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Le professioni dei giovani in Italia

27
set
2016

Quali sono in Italia i mestieri per giovani? E quali quelli che, apparentemente, sono loro preclusi? Qual è il posizionamento delle diverse fasce di età nel mercato del lavoro? Si tratta di domande che è legittimo porsi se è vero che il nostro Paese, come sappiamo già da tempo grazie alle rilevazioni statistiche operate a cadenza fissa dall’Istat, è un Paese per vecchi, un Paese cioè in cui l’invecchiamento della popolazione appare ormai una costante da anni. E tale invecchiamento, come è ovvio che sia, porta con sé numerose conseguenze di ordine sia economico che sociale.

Secondo quanto sostenuto dalle ultime stime dell’Istituto Nazionale di Statistica, infatti, nel 2015 “non arretra il processo di invecchiamento, assoluto e relativo. Gli ultrasessantacinquenni sono 13,4 milioni, il 22% del totale. In diminuzione risultano sia la popolazione in età attiva (15-64 anni) sia quella fino a 14 anni di età. La prima scende a 39 milioni, il 64,3% del totale, la seconda comprende 8,3 milioni di ragazzi e rappresenta il 13,7%”.

In questo quadro, c’è da chiedersi quale sia il posto riservato ai giovani nel mercato del lavoro attuale. Per scoprirlo, possiamo leggere uno studio di monitoraggio operato su un totale di 100 professioni (libere, del pubblico o del privato), appena realizzato da Datagiovani per il Sole 24 Ore. Questo studio ci offre una fotografia sull’attuale situazione del nostro Paese, aiutandoci a scoprire quali sono le professioni per giovani e quali quelle in cui maggiore è la presenza di anziani.

Le professioni più anziane

Le professioni più anziane, secondo lo studio di Datagiovani, sono quelle la cui carriera risulta più lunga in ragione dei tempi necessari per acquisire le competenze essenziali al suo svolgimento o per scalare i vari gradini delle relative gerarchie. Come si evince dai dati, si tratta per lo più di professioni del pubblico impiego, sovrarappresentate nelle fasce di popolazione più anziana anche in ragione del cosiddetto blocco del turnover, che negli ultimi anni ha colpito la Pubblica Amministrazione italiana.

Troviamo così, ai primi 6 posti della classifica stilata da Datagiovani per Sole 24 Ore:

  • professori ordinari dell’Università: età media 59,6 anni (il 21,6% è composto da donne)
  • carriera prefettizia: età media 54,3 anni (57% di donne)
  • dipendenti ministeriali: età media 53,2 anni (53% di donne)
  • dipendenti della Presidenza del Consiglio dei Ministri: età media 53,2 anni (52% di donne)
  • ragionieri: età media 53 anni (30% di donne)
  • notai: età media 53 anni (32% di donne)

Tra le sei professioni più anziane, come risulta chiaro dalla semplice lettura dei dati, si nota una presenza maggiore di maschi, probabilmente anche in ragione del fatto che l’età pensionabile è più alta tra gli uomini che tra le donne.

Le professioni più giovani

Le professioni più giovani sono, invece, quelle che richiedono minore specializzazione, e, come sembra naturale, quelle maggiormente usuranti. La presenza femminile, tra i 5 profili professionali che chiudono la classifica stilata dal Sole (tutte professioni in ogni caso under 40), appare bilanciata con quella maschile, seppure all’interno dei vari profili, come si vedrà di seguito, sussistono dei grossi squilibri di genere.

Ecco dunque i mestieri più giovani:

  • estetisti e parrucchieri: età media 39 (73,3% di donne)
  • dipendenti di bar e ristoranti: età media 39 (51,4% di donne)
  • addetti alle vendite: età media 38 (63,8% di donne)
  • forze armate: età media 37,7 (5% di donne)
  • lavoratori somministrati (ex lavoratori interinali): età media 35,9 (40,3% di donne)

Grande è la presenza di donne tra estetisti e parrucchieri, mestieri tradizionalmente a spiccata femminilizzazione. Quasi nulla, invece, è la presenza di donne tra i lavoratori delle forze armate, in ragione della recente apertura della carriera militare a entrambi i sessi.

 

La redazione di WeCanBlog

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Ultimi 30 commenti

Carlo | 03 ottobre 2016
io credo che per i giovani bisogna buttarsi nel settore ict, nello sviluppo di software e videogiochi e in tutte le professioni che sono legate al computer ed all'informatia. almeno in questo i "vecchi" e gli anziani se ne stanno a casa loro e non possono essere più bravi di noi.

Anita | 28 settembre 2016
Lo specchio dell'italia, mi vien da dire. I vecchi sui mestieri che i giovani si sognano, e i giovani si occupano del settore ristoriazione e estetica. Mi chiedo: la laurea serve ancora?
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