Home wecanjob.it
Logo WeCanJob

Istituti Tecnici Superiori: formazione per migliorare il match con il mercato del lavoro

19
apr
2018

Sono stati introdotti per garantire un’offerta formativa professionalizzate e ad alta specializzazione. A cosa ci riferiamo? Agli Istituti Tecnici Superiori (ITS), la prima esperienza italiana di formazione terziaria professionalizzante. Sicuramente ne avrete già sentito parlare, e di certo avrete raccolto informazioni utili per scoprire in che modo le competenze acquisite possano raccordarsi con le esigenze e le opportunità espresse nel mondo del lavoro. Ma laddove vi fosse sfuggito qualcosa, ecco un breve riepilogo: quanti sono gli ITS in Italia? Dove sono dislocati? Quale titolo di studio bisogna aver conseguito per avere accesso a tali istituti? Quali sono le aree tecnologiche in cui sono stati attivati percorsi formativi?

Quanti, dove e come: una mappa degli ITS in Italia

Definiti come scuole di alta tecnologia strettamente legate al sistema produttivo, gli Istituti Tecnici Superiori presenti sul territorio nazionale sono 93, così distribuiti (approfondisci qui):

  • 18 in Lombardia
  • 7 in Veneto
  • 7 in Emilia Romagna
  • 7 in Piemonte
  • 7 in Toscana
  • 7 nel Lazio
  • 6 in Puglia
  • 5 in Sicilia
  • 5 in Calabria
  • 4 in Abruzzo
  • 4 nelle Marche
  • 4 in Liguria
  • 4 in Friuli Venezia Giulia
  • 3 in Campania
  • 3 in Sardegna
  • 1 in Umbria
  • 1 in Molise

Le 6 aree tecnologiche cui sono collegati, ritenute strategiche per lo sviluppo economico e la competitività dell’Italia, sono le seguenti:

  • Mobilità sostenibile
  • Efficienza energetica
  • Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali - Turismo
  • Tecnologie dell’informazione e della comunicazione
  • Nuove tecnologie della vita
  • Nuove tecnologie per il Made in Italy

La vocazione fortemente professionalizzante che contraddistingue gli ITS rende questi istituti un percorso formativo appetibile per giovani e adulti purché abbiano già conseguito un diploma di istruzione secondaria superiore o siano in possesso di un diploma quadriennale di istruzione e formazione professionale, con l’aggiunta di un corso annuale integrativo di istruzione e formazione tecnica superiore.

L’iter formativo, di durata biennale o triennale, prevede lo svolgimento di uno stage obbligatorio (pari 30% delle ore complessive previste nel piano didattico) e l’esperienza in azienda può essere anche svolta con contratto di apprendistato di alta formazione e di ricerca. Un elemento in più per agevolare percorsi di transizione scuola-lavoro e rendere maggiormente integrati realtà formative e tessuto produttivo locale.

Un'ambizione che ha molto di concreto, leggendo i dati del Monitoraggio nazionale 2018 sul Sistema ITS, presentati lo scorso 17 aprile al Miur dal Sottosegretario all’Istruzione Gabriele Toccafondi e da Giovanni Biondi, Presidente di Indire (agenzia incaricata del monitoraggio).

Cosa accade a distanza di 1 anno dal conseguimento del diploma ITS?  

Tra coloro che hanno concluso il percorso di studi fra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2016 (2.193 diplomati), l’82,5% ha messo piede nel mercato del lavoro, trovando un’occupazione coerente con il percorso di studio concluso. Il 47,5% ha trovato un lavoro con un contratto a tempo determinato o lavoro autonomo in regime agevolato; il 29,9% dei casi con contratto a tempo indeterminato o lavoro autonomo in regime ordinario; il 22,7% dei diplomati ha ottenuto un contratto di apprendistato.

Nel complesso, come descritto nella nota informativa diffusa da Indire a valle della presentazione, sono stati monitorati 2.774 diplomati e 113 percorsi erogati da 64 Fondazioni.

L’area tecnologica relativa alle Nuove tecnologie per il Made in Italy fa contare il maggior numero di percorsi conclusi (49 percorsi, il 43,4% del totale) molti dei quali (21) afferiscono al Sistema meccanica (42,9%), al Sistema agro-alimentare (10), al Sistema moda (8), ai Servizi alle imprese (6) e al Sistema casa (4).

Le altre aree tecnologiche che presentano il maggior numero di percorsi conclusi sono:

  • Mobilità sostenibile con 18 percorsi (15,9%),
  • Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali - Turismo con 15 percorsi (13,3%)
  • Efficienza energetica con 13 percorsi (11,5%)

Visti i numeri, anche sul fronte di iscritti, diplomati e occupati è l’area Nuove tecnologie per il made in Italy a prevalere con 1.182 iscritti, 963 diplomati e 808 occupati. Un dato significativo, e non solo in termini assoluti. Perché se letto nel più ampio scenario del tessuto produttivo che sostiene il marchio “Made in Italy” nel nostro Paese e nel mondo, le opportunità di creare un mach virtuoso tra formazione e lavoro non sono certo poche. Se il comparto del design non mostra battute d’arresto con oltre 29.000 imprese di design, un fatturato di 4,3 miliardi di euro (0,3% del Pil) e oltre 48.000 addetti, anche il settore moda, solo per citarne alcuni, è tornato a crescere nel 2017 (+2,9%).

Dati da non trascurare, che rilanciano (con forza) interessanti prospettive di incontro (e incrocio) tra percorsi di formazione specialistici e sviluppo di specifiche aree produttive del Paese. Nel segno dell’Industria 4.0!

Leggi anche:

 

La Redazione di WeCanBlog

Utility WeCanJob
Profili professionali
» commenti inseriti : 0
Inserisci un commento:
Non sei autorizzato ad inserire commenti sul blog.

Ultimi 30 commenti
Non ci sono commenti
Tutti i contenuti editoriali contenuti e pubblicati sul sito wecanjob.it sono stati registrati e sono protetti dalle leggi in materia di proprietà industriale e/o intellettuale. Leggi ancora...
- Inizio della pagina -
I nostri Partner
NEWSLETTER
TROVACI SU
2015 WeCanJob S.r.L., Via Torelli n. 22, CAP 71100 – FG, Partita IVA 04016220719
Qualunque utilizzo è vietato se non autorizzato
0
Il progetto WeCanJob.it č sviluppato con il CMS ISWEB® di Internet Soluzioni Srl www.internetsoluzioni.it