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Il settore del turismo corre! Ecco i numeri e le tendenze

04
mag
2018

I dati continuano a crescere e lasciano ben sperare. Anche per il futuro. Parliamo del settore turistico, una delle “anime” dell’economia italiana che fanno registrare numeri di segno positivo, con flussi di turisti in aumento lungo tutta la Penisola, alimentati da persone in cerca di esperienze naturali, culturali, storiche, artistiche ed enogastronomiche. Solo per citarne alcune. Dove trovare tutto questo? Sicuramente in Italia! Quali sono, dunque, i numeri del settore del turismo? E cosa offre sul fronte occupazionale?

Il settore del turismo in cifre

Partiamo dalle informazioni diffuse recentemente dal MIBACT (Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo). I dati (fonte Istat) sono molto chiari: nel 2017 le strutture ricettive ufficiali italiane hanno registrato 122 milioni di arrivi e oltre 427 milioni di presenze totali. Rispetto la 2016, sono numeri in crescita: +4,5% gli arrivi+6,0% le presenze. Ciò vuol dire che l’Italia è meta sempre più ambita per i turisti, soprattutto provenienti dall’estero. E se letta nell’arco degli ultimi 5 anni, l’attrattività del Bel Paese mostra tutto il suo peso. Dal 2012 al 2017 i turisti che hanno indicato l’Italia come meta del loro viaggio sono aumentati del 17,8%. Le presenze – e quindi il numero di turisti che ha pernottato nelle strutture ricettive italiane - sono cresciute del 12,1%.

Performance, dicevamo, sostenuta in particolare dall’aumento dei flussi turistici provenienti dall’estero (+22,6% gli arrivi e +17,4% le presenze), consolidando un trend che si stima in crescita anche nel 2018, con un aumento del 4,7% degli arrivi internazionali provenienti soprattutto dall’Europa Centrale (25 milioni) e dall’area dell’Extra Europa (10,5 milioni) (fonte Ciset).

Il turismo culturale

Tra le diverse mete turistiche, la visita ai patrimoni artistici e culturali italiani rappresenta un indicatore che rafforza, se mai ve ne fosse bisogno, il dato sui flussi turistici in Italia. Prendiamo il caso dei musei statali, che stando agli ultimi dati diffusi dal MIBACT continuano a essere un punto di riferimento culturale per italiani e stranieri che visitano ogni anno i siti artistico-culturali nel Bel Paese.

Visti i flussi turistici del 2017, i numeri sull’affluenza ai musei non potevano che essere positivi. Oltre 50 milioni di visitatori, con incassi che sfiorano i 200 milioni di euro. Rispetto al 2016 si contano 5 milioni di visitatori in più (fonte: Ufficio statistica del Mibact). Numeri che non si alimentano esclusivamente dal bacino di turisti, ma che sanz’altro sono “felicemente” condizionati dall’arrivo dei tanti visitatori che negli ultimi anni mettono l’Italia tra le mete preferite per i loro viaggi.            

Come si può ben vedere dalla elenco sottostante, che ordina le Regioni sulla base del maggior numero di visite ai siti museali, gli accessi ai musei crescono in quasi tutte le Regioni:  

  • Lazio (+13,4)
  • Campania (+10,7)
  • Toscana (+10,2)
  • Piemonte (+6,0)
  • Lombardia (+1,1)
  • Friuli Venezia Giulia (+15,4)
  • Veneto (+3,2)
  • Emilia Romagna (+2,8)
  • Puglia (+19,5)
  • Sardegna (+6,1)
  • Marche (-4,3)
  • Calabria (-0,8)
  • Liguria (+25,9)
  • Basilicata (+6,4)
  • Umbria (-5,3)
  • Abruzzo (-12)
  • Molise (+4,4)

Nella top 5 della cultura, i siti statali più visitati d’Italia nel 2017 restano:

  • Colosseo (oltre 7 milioni di visitatori)
  • Pompei (3,4 milioni di visitatori)
  • Uffizi (2,2 milioni di visitatori),
  • Galleria dell’Accademia di Firenze (1,6 milioni di visitatori)  
  • Castel Sant’Angelo (1,1 milioni di visitatori)

Ma crescono, rispetto al 2016, soprattutto le visite al Palazzo Pitti (+23%) e a quattro siti campani: la Reggia di Caserta (+23%), Ercolano (+17%), il Museo archeologico di Napoli (+16%) e Paestum (+15%).

Il turismo enogastronomico: i sapori del made in Italy

Accanto alla scoperta del capitale culturale e artistico nostrano, cresce la domanda di turismo per le esperienze enogastronomiche, un’ulteriore area di business “letteralmente” esplosa nell’ultimo anno. Un tema su cui si è discusso molto nelle scorse settimane e verso cui numerosi organi di stampa hanno rivolto l’attenzione proprio in occasione della presentazione del rapporto Isnart-Unioncamere avvenuta a Bari, all'open day Coldiretti. Riportiamo anche in questo caso qualche dato.

La presenza di turisti che viaggiano in Italia spinti dal desiderio di esplorare i prodotti enogastronomici locali è pressoché raddoppiata rispetto al 2016. Parliamo di:

  • oltre 110 milioni di presenze (2017)
  • una spesa legata ad acquisti di prodotti agroalimentari da parte dei turisti superiore ai 12 miliardi

Anche in questo caso, si tratta della crescita di un indotto economico sostenuta in prevalenza da turisti stranieri (57% delle presenze), che trovano nelle esperienze enogastronomiche un valido motivo per venire in Italia. E via, dunque, alla scoperta di itnerari che ruotano intorno alla degustazione di vini, alla visita di cantine e siti di produzione agricola che fanno dell’autenticità, della tradizione e della cultura enogastronomica locale una leva di marketing territoriale molto importante.

Gli effetti del turismo sull’occupazione

Incoraggianti anche i risultati sul fronte occupazionale. I principali dati che emergono dall'analisi "Il valore del turismo in Italia", realizzata da Confturismo-Confcommercio, mostrano una crescita degli occupati nel settore pari a + 261.000 unità. Ricettività e ristorazione sono aree trainanti per l’intero settore, che offrono molte opportunità di impiego. Basti pensare, si legge nel rapporto, che tra il tra il 2008 e il 2017 l’occupazione nel turismo è aumentata di circa il 20% mentre tra il 2001 e il 2017 addirittura del 43%. Un ottimo indizio per tutti quei giovani che contano di spendere le competenze acquisite durante percorsi di studi già indirizzati verso l’ampio spettro delle professioni del turismo. Ma anche per coloro che con competenze affini voglio mettersi in gioco e trovare vie di ingresso in questo segmento del mercato del lavoro. Sempre più dinamico.

 

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