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Resto al sud: il programma che finanzia la tua idea di impresa

11
dic
2019

Resto al Sud! Uno slogan che tanti giovani sarebbero pronti a condividere pur di non abbandonare il Mezzogiorno e realizzare nelle proprie terre d’origine progetti personali e professionali. E se vi dicessimo che l’enfasi del motto “Resto al Sud” può trasformarsi in una concreta opportunità di lavoro? Proprio cosi, Resto al Sud non è solo uno slogan, ma è il nome di un incentivo che promuove la nascita di nuove attività imprenditoriali nelle Regioni del Mezzogiorno, esteso recentemente anche ad alcune aree del Centro colpite da pesanti eventi sismici. Cosa prevede Resto al Sud? Chi può beneficiare dell’incentivo? Quali sono le attività che il programma Sud supporta?

Resto al Sud: incentivi per realizzare un’idea di impresa

L’incentivo Resto al Sud è stato introdotto nel giugno 2017 con le Disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno. Obiettivo? Prevedere agevolazioni per finanziare  progetti imprenditoriali dei giovani, specialmente nei settori più stimolanti per il Sud Italia e per alcune regioni del Centro colpite da eventi sismici nel 2016 e nel 2017. Entriamo nel merito. La richiesta di finanziamento per l’incentivo Resto al Sud può essere richiesta da soggetti diversi.

Partiamo dai singoli individui: giovani di età compresa tra i 18 e i 45 anni che risiedono in una di queste Regioni:

  • Abruzzo;
  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Molise;
  • Puglia;
  • Sardegna;
  • Sicilia.

A questi territori vanno aggiunti, come previsto dalle novità contenute nel Decreto Sisma approvato dal Consiglio dei Ministri il 21 ottobre 2019, oltre 100 comuni che rientrano nell’area del cratere sismico dell’Umbria, Lazio e Marche. È bene precisare che un giovane interessato al finanziamento non può richiedere l’incentivo se è assunto con un contratto a tempo indeterminato (nel periodo di durata del finanziamento), né se ha beneficiato di altre agevolazioni nazionali nei 3 anni precedenti e non può risultare titolare di altra attività di impresa (attiva).

Oltre ai singoli individui, possono richiedere i finanziamenti anche liberi professionisti, società, cooperative e ditte individuali, purché costituite dopo 21 giugno 2017.

Quali sono le attività finanziate dal programma Resto al Sud?

Intanto alcuni numeri dal lancio dell’iniziativa ad oggi. Come si legge sulla pagina ufficiale di Invitalia, società deputata alla gestione del finanziamento, i progetti approvati fino al 15 novembre scorso sono 4.028, ma le domande in compilazione sono circa 13.000. Un responso positivo che mostra l’attenzione di tanti giovani intenzionati a provare la strada dell’autoimpiego in specifici settori di attività economica. Vediamo quali.

Resto al Sud finanzia progetti in 3 macro-settori di attività:

  • produzione di beni nei settori industria, artigianato, trasformazione dei prodotti agricoli, pesca e acquacoltura;
  • fornitura di servizi alle imprese e alla persona;
  • servizi al turismo.

Ambiti molto ampi verso i quali è possibile orientare la propria idea di impresa. Pensiamo, ad esempio, alle potenzialità espresse (e inespresse) dal settore turistico. I dati sui flussi turistici rilevati nel corso degli ultimi anni sono incoraggianti, soprattutto in aree come quelle del Sud che hanno inestimabili risorse naturali, artistiche e culturali. Dal turismo al web il passo è breve. Sono infatti finanziabili con Resto al Sud anche iniziative che rientrano nel mondo dell’industria 4.0, nello sviluppo di servizi avanzati per le imprese (pensiamo all’area dell’Information and Communication Technology), e nella tradizione artigianale italiana, marchio di fabbrica del Made in Italy nel mondo.

LEGGI ANCHE: Numeri e tendenze del Made in Italy

Resto al sud: ammontare dei finanziamenti. Quanto è possibile richiedere?

Sono finanziabili progetti imprenditoriali per una spesa complessiva di 200 mila euro, ma ogni singolo soggetto può ricevere un finanziamento massimo di 50 mila euro. Il finanziamento offre una copertura delle spese del 100%, con un meccanismo così strutturato:

  • è previsto un contributo del 35% delle spese a fondo perduto;
  • il restante 65% viene concesso attraverso un finanziamento bancario, garantito dal Fondo di garanzia per PMI.

Il finanziamento bancario va restituito in 8 anni, con la copertura integrale degli interessi maturati nel periodo di erogazione del finanziamento.

Tutti i dettagli tecnici su come avanzare la richiesta sono consultabili sulla pagina dedicata al programma Resto al sud. Vi ricordiamo che l’incentivo è a sportello e le domande saranno esaminate in base all’ordine cronologico di presentazione. Non resta altro, dunque, che sviluppare e presentare la vostra idea di impresa.

 

 

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