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Scuola: che cosa sono le prove Invalsi e a cosa servono

02
mar
2021

Compito della scuola è formare i giovani alla vita adulta, fornendo loro le competenze necessarie per affrontare percorsi personali e lavorativi, ma anche controllare l’andamento degli alunni e la capacità di apprendimento sviluppata. Ogni anno, infatti, arriva per molti studenti il momento di prepararsi ad affrontare ulteriori sfide scolastiche, e tra queste ci sono le cosiddette prove Invalsi. Molti ne avranno sentito parlare, poiché la loro storia è stata molto controversa e dibattuta. Molti altri, però, si chiederanno ancora, cosa sono e a cosa servono le prove Invalsi? E a chi si rivolgono? Ne parliamo oggi sul nostro blog.

Che cosa sono le prove Invalsi

Le prove Invalsi nascono nel 2004 in un contesto di grande dibattito intorno alla scuola e vengono introdotte per la prima volta con la Legge n.176 del 25 ottobre 2007. Il loro nome deriva dall’Invalsi, cioè l’Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione, ente che nel 1999 ha preso il posto del CEDE (Centro Europeo dell’Educazione). Soggetto alla vigilanza del Ministero dell’Istruzione, tra i compiti di Invalsi, troviamo:

  • studio delle cause di insuccesso e dispersione scolastica con riferimento al contesto sociale e al tipo di offerta formativa; 
  • supporto all'amministrazione scolastica, alle Regioni, agli enti territoriali, e alle singole istituzioni scolastiche e formative per la realizzazione di iniziative di monitoraggio, valutazione e autovalutazione;
  • attività di formazione dei docenti e del dirigente scolastico, connessa ai processi di valutazione e di autovalutazione delle istituzioni scolastiche; 
  • assicurare la partecipazione italiana a progetti di ricerca europea e internazionale in campo valutativo, rappresentando il Paese negli organismi competenti;
  • verifiche periodiche e sistematiche sulle conoscenze e abilità degli studenti e sulla qualità dell'offerta formativa delle istituzioni di istruzione e di formazione professionale, con gestione del Sistema Nazionale di Valutazione (SNV).

Ma in cosa consistono e, soprattutto, cosa sono queste verifiche periodiche, dette prove Invalsi? Si tratta di prove oggettive ed esterne, uguali per tutti gli studenti e adeguate all’età dei ragazzi esaminati. Sono veri e propri esami che nascono con lo scopo di:

  • misurare la qualità di apprendimento degli alunni;
  • valutare gli esiti di apprendimento di alcune competenze chiave;
  • verificare e stimolare il necessario rinnovamento delle istituzioni scolastiche.

Le prove Invalsi hanno dunque una funzione diagnostica e formativa e hanno luogo durante ogni anno scolastico. Sono ideate e preparate da un gruppo di docenti e dirigenti scolastici selezionati e formati dall’Invalsi, affiancati dai ricercatori dell’Istituto e da università nazionali e internazionali.

I test Invalsi sono prove che si basano sull’importanza dello sviluppo del pensiero critico e di un apprendimento di tipo produttivo da parte degli studenti.

A chi si rivolgono le prove Invalsi

Le prove Invalsi interessano studenti provenienti da scuole di ordine e grado diversi. In particolare, coloro che sono soggetti ogni anno alla valutazione Invalsi sono:

  • alunni della scuola primaria (II e V classe);
  • alunni della scuola secondaria di primo grado (III classe);
  • alunni della scuola secondaria di secondo grado (II e V classe).

Le prove Invalsi si rivolgono inoltre indirettamente anche agli insegnanti. Sebbene esse non possano dire come insegnare, indirizzano i docenti verso le problematiche dei loro studenti e li guidano quindi nel loro metodo di insegnamento e nella risoluzione dei problemi di apprendimento dei singoli alunni. L’insegnante può, infatti, tramite l’esito della prova Invalsi, interpretare il risultato ma soprattutto il contesto dei successi e degli insuccessi dei test dei propri studenti. In questo modo, c’è possibilità di riformulare l’azione didattica, attuando misure di recupero e rinforzo.

Inoltre, gli insegnanti hanno il compito di preparare i propri alunni alle prove e, oltre ai numerosi siti online che offrono prove per esercitarsi, molti sono i siti che presentano webinar sull’argomento.

Come si svolgono le prove Invalsi

Vediamo ora come funzionano le prove Invalsi e qual è il loro svolgimento.

Come già anticipato, le prove Invalsi hanno come scopo quello di riportare delle rilevazioni nazionali sugli apprendimenti degli alunni. Questa verifica avviene - seguendo le Indicazioni Nazionali per il curricolo, le Linee guida, i Regolamenti e il Quadro comune di riferimento Europeo per le lingue - nelle seguenti discipline:

  • italiano (comprensione di testi scritti di natura letteraria, saggistica o tratti dalla vita di tutti i giorni);
  • matematica (risoluzioni di problemi, utilizzo delle capacità logiche e interpretazioni di grafici);
  • inglese (comprensione di testi scritti e da ascoltare - reading e listening).

La seconda classe della scuola primaria affronta solo le prove nelle materie di italiano e matematica, tutte le altre classi (V della primaria, III della secondaria di primo grado e II e V della secondaria di secondo grado), invece, affrontano le prove anche nella disciplina di inglese.

Le prove Invalsi sono caratterizzate da domande a risposta chiusa e aperta da svolgersi in:

  • 45 minuti per le prove di matematica;
  • dai 75 ai 95 minuti per le prove di italiano;
  • dai 35 ai 60 minuti per le prove di reading e dai 15 ai 30 minuti per il listening di inglese.

Per i ragazzi BES (Bisogni Educativi Speciali) e DSA (Disturbi Specifici dell’Apprendimento) le prove si svolgono con l’ausilio di misure compensative quali tempo aggiuntivo, dizionari e/o calcolatrici.

Dal 2018, ad eccezione della scuola primaria, le prove sono somministrate tramite computer (in modalità CBT - Computer Based Test), favorendo l’analisi statistica dei dati degli esami e proponendo agli alunni prove diverse ma equivalenti per livello di difficoltà. Sempre a partire dallo stesso anno, chiunque abbia effettuato le prove Invalsi ha ricevuto la certificazione del proprio livello nelle materie d’esame.

Inoltre, a partire dall’anno scolastico 2019/2020 lo svolgimento e la partecipazione alle prove Invalsi è diventato un requisito per accedere all’esame di stato e poter sostenere la maturità.

Per ulteriori dettagli sulle prove Invalsi rinviamo al sito ufficiale al seguente link.

LEGGI ANCHE: Scuola: che cos’è l’UDA di Educazione civica

 

Monica Velli

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