Home wecanjob.it
Orientamento formazione e lavoro: il portale itali

L'occupazione dei Dottori di ricerca: le solite note dolenti e qualche buona notizia

27
set
2018

Costantemente in bilico tra aspirazioni accademiche e voglia di guardarsi intorno per sfruttare al meglio le high skill apprese durante il proprio percorso di formazione post-laurea. Chi sono? I dottori di ricerca italiani: soddisfatti della scelta fatta, con le idee chiare già al momento della laurea e fortemente intenzionati a mettere nel proprio bagaglio formativo ulteriori competenze e conoscenze. Un investimento che paga? Proviamo a dare una risposta guardando i dati raccolti nel report Almalaurea (2018) sulla Condizione occupazionale dei Dottori di ricerca. Accanto alle solite note dolenti, ci sono (con sorpresa) alcune buone notizie. A partire dalle motivazioni per finire ai possibili sbocchi occupazionali.

Il dottorato di ricerca: una scelta presa con convinzione

Seppur tra mille difficoltà, ben note a coloro che coltivano velleità professionali in ambito accademico, sono tanti i dottori di ricerca che rifarebbero la stessa scelta. Soddisfatti del corso formativo intrapreso, la maggioranza dei PhD coinvolti nell'indagine si iscriverebbe nuovamente allo stesso corso di dottorato. Solo il 3,3%, pur scegliendo la stessa Università, cambierebbe corso. Il 7% si iscriverebbe a un dottorato di ricerca in un altro Ateneo italiano, con un’attenzione maggiore alle possibilità di studio che si aprono oltre frontiera. Le mete estere continuano infatti a suscitare un particolare appeal, soprattutto verso coloro che hanno già sperimentato un’esperienza di studio all’estero nel periodo del dottorato, con l’idea (o forse la speranza) che in un altro Paese le chance di poter continuare a lavorare nell’accademia siano maggiori.

Un dato da non sottovalutare, visto che le aspirazioni professionali di molti Dottori di ricerca continuano a essere rivolte alla carriera universitaria. In generale:

  • il 32,8% pensa di intraprendere la carriera accademica (in Italia o all’estero)
  • il 19,2% vorrebbe ricoprire una posizione di alta professionalità alle dipendenze (nel settore pubblico o privato)
  • il 16,1% vorrebbe continuare a svolgere attività di ricerca in una struttura non accademica

Anche se, va detto, molto dipende dall’area disciplinare di appartenenza. I Dottori di ricerca provenienti dalle aree delle scienze umane e delle scienze economiche giuridiche e sociali sono infatti più interessati a restare nelll’Università (rispettivamente il 40,1% e il 39,9%). Di contro, solo il 28,6% dei dottori di ricerca in ingegneria e il 28,4% di quelli scienze della vita pensano alla carriera accademica: i primi contano più degli altri di far fruttare le proprie competenze alle dipendenze nel settore pubblico o privato ricoprendo posizioni ad alta professionalità (23,2%), i secondi guardano con maggiore interesse alle attività di ricerca post-dottorato non accademica (20,7%).

Queste le intenzioni professionali. Ma qual è l’esito occupazionale dopo un anno dal conseguimento del titolo di studio?

I dottori di ricerca nel mercato del lavoro

Con un’età media di 32,5 anni, i Dottori di ricerca coinvolti nell’indagine di Almalaurea si affacciano sul mercato del lavoro. A un anno di distanza dal conseguimento del titolo, 8 Dottori di ricerca su 10 sono occupati (tasso occupazione pari all’83,5%):

  • il 24,6% svolge un’attività con borsa o assegno di ricerca
  • il 59% svolge attività lavorativa

Un dato confortante e trasversale a tutte le aree disciplinari. Il tasso di occupazione, infatti, risulta pari all’87,1% per i Dottori di ricerca in ingegneria e all’86,5% per quelli in scienze di base, mentre scende all’80,4% per i Dottori di ricerca in scienze umane, all’82% per quelli in scienze economiche, giuridiche e sociali e all’82,8% per quelli in scienze della vita. La coerenza tra la professione svolta a la specializzazione conseguita c’è. Il settore dei servizi assorbe circa l’85% dei PhD, con punte massime per i dottori di ricerca che provengono dall’area delle scienze economiche, giuridiche e sociali (93,8%) e delle scienze umane (92,7%), con il ramo istruzione e ricerca che offre opportunità di lavoro al 48,1% dei dottori di ricerca. Con forme contrattuali che vanno dalla borsa di studio o assegno di ricerca, fino all’assunzione con contratto a tempo indeterminato presso strutture pubbliche o private.

Certo, la stabilità contrattuale è un obiettivo che solo il 25% del campione ha raggiunto; oltre il 30% dei dottori di ricerca si muove nel mercato del lavoro ancora con contratti non standard (gran parte a tempo determinato), contratti parasubordinati, collaborazioni occasionali.

Sul fronte retributivo, i dottori di ricerca guadagnano in media, dopo un anno dal conseguimento del titolo, 1.625 euro al mese, con retribuzioni più elevate dichiarate dai dottori di ricerca in scienze della vita (1.778 euro) e ingegneria (1.687 euro).

Un aspetto che pesa nelle valutazioni espresse dai PhD rispetto all’attuale posizione lavorativa, soprattutto se letto in prospettiva. Perché se da un lato si dichiarano particolarmente soddisfatti per la coerenza con gli studi fatti e i rapporti con i colleghi, l’indipendenza/autonomia, la rispondenza ai propri interessi culturali, l’acquisizione di professionalità e l’utilità sociale del proprio lavoro, dall’altro, la soddisfazione cala notevolmente il grado di soddisfazione rispetto alla stabilità e alla sicurezza del lavoro, alle prospettive di carriera e di guadagno. Condizioni che il mercato del lavoro e il sistema di imprese fanno ancora fatica a garantire per valorizzare in maniera adeguata profili professionali ad alta specializzazione come i Dottori di ricerca.

Leggi anche:

 

La redazione di WeCanBlog

Utility WeCanJob
Profili professionali
» commenti inseriti : 0
Inserisci un commento:
Non sei autorizzato ad inserire commenti sul blog.

Ultimi 30 commenti
Non ci sono commenti
Tutti i contenuti editoriali contenuti e pubblicati sul sito wecanjob.it sono stati registrati e sono protetti dalle leggi in materia di proprietà industriale e/o intellettuale. Leggi ancora...
- Inizio della pagina -
NEWSLETTER
TROVACI SU
2015 WeCanJob S.r.L., Via Torelli n. 22, CAP 71100 – FG, Partita IVA 04016220719
Qualunque utilizzo è vietato se non autorizzato
0
Il progetto WeCanJob.it è sviluppato con il CMS ISWEB® di Internet Soluzioni Srl www.internetsoluzioni.it