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Scuola: cos'è l'UDA di educazione civica e a cosa serve

07
gen
2021

Negli ultimi tempi il mondo della scuola ha subito numerosi cambiamenti, dovuti soprattutto all’introduzione di innovazioni tecnologiche e digitali. Queste modifiche riguardano principalmente i metodi di insegnamento e di apprendimento che vedono sempre più protagonista lo studente e lo spingono a ricoprire un ruolo fondamentale nel processo educativo. Tra le recenti novità che interessano la scuola troviamo anche l’UDA di educazione civica. In questo articolo spiegheremo cos’è un’UDA, a cosa serve e come funziona, soffermandoci in particolar modo su quella di educazione civica.

Cos’è l’UDA

Prima di affrontare il tema dell’insegnamento dell’educazione civica a scuola, cerchiamo di fare chiarezza su cos’è un’UDA

L’UDA (Unità Didattica di Apprendimento), oggi parte centrale del processo educativo, rappresenta un insieme di attività che vengono affrontate con una molteplicità di strumenti. Si tratta di un percorso didattico interdisciplinare, solitamente organizzato intorno a una tematica o a degli obiettivi specifici, all’interno del quale avviene la cooperazione di più discipline e insegnanti. L’UDA si basa infatti sull’idea di una pluralità di conoscenze strettamente connesse, rifiutando in questo modo la convinzione che il sapere sia costituito da ambiti nettamente separati fra loro.

L’Unità Didattica di Apprendimento rappresenta inoltre un modello educativo che si discosta dalla lezione frontale e che pone l’alunno al centro del processo di apprendimento, rendendolo il protagonista dell’azione didattica, motivandolo, coinvolgendolo e richiedendogli una partecipazione più attiva e una maggiore autonomia in classe.

Con le Unità Didattiche di Apprendimento, infatti, l’alunno è chiamato a:

  • riorganizzare le proprie conoscenze e abilità;
  • fare uso sia delle competenze già acquisite in passato sia di quelle nuove, derivanti da insegnamenti e contesti diversi.

Per mezzo dell’UDA, dunque, l’insegnante non si limita a trasmettere all’alunno delle nozioni teoriche, delle conoscenze e delle abilità, ma ha il compito di stimolarlo a sviluppare e a riconoscere le sue capacità.

Come si progetta un’UDA 

L’UDA può avere una durata che va da pochi minuti a un’intera ora ed è una metodologia che il docente può attuare: 

  • nelle lezioni in classe, che avvengono in presenza;
  • nelle lezioni online, che si svolgono su piattaforme digitali.

Per essere creata, però, l’UDA deve seguire una precisa pianificazione. Dunque, come si organizza l'Unità Didattica di Apprendimento?

Le fasi che interessano la sua attuazione sono:

  • progettazione: scelta del tema, degli obiettivi e dei compiti da sottoporre agli alunni;
  • realizzazione: messa in pratica da parte dell’insegnante di metodologie didattiche induttive, laboratoriali e cooperative che coinvolgano in primo luogo gli alunni;
  • verifica: valutazione periodica e finale di un elaborato o di un’attività svolta dall’alunno.

L’UDA di educazione civica

Da settembre 2020, dopo la pubblicazione del DM 35 del 22 giugno 2020, è stata introdotta nella scuola una nuova UDA che prende il nome di Introduzione dell’insegnamento scolastico dell’educazione civica. Si tratta di un nuovo percorso di insegnamento che si articola e ruota attorno a 3 nuclei tematici:

  • Costituzione (diritto nazionale e internazionale), legalità e solidarietà;
  • sviluppo sostenibile, educazione ambientale, conoscenza e tutela del territorio e del patrimonio;
  • cittadinanza digitale.

L’introduzione dell’insegnamento di educazione civica tramite UDA è avvenuta con la Legge 92 del 20 agosto 2019 e ha avuto luogo nella: 

  • scuola dell’infanzia;
  • scuola primaria;
  • scuola secondaria (di primo e secondo grado).

L’UDA di educazione civica presenta quindi come fondamento:

  • la conoscenza della Costituzione italiana, con il fine di promuovere lo sviluppo dell'alunno in quanto persona e cittadino partecipe dell’organizzazione politica, economica e sociale del Paese;
  • la sensibilizzazione al tema della sostenibilità e della tutela dell’ambiente;
  • la promozione del digitale nella vita degli alunni nel ruolo di cittadini.

In quanto UDA, l’insegnamento dell’educazione civica si presenta come una prospettiva di didattica trasversale e include la cooperazione e il coordinamento di tutte le materie scolastiche. Questo tipo di prospettiva mira a favorire dei processi di interconnessione tra conoscenze disciplinari e interdisciplinari. Secondo il decreto, ogni istituto scolastico deve dedicare all’UDA di educazione civica circa 33 ore annue, suddivise tra i vari insegnamenti dei docenti del consiglio di classe. Proprio all’interno dello stesso deve inoltre essere nominato un coordinatore che funga da referente per l’UDA. Di solito, questo ruolo viene ricoperto dal docente dell’insegnamento dell’area giuridico-economica (se presente nell’istituto) oppure, nel caso non vi siano docenti abilitati, questo compito sarà ricoperto da più insegnanti scelti dal consiglio di classe. 

Oltre ad avere lo scopo di sensibilizzare gli studenti a tematiche come la cittadinanza, i diritti e lo sviluppo sostenibile, l’insegnamento dell’UDA di educazione civica prevede per gli studenti una valutazione finale, preceduta da una serie di valutazioni periodiche. Inoltre, per gli istituti secondari di secondo grado gli argomenti trattati nell’UDA di educazione civica possono essere oggetto dell’esame di Stato finale. Per quanto riguarda invece le scuole dell’infanzia, l’insegnamento viene erogato tramite la mediazione del gioco e di attività educative con lo scopo di sviluppare atteggiamenti di interesse, rispetto e curiosità verso la materia proposta.

L’UDA di educazione civica è presente anche nei Centri provinciali per l’istruzione degli adulti, dove vengono messi a disposizione moduli sulla tematica per arricchire i percorsi di studio di questi istituti.

LEGGI ANCHE: Cosa sono la DAD e la DDI e in cosa si differenziano

 

Monica Velli

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