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Nuove professioni del settore turistico

11
lug
2017

Il turismo rappresenta sicuramente un motore per il nostro Paese. Un riconoscimento certificato, ad esempio, dall’essere la nazione al mondo con il maggior numero di Patrimoni dell’Umanità stabiliti dall’UNESCO. Questa grande ricchezza porta, o dovrebbe portare, come conseguenza una certa professionalità diffusa in Italia nel settore del turismo e dei beni culturali. L’evoluzione del mercato del lavoro non può non toccare anche questo settore in cui è sempre più importante essere aggiornati e reinventarsi, proponendo nuove modalità di fruizione dei beni culturali e del nostro territorio.

Il Rapporto “Turismo in cifre” dell’Osservatorio Nazionale del Turismo

L'ONT, Osservatorio Nazionale del Turismo, è un ente pubblico istituito nel 2006 dalla Presidenza del Consiglio e gestito oggi dall'ENIT -  Agenzia Nazionale del Turismo, già Ente Nazionale Italiano per il Turismo. Fra i compiti dell’ONT vi sono lo studio, l’analisi e il monitoraggio delle dinamiche socio-economiche del turismo, anche ai fini della misurazione della competitività del sistema, raccogliendo documenti, ricerche e indagini prodotte dai più autorevoli soggetti nazionali e internazionali. Per questo motivo fra i suoi obiettivi fondamentali un posto rilevante lo ricoprono le seguenti azioni:

  • dare una visione sistemica della ricerca esistente sul turismo unificando le fonti e i dati
  • divulgare informazioni e dati scientificamente accreditati su trend e fenomeni turistici
  • fornire indicazioni previsionali e strategiche utili per la comunicazione, la promozione e la commercializzazione dell’offerta turistica italiana

Dal giugno del 2012, l’ONT pubblica il rapporto “Turismo in cifre”, allo scopo di approfondire alcuni aspetti statistici rielaborando dati UNWTO, Banca d’Italia, Eurostat e ISTAT. Solo da poco è uscita l'edizione 2017 del rapporto, il quale ci offre un quadro generale sull'attuale situazione turistica del nostro Paese.

Nel 2016, secondo il rapporto, la mole di turisti stranieri in visita nel nostro Paese è ammontata a più di 52 milioni di persone. Questo dato conferma il trend positivo degli ultimi anni con un aumento del 3,7% rispetto al 2015 e del 8,6% rispetto al 2014. L’attenzione verso i beni culturali e artistici italiani continua a essere quindi molto forte. La ricchezza derivante dal settore turistico, solo considerando quanto speso dai turisti stranieri in Italia, è più di 36 miliardi di Euro, con un aumento del 2,3% rispetto al 2015.

La Germania si conferma il nostro principale “cliente”, con quasi 6 miliardi di euro spesi nel 2016 nel nostro territorio, +4,6% rispetto al 2015. Di seguito nella classifica gli Stati Uniti, con poco meno di 5 miliardi, ma in aumento del 5,9%, e la Francia, con 3,5 miliardi di Euro pari al +2,8%. L’unico Paese in leggero calo, ma i cui cittadini hanno speso circa 3 miliardi di euro in Italia nel 2016, è il Regno Unito con un -1,2%.

Confrontando i dati dei Paesi membri dell’Unione Europea, l’Italia si trova però solo al terzo posto nella classifica per numero di pernottamenti (fra turisti italiani e stranieri). Sono poco meno di 400 milioni le notti trascorse in Italia del 2016. Leggermente al di sopra dell’Italia, di poco più di 2 milioni, abbiamo la Francia, mentre la Spagna primeggia indiscussa con 453,7 milioni di pernottamenti l’anno. 

Non c’è dubbio che i dati del settore del turismo siano positivi. Ma cosa si può fare per dare ai turisti un motivo per restare una notte in più nel nostro Paese?

Nuove professioni e nuove modalità di turismo

Un’offerta turistica più innovativa può essere un valore aggiunto per convincere il turista a qualcosa di più di un esperienza “mordi e fuggi”. L’innovazione però, si sa, porta evoluzione anche nel mondo del lavoro. Oltre ai mestieri “classici” del settore turistico come la guida, l’animatore turistico o l’agente di viaggio, sono infatti numerose le professionalità che si stanno sviluppando a causa o in conseguenza di un’offerta turistica più ricercata: ciò avviene sia per cercare di distinguersi nel mercato sia come naturale evoluzione di professioni già esistenti.

Alcune professionalità sono nate ad esempio dall’incontro del settore turistico con il mondo dell’IT, è il caso del destination manager o del travel designer, altre si sono sviluppate adeguandosi alla moda o favorendo nuove dinamiche, come ad esempio il turismo esperienziale. Vi sono poi professionalità più classiche riviste però in una forma innovativa allo scopo di essere più accattivanti. Le professioni che vogliamo presentarvi in questo articolo, evidenziandone caratteristiche peculiari e competenze, sono:

  • Il destination manager
  • Il travel designer
  • L’operatore per il turismo esperienziale

Il destination manager

Tra le nuove professioni, alcune si distinguono per l’importante apporto dell’informatica e della comunicazione via web che negli ultimi 20 anni ha cambiato anche il settore turistico. Il destination manager è una di queste. Questa professione nasce con la mission di promuovere un determinato territorio, valorizzandone le ricchezze e le opportunità e operando quindi per il suo rilancio. Per sua natura opera maggiormente in realtà locali tagliate fuori dai grandi circuiti turistici ma che meritano comunque di ricevere un'adeguata attenzione da parte del pubblico.

Data la sua natura di promotore, è evidente che tra le competenze più importanti del destination manager ci siano quelle legate al mondo del marketing, partendo dalla conoscenza del “prodotto da vendere”, il territorio, la capacità di analisi e di valutazione del mercato e dell’eventuale concorrenza, la capacità di networking e l’abilità nell’utilizzo di tutti quegli strumenti, social media in primis, utili a migliorare la reputazione di un certo territorio. 

Il travel designer

In maniera speculare rispetto al destination manager lavora il travel designer. Se il primo lavora per migliorare l’offerta del territorio, il secondo ritaglia la vacanza su misura rispetto alla domanda del cliente. Definito anche programmatore turistico, il travel designer parte dalle richieste del turista che vuole programmare un viaggio e identifica la destinazione più adatta.

Per certi versi, questa professione è un’evoluzione del classico tour operator, anche se a differenza di questi il travel designer non propone dei pacchetti fissi presenti su un catalogo ma si basa sulle conoscenze dei diversi territori su cui opera per presentare la miglior esperienza possibile rispetto alle aspettative del cliente. Le sue competenze principali sono quindi, oltre a una forte conoscenza geografica di itinerari alternativi, una buona dose di empatia e di creatività, e soprattutto la prontezza nella risoluzione di problemi (il cosiddetto problem solving).

L'operatore per il turismo esperenziale

L’operatore per il turismo esperienziale è per molti aspetti simile al travel designer, perché lavora per offrire attività turistiche inusuali, tuttavia va detto che il suo lavoro è solo di offerta. L’interazione con la programmazione è quindi quasi esclusa. Questa figura professionale è infatti in grado di conciliare la conoscenza e la valorizzazione del teritorio accostandoli ad esempio a percorsi di tipo enogastronomico.

Attraverso i prodotti tipici, o con un coinvolgimento diretto e un’interazione più forte con monumenti e luoghi da visitare, l'operatore per il turismo esperenziale tende a far provare al turista un’esperienza (per l'appunto) del tertitorio visitato a 360 gradi. I corsi di formazione esistenti per diventare operatore per il turismo esperienziale permettono di sviluppare le competenze adatte a questa nuova modalità in cui esercitare la professione di guida turistica e di animatore turistico.

L’innovazione continua nel turismo

Certamente non sono solo queste le novità in termini professionali del settore turistico. Sono infatti centinaia le professioni che si stanno sviluppando, e ognuna ha le sue competenze specifiche. Ognuna, però, nasce con la consapevolezza che per distinguersi sul mercato bisogna cercare di rendere unica la propria offerta e saper sfruttare al meglio le proprie capacità. L’Italia difficilmente smetterà di essere una meta che appassiona e fa sognare il mondo, ma non per questo il settore turistico deve adagiarsi sugli allori, anzi! Solo con un continuo sviluppo di competenze e professionalità sempre nuove è possibile progredire e arrivare all’eccellenza.

 

La redazione di WeCanBlog

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