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Come diventare Assistente di Volo? Intervista a Giulietta di Maditerraodivolo, hostess e blogger

18
gen
2017

Non capita spesso di avere a disposizione una professionista nel proprio settore e di poter rivolgerle qualsiasi tipo di domanda ci venga in mente. Vi presentiamo allora l'intervista a Giulietta, del blog Maditerraodivolo.com,  un'assistente di volo che, oltre a svolgere il proprio mestiere, cura il proprio blog sull'essere Assistente di Volo offrendo spunti e consigli a chi ha deciso di intraprendere il mestiere di hostess o steward.

Ciao Giulietta, dicci chi sei e come sei diventata una Hostess

WCJ: Prima di tutto: da quanto tempo fai il tuo lavoro e perché hai iniziato?

Giulietta: Ciao a tutti i lettori di WeCanJob, faccio questo lavoro da nove anni e ho iniziato semplicemente perché volare mi rendeva incredibilmente felice e amavo gli aeroplani.

WCJ: Cosa ti spinge a continuare a viaggiare da una parte all’altra del mondo?

Giulietta: Forse la sindrome di wanderlust. Sono certa che esista questa bellissima tendenza che rende alcune persone come me incapaci di adattarsi ad un luogo e renderlo proprio per il resto della vita. Abbiamo un costante bisogno di stimoli diversi e di orizzonti che cambiano.

WCJ: Quanto tempo impieghi a prepararti prima di un volo e qual è la tua giornata tipo?

Giulietta: Ci metto 40 minuti, ma se voglio posso prepararmi anche in 15 minuti, anche se il risultato non è dei migliori. La mia giornata tipo può essere la sveglia alle 10 della mattina, colazione, lettura delle email e lavoro al computer per il blog. Verso le 14 mi reco in aeroporto e faccio 4 voli: termino circa alle 23/00.

WCJ: Quali sono i tuoi consigli o rituali per affrontare meglio i voli di lungo raggio?

Giulietta: Mantenersi sempre idratati bevendo tantissima acqua, utilizzare calze a compressione graduata (ci sono anche per gli uomini), uscire dal sedile a far due passi per stimolare la circolazione ricordandosi di non intralciare il lavoro degli assistenti di volo (che ve ne saranno molto grati).

WCJ: Sei anche una blogger: come riesci a conciliare i tempi di volo con quelli di scrittura?

Giulietta: Volare permette di avere delle giornate completamente libere pertanto cerco di sfruttarle per il lavoro dedicato al blog. Ovviamente serve una grande dedizione e non nascondo di aver fatto parecchi sacrifici.

WCJ: Hai scritto un libro, “La Guida per diventare Assistente di Volo”: ci dici quali sono gli argomenti trattati e perché ogni aspirante assistente di volo dovrebbe averlo?

Giulietta: Nel mio libro cerco di spiegare passo passo tutto il processo che una persona dovrebbe intraprendere per diventare assistente di volo. È una guida che accompagna il lettore dal punto di partenza (invio del CV) fino al primo volo. Ogni aspirante assistente di volo dovrebbe averlo perché in Italia c’è grossa disinformazione su questa professione e sull'acquisizione del certificato CCA (che altro non è che la licenza di assistente di volo). Con la mia guida un aspirante assistente di volo può trovare tutte le informazioni che cerca, scritte correttamente da una persona del settore con un’esperienza già quasi decennale (non male dato che ho 31 anni!).

WCJ: Qual è stata la domanda più difficile durante il tuo colloquio per diventare Flight Attendant?

Giulietta: Vado nel panico ogni volta che mi domandano di elencare i miei tre difetti. Ovviamente io conosco mille difetti di me stessa ma ogni volta non so mai cosa rispondere, dato che potrebbero immaginarsi che li applico anche nella sfera professionale. Per esempio, tendo a procrastinare, sono pigra alla mattina e mi annoio facilmente delle situazioni: non sono cose carine da dire a un colloquio.

Parliamo un po’ di formazione e preparazione. Come diventare assistente di volo?

WCJ: Domanda generica, ma d’obbligo: come si diventa assistente di volo?

Giulietta: Si diventa assistente di volo effettuando obbligatoriamente un corso pratico/teorico che si conclude con il rilascio dell'attestato di assistente di volo tramite una "licenza" chiamata in Europa CCA (negli stati membri EASA).

WCJ: Esistono delle scuole di formazione che consigli di frequentare?

Giulietta: Personalmente suggerisco sempre di provare ad avere la formazione gratuitamente presso le compagnie aeree, ma la realtà sta radicalmente cambiando e oggi tantissime compagnie lo fanno a pagamento o si appoggiano a centri di formazione esterni autorizzati. In Italia c’è una forte domanda ma una risposta del mercato scarsissima. La situazione in altri stati europei è più semplice, come ad esempio in Spagna dove esistono numerosi centri di formazione autorizzati. Alcuni sono seri mentre altri sono letteralmente una fregatura. Anche se tutti rilasciano il certificato, alcune realtà offrono scarsa preparazione. Suggerisco sempre di informarsi bene prima di scegliere a quale scuola affidare la propria formazione e i propri soldi. Non è bello entrare in una compagnia aerea con una preparazione pressoché sufficiente. Verrete testati sul primo volo e rischiate di non ottenere il lavoro dopo tremendi sacrifici.

WCJ: Quale tipo di preparazione bisogna assolutamente avere?

Giulietta: È obbligatorio essere diplomati, sapere l'inglese e saper nuotare. Questi sono i tre comandamenti, senza uno di questi tre requisiti è impossibile entrare in questo mondo. Ovviamente bisogna anche essere maggiorenni (in alcune compagnie avere almeno 21 anni), avere un passaporto valido e caratteristiche fisiche /psichiche nella norma in quanto si verrà sottoposti sempre a una visita medica che rilascerà l'idoneità al volo.

WCJ: Quale ruolo giocano la formazione e l’aggiornamento delle competenze per la svolgere al meglio professione? È necessario aggiornarsi a livello formativo?

Giulietta: La formazione è essenziale e non è un percorso semplice perché si devono apprendere davvero tantissime nozioni e procedure in tempi ridotti. La formazione gioca un ruolo direi unico: quello del mantenimento della sicurezza in ogni situazione sia standard che d’emergenza. Siamo sempre aggiornati a livello formativo: ogni anno si svolge un re-training con tanto di esame, si fanno svariati corsi come il famosissimo (in aviazione) CRM, corsi sulla sicurezza, trasporto merci pericolose, HCCP, prove pratiche di evacuazioni, estinzione incendi, prove di ammaraggio, gestione di passeggeri violenti e situazioni di dirottamento, emergenze mediche. Tutto è regolamentato sempre dall’EASA (ente europeo) e dall’ENAC (ente italiano). Inoltre quasi ogni giorno riceviamo delle NOTE su aggiornamenti vari che la compagnia mette in atto.

WCJ: Sono le aziende a provvedere all’aggiornamento o devono provvedere i singoli assistenti di volo?

Giulietta: Fortunatamente le compagnie aeree provvedono a tutto mentre sei sotto contratto. Dopo un certo periodo di inattività se si vuole tornare a volare è necessario mettere in regola tutti i documenti effettuando dei corsi cosiddetti "refresh". Si tratta di un argomento lungo e complesso, purtroppo non posso generalizzarlo in quanto parliamo di tanti corsi e attestati diversi che hanno durate e scadenze diverse.

E ora, andiamo sulla professione: lavorare per le compagnie aeree

WCJ: Secondo la tua esperienza, com’è cambiata e come sta cambiando la professione di Hostess/Steward?

Giulietta: Siamo diretti (sigh) a una svalutazione della professione. Negli ultimi anni è cambiato il modo di volare e di conseguenza anche il modo di lavorare sugli aeroplani. Oggi veniamo pagati meno, lavoriamo tanto e il reclutamento dei nuovi assistenti di volo si è abbassato di livello in linea generale. Personalmente penso che sia stato un percorso abbastanza prevedibile. Inoltre tante compagnie negli ultimi anni sono fallite (in Italia poi non ne parliamo), mettendo sul mercato tantissimi professionisti che per continuare a lavorare hanno accettato condizioni di lavoro peggiori. Io stessa vengo da un fallimento di una compagnia aerea italiana e ho avuto difficoltà a reinserirmi nel mercato.

WCJ: Pensi che gli sbocchi professionali siano in aumento o in diminuzione rispetto al passato, per chi desidera un futuro in questo settore?

Giulietta: Fortunatamente negli ultimi due anni ho visto un incremento dell’offerta. Io penso che si possa tranquillamente intraprendere questa carriera anche oggi, perché è mia opinione pensare che gli aerei serviranno a tutti anche nei prossimi decenni.

WCJ: Quali sono le principali differenze fra chi vola a corto raggio e chi invece vola a lungo raggio, anche in termini di organizzazione dei tempi di riposo?

Giulietta: Ho fatto sia il lungo raggio che il corto, quindi posso rispondere a questa domanda. La differenza principale è che col lungo raggio per forza si fa una sosta a fine volo (anche se alcune veramente brevi), mentre sul corto puoi fare benissimo 4 voli in giornata e poi tornare a casa tua. Sono due stanchezze diverse. Sul lungo raggio scendi dall'aereo fisicamente spossato, assonnato. Sul corto raggio arrivi a casa gonfio, stanco mentalmente e spesso hai solo 12 ore di riposo tra quando scendi e quando ricominci, però non devi lottare col jet-lag. Onestamente, sia in un caso che in un altro, quando scendi dall’aereo hai un livello di stanchezza incredibile.

WCJ: Esistono differenze nelle mansioni di una hostess che lavori per una compagnia di bandiera o per una compagnia Low Cost?

Giulietta: Forse l'unica differenza, anche se così tendo a generalizzare molto, è che il servizio di bordo delle low cost generalmente è di vendita di prodotti mentre sulla linea si effettua un'offerta dei pasti o degli snack. I livelli di sicurezza, quindi le nostre mansioni principali, sono invariate.

Le skill. Quali competenze personali deve avere una hostess/steward?

WCJ: Quali sono le skills personali che sarebbe bene possedere per intraprendere questo mestiere?

Giulietta: Credo che sia essenziale essere pazienti, socievoli, svegli (smart) e con ottime capacità di adattamento e problem solving.

WCJ: A livello di rapporto fra vita personale e lavoro, quali attitudini deve assolutamente avere un assistente di volo?

Giulietta: Bisogna avere forte spirito di  adattamento, essere veloci ad organizzarsi gli spostamenti, riposare adeguatamente, cercare di alimentarsi sempre bene. La vita privata è gestibile:  se si ha un compagno deve essere in grado di capire il nostro stile di vita che da fuori può apparire un pochino strambo, anche se non lo è. Ecco perché spesso le coppie si creano in ambito lavorativo. Se si hanno figli, meglio scegliere il corto raggio, ma questa è una mia opinione, perché io attualmente vivo sola e non ho figli. Si possono avere degli animali sempre se a casa non siamo soli o facciamo corto raggio.

WCJ: Cosa significa, per un assistente di volo, possedere capacità di problem solving?

Giulietta: Significa riuscire a gestire la situazione standard di lavoro e nel contempo seguire varie problematiche attenendosi alle procedure o in altri casi al common sense. Per le buone capacità di problem solving in aviazione serve l’esperienza. Faccio un esempio: in aereo mi è capitato di dover gestire contemporaneamente passeggeri arrabbiati per i ritardi, emergenze mediche e dirottamenti per maltempo tutto nello stesso momento, mentre sei atterrato in un aeroporto dove non dovevi atterrare e ti stai coordinando con i piloti ed il personale di terra il transito. Se in quei momenti non hai capacità di problem solving, sei fregato.

Parliamo di retribuzioni. Quanto guadagna un assistente di volo

WCJ: Qual è lo stipendio medio di uno steward/di una hostess?

Giulietta: In linea molto generale si parla di 1.200/2.000 euro netti al mese.

WCJ: Generalmente per quale tipo di organizzazione (low cost, compagnie di bandiera etc.) è più conveniente lavorare?

Giulietta: Onestamente penso che sia meglio entrare in una compagnia di bandiera a livello di benefits e stipendio, però ognuno ha esigenze diverse o necessità di vivere in luoghi specifici dove magari la compagnia di bandiera non fa base, pertanto è una scelta personale. Ricordo anche che entrare in una compagnia di bandiera non è così semplice oggi.

WCJ: Gli stipendi sono differenti da Compagnia a Compagnia e da Stato a Stato?

Giulietta: Si, meglio informarsi ai colloqui.

WCJ: Esistono sindacati – o organizzazioni similari – per gli assistenti di volo?

Giulietta: Si, ma non per tutte le compagnie aeree. Da questo punto di vista abbiamo ancora molta strada da fare. Non possediamo nemmeno un codice deontologico.

WCJ: In poche parole: a livello economico, fare l'assistente di volo conviene?

Giulietta: Onestamente oggi non si sceglie questo lavoro per un fattore economico. Chi vola oggi lo fa principalmente per passione e questo le compagnie aeree lo hanno capito e ne approfittano. Se si punta ai soldi oggi io personalmente consiglio di fare altro. Ci sono ancora realtà dove si viene pagati tanto, ma stanno diventando perle rare.

WCJ: Un'ultima domanda: se potessi dare un solo consiglio ad un giovane che deve affrontare un colloquio di lavoro per assistente di volo, quale sarebbe?

Giulietta: Fake it until you'll make it. Ovvero, fingi finché non lo sei davvero. Io prima di diventare assistente di volo giravo con il foulard, i tacchi e lo chignon. Ero ridicola lo so, ma mi è servito per capire che volevo solo quello. Io non volevo fare l'assistente di volo, io ERO un'assistente di volo.

WCJ: Perfetto Giulietta, ti ringraziamo per averci dedicato il tuo tempo e per aver condiviso con noi un po' della tua esperienza come assistente di volo.

Se volete orientarvi nel mondo degli assistenti di volo date un'occhiata alle specifiche della professione sul nostro profilo: Come diventare Hostess e Steward.

Per informazioni sempre aggiornate, poi, vi consigliamo di leggere Maditerraodivolo.com, approfondendo magari con La Guida per diventare Assistente di Volo (l'ebook è scaricabile qui) di Giulietta Maditerraodivolo.

 

La Redazione WeCanBlog

* Foto: copyright di Elena Datrino.

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Ultimi 30 commenti

Yuri Calanchi | 24 febbraio 2017
Il silenzio della sera è il momento ideale per scrivere un pensiero di ringraziamento. Da spettatore ho avuto l'impressione di vivere in concreto l'esperienza della professione. Grazie
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