comproprietari di ogni condominio) e il registro di contabilità. Alla fine di ogni anno, deve fornire un rendiconto della sua gestione

Amministratore di condominio: requisiti di base e doti utili

Fra i requisiti per fare l'amministratore di condominio ne ricordiamo alcuni, tra i quali godere dei diritti civili e non essere stati condannati per reati contro il patrimonio o la pubblica amministrazione

Sono richieste competenze basilari nelle aree giuridiche (norme civili in materia di condominio) e in tema di contabilità e gestione delle risorse economiche.

Sono doti utili (soprattutto per la tenuta dei verbali e delle scritture contabili) la precisione e l’accuratezza nei lavori, come pure la capacità di relazionarsi e confrontarsi con i condomini e con le aziende fornitrici.

 

Quando è obbligatorio l’amministratore di condominio? E quando la carica può essere revocata?

L’amministratore di condominio è obbligatorio quando vi sono più di otto comproprietari in un palazzo. L’incarico degli amministratori di condominio è annuale, e va confermato di anno in anno. Perché la nomina sia valida, devono partecipare all’assemblea almeno i 500 millesimi della proprietà del condominio – e comunque almeno un terzo dei proprietari.

La carica di amministratori di condominio può essere revocata? Certo che si, ad esempio nei casi in cui:

  • per due anni non fornisca conto del suo operato;
  • se vi sono fondati sospetti che commetta gravi irregolarità (mancata esecuzione delle delibere di assemblea, gestione poco trasparente delle entrate e delle uscite sul conto condominiale, mancata diligenza delle azioni legali contro i condomini morosi etc.);

  • se non rende conto in assemblea di un provvedimento giudiziario che è fuori dalle sue competenze.

In ogni caso, qualora la carica degli amministratori di condominio sia revocata senza giusta causa, essi hanno diritto al danno subito.

Per l’esercizio della professione, a meno che l’Amministratore non sia egli stesso uno dei proprietari degli appartamenti amministrati, è obbligatorio attivare una polizza assicurativa per la responsabilità civile (che copra eventuali danni causati nell’esercizio del suo mandato).

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