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PCTO, Percorsi per le competenze trasversali e per l'orientamento: le linee guida del MIUR

14
nov
2019

Si chiamano Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento (PCTO) e sono stati introdotti con la cosiddetta legge di Bilancio 2019 (legge n. 145/2018). Cosa sono? Per chi ne fosse ancora all’oscuro, i PCTO rappresentano la nuova denominazione dei percorsi di Alternanza scuola-lavoro, tra le principali iniziative su cui si sta spingendo in questi ultimi anni per facilitare la transizione dei giovani dal mondo dell’istruzione e formazione al mondo del lavoro. Di recente il MIUR ha divulgato le nuove linee guida per la realizzazione dei PCTO. Ecco cosa prevedono.

PCTO, le linee guida del MIUR in direzione competenze e orientamento

All’interno di una cornice formativa volta al rafforzamento delle competenze trasversali, che il Consiglio Europeo in un documento sulle “competenze chiave per l’apprendimento permanente” ha individuato in una serie di elementi specifici comprendenti, tra gli altri, lo sviluppo di competenze personali, sociali, di cittadinanza e imprenditoriali, costruire Percorsi le competenze trasversali e per l’orientamento richiede alcuni passaggi preliminari, sintetizzati nelle linee guida ministeriali in 4 punti essenziali:

  • conoscenza del contesto territoriale in cui si colloca l’Istituto;
  • individuazione delle priorità espresse dall’Istituto rispetto alle competenze trasversali da promuovere;
  • caratterizzazione dei PCTO rispetto alla natura e alla tipologia degli indirizzi di studio (licei, istituti tecnici e istituti professionali)
  • pianificazione dei percorsi preferibilmente con modalità differenti ed integrate.

Si tratta di aspetti che devono guidare, in fase preliminare, la pianificazione dei percorsi verso la fase di progettazione, da costruire sulla base di tre dimensioni:

  • dimensione curriculare;
  • dimensione esperienziale;
  • dimensione orientativa.

Ciò vuol dire progettare PCTO in linea con l’indirizzo di studio intrapreso deve essere in grado di integrare le competenze didattiche con l’esperienza svolta (qualunque sia la modalità scelta) e consentire a stidentesse e studenti di riflettere sui propri possibili sbocchi professionali.

I percorsi PCTO, in tal senso, devono avere una forte valenza orientativa.

PCTO: il monte ore e le strutture ospitanti

Chiariti questi aspetti e la necessità di rendere i percorsi coerenti con quanto previsto dalla scuola nel Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF), grazie al contributo che ogni singolo docente darà nell’individuare le competenze specifiche di ciascuna classe, passiamo agli aspetti più strettamente operativi.

Il monte ore minimo da rispettare varia, come in precedenza, a seconda della tipologia d’istituto:

  • non inferiore a 210 ore nel triennio terminale del percorso di studi degli istituti professionali;
  • non inferiore a 150 ore nel secondo biennio e nell’ultimo anno del percorso di studi degli istituti tecnici;
  • non inferiore a 90 ore nel secondo biennio e nel quinto anno dei licei.

Resta ferma, tuttavia, la possibilità per l’Istituto di scegliere in autonomia se realizzare percorsi di durata superiore.

Nel caso di esperienze svolte all’interno di strutture ospitanti, ci sono alcuni aspetti su cui l’Istituto dovrà porre particolare attenzione:

  • verificare che la struttura individuata sia in grado di offrire un contesto adatto ad accogliere studenti, non solo dal punto di vista strutturale, tecnologico e organizzativo, ma che abbia tutti i requisiti necessari a garantire la salute e la sicurezza degli studenti. Su questo fronte, è importante che gli istituti verifichino l’esistenza dei documenti che certifichino questi aspetti, come nel caso del Documento di Valutazione dei Rischi (DVR).
  • co-progettare: coinvolgere i rappresentati dei soggetti ospitanti nella pianificazione delle attività, formalizzate poi all’interno di un’apposita convenzione;
  • tutoring: individuazione dei tutor interno (istituzione scolastica) e del tutor esterno (della struttura ospitante).

Resta grande attenzione alle esperienze svolte in modalità transnazionale e costruite in collaborazione con i soggetti del Terzo settore.

PCTO: Valutazione e certificazione

Per comprende e valutare le modalità di svolgimento del percorso, le linee guida del MIUR richiamano l’attenzione su 2 dimensioni della valutazione:

  • di processo;
  • di risultato.

La valutazione del processo avviene attraverso l’osservazione strutturata dell’esperienza, a prescindere dai contesti operativi in cui si è svolta, utilizzando strumenti quali, ad esempio, rubriche, schede di osservazione, diari di bordo, portfolio digitale.

La valutazione dei risultati, viene realizzata dalle scuole attraverso diverse fasi:

  • identificazione delle competenze attese al termine del percorso;
  • accertamento delle competenze in ingresso;
  • comunicazione efficace agli interessati sugli obiettivi di apprendimento da raggiungere;
  • programmazione degli strumenti e delle azioni di osservazione;
  • verifica dei risultati conseguiti nelle fasi intermedie;
  • accertamento delle competenze in uscita.

Compiti di realtà, prove esperte e project-work sono alcuni degli strumenti richiamati nelle nuove linee guida (come in quelle precedenti) che possono essere utilizzati per valutare i risultati dell’esperienza.

Una volta rilevate le attività, sarà il Consiglio di classe a valutare gli esiti dei PCTO e la loro ricaduta sugli apprendimenti disciplinari e sulla valutazione del comportamento. La sintesi della valutazione sarà contenuta nella certificazione finale delle competenze apprese.

Salute e sicurezza degli studenti coinvolti nei percorsi

Chiudiamo questo approfondimento soffermandoci sugli aspetti legati alla salute e alla sicurezza dei luoghi di lavoro per studenti che svolgono esperienze di PCTO.

Gli studenti che utilizzano laboratori, attrezzature di lavoro in genere, agenti chimici, fisici e biologici e apparecchiature fornite di videoterminali durante le normali attività didattiche sono, per legge (articolo 2, comma 1, lettera a, del d.lgs. 81/2008), equiparati allo status di lavoratori.

Pertanto gli studenti e le studentesse che svolgono percorsi PCTO “lontano” dalle aule scolastiche e che acquisiscono lo status di lavoratori, sono soggetti a:

  • formazione alla tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • sorveglianza sanitaria;
  • dotazione di dispositivi di protezione individuali.  

Gli studenti dovranno, quindi, sostenere una formazione generale preventiva in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e una formazione specifica all’ingresso nell’eventuale struttura ospitante. La formazione specifica, a cura di quest’ultima, varia nel monte ore e nei contenuti a seconda del rischio individuato. Nello specifico:

  • 4 ore per i settori della classe di rischio basso (attività immobiliari, attività editoriali etc.) la cui erogazione può avvenire in modalità e-learning;
  • 8 ore per i settori della classe di rischio medio (pesca e acquacoltura, istruzione etc.), la cui erogazione può avvenire esclusivamente in presenza;
  • 12 ore per i settori della classe di rischio alto (costruzioni di edifici, industrie tessili, metallurgia etc.), la cui erogazione può avvenire esclusivamente in presenza. 

Gli aspetti legati alla salute e sicurezza degli studenti e delle studentesse determinano anche il numero di giovani che una struttura può ospitare, determinato in funzione delle effettive capacità strutturali, organizzative e tecnologiche del soggetto ospitante, in ragione della tipologia di rischio, con una proporzione numerica studenti/tutor della struttura ospitante:

  • non superiore al rapporto di 5 a 1 per attività a rischio alto;
  • non superiore al rapporto di 8 a 1 per attività a rischio medio;
  • non superiore al rapporto di 12 a 1 per attività a rischio basso

Indicazioni alle quali attenersi per costruire Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento in linea con le aspettative di docenti, studenti e soggetti esterni coinvolti nell’organizzazione.

LEGGI ANCHE: Gli effetti dell'alternanza sull'occupabilità dei giovani

 

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