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Streaming e web cambiano l'industria discografica: ecco tutte le professioni della musica online

26
giu
2018

Ti piace lavorare con la musica? Bene, perché l'industria musicale italiana e mondiale ha ripreso a crescere per volume d'affari e per numero di occupati. Il settore conserva una parte di tradizione, legata alla creazione, alla sensibilità artistica e alla conoscenza della musica. Ma lavorare nella discografia oggi vuol dire avere a che fare con la sua trasformazione digitale: lo streaming è infatti divenuto il modo prevalente di ascolto della musica nel mondo. Accanto alle case discografiche operano allora piattaforme e strumenti di commercializzazione online che richiedono digital skills e nuove strategie di marketing. In questo post approfondiamo i numeri della ripresa del settore musicale, le professioni della discografia e le nuove professioni della musica online.

L'industria discografica torna a crescere

La musica ha ricominciato a suonare. I dati più recenti pubblicati nel Global Music Report 2018 di IFPI (Federazione internazionale dell’industria discografica) parlano di una crescita importante: il giro d'affari del 2016 era superiore del 5,9% rispetto all'anno precedente. Nel 2017 il giro d'affari mondiale dell'industria musicale cresce ancora di più: +8,1% rispetto al 2016, pari a 17,3 miliardi di dollari. Più recentemente un rapporto di ricerca di Goldman Sachs, una delle più grandi banche del mondo e fonte delle più autorevoli indicazioni economiche sui settori nei quali investire, conferma questo trend. L'industria musicale supererà i 41 miliardi di dollari di volumi entro il 2030. E pensare che nel 1999 valeva 26,8 miliardi di dollari.

Ovviamente, rispetto al 1999 l'industria musicale è profondamente cambiata. Nel 2017 lo streaming è divenuto per la prima volta la principale fonte di entrate, raggiungendo i 176 milioni di utenti di servizi streaming a pagamento. Il mercato che ruota attorno ai dischi e ai CD, sebbene in ripresa, risulta dunque sempre più in minoranza. La ripresa si basa sull'online e le case discografiche hanno aderito pienamente alla cosiddetta economia piattaforme online.

Lo spiega ancora il Global Music Report 2018: lo streaming rappresenta il 38,4% dei ricavi totali dell’industria discografica e la sua crescita ha più che compensato il calo del 5,4% delle entrate fisiche e quello del 20,5% relativo al download. L'anno scorso i ricavi digitali hanno rappresentato per la prima volta oltre la metà di tutte le entrate (54%). Pensiamo a Spotify, nata nel 2006 da un'idea di Daniel Ek e in procinto di essere quotata a Wall Street. Ma pensiamo anche a Deezer, servizio innovativo per ascoltare musica da tutti i dispositivi, sia online che offline, senza limiti di ascolto. Con milioni di brani e diversi milioni di utenti queste piattaforme cercano costantemente personale motivato e competente per migliorare le proprie prestazioni. Ed ecco allora che l'industria musicale rappresenta una ghiotta opportunità di lavoro, per professioni vecchie e nuove. Vediamole.

Le professioni della musica

Tra le professioni classiche e tradizionali della musica, gli autori, compositori ed interpreti musicali rappresentano tutt'oggi quasi la metà degli occupati diretti dell'industria musicale in Italia. Vi sono poi gli occupati in attività concertistiche e orchestrali, quindi gli occupati in discoteche e sale da ballo. Sono in aumento anche gli occupati nel settore dell'insegnamento della musica in Conservatori e Istituti Musicali Paritari.

Vi sono poi gli addetti delle case discografiche, in cui sono necessari diversi mestieri: da quello amministrativo a quello delle vendite, della promozione commerciale alle pubbliche relazioni, fino all produzione artistica vera e propria. Si tratta di profili professionali utili in qualsiasi tipo di azienda, ma qui si fa esplicita richiesta di conoscenza della musica, degli stili musicali e della loro storia, nonché di buone doti creative. Nel settore della produzione musicale, invece, troviamo figure professionali specifiche. Le vediamo di seguito nel dettaglio, descrivendole per comodità al maschile, ma ovviamente trattasi di professioni in cui lavorano migliaia di donne:

  • Arrangiatore: arrangia il brano musicale, determinando il tipo di orchestrazione della canzone e/o opera musicale
  • Direttore artistico: è un consulente musicale, di solito un musicista, che affianca i tecnici e i fonici nel corso della registrazione per garantire l'incisione della migliore esecuzione artistica
  • Distributore: garantisce la distribuzione delle produzioni discografiche nei negozi, in Italia e all'estero
  • Editore musicale: si occupa di promuovere la diffusione dell’opera musicale, valorizzandola dal punto di vista economico e artistico
  • Gestore punto vendita: distribuisce prodotti discografici al dettaglio nei negozi specializzati e nella grande distribuzione (supermercati, autogrill ecc.)
  • Produttore: investe, a proprie spese, nella realizzazione del prodotto discografico
  • Promoter: promuove sia la registrazione fonografica che l'artista attraverso i media
  • Turnista: suona diversi strumenti musicali per cantautori e artisti in tournée
  • Talent scout: scopritore di talenti
  • Tecnico del suono: garantisce il funzionamento e la qualità degli effetti sonori in manifestazioni ricreative di vario genere come quelle teatrali, radio-televisive, cinematografiche, sportive, nonché negli studi di registrazione

Di certo queste distinzioni cadono per le cosiddette etichette indipendenti, ovvero quelle di piccole dimensioni o comunque non legate a grandi gruppi discografici. Come accade anche per le piccole aziende di altri settori, nelle case discografiche piccole e medie si possono affidare a poche persone tutti i passaggi del percorso di produzione artistica: dalla ricerca e selezione dei talenti sino alla produzione dell'opera e alla sua promozione.

Le professioni della musica online

Con la rivoluzione digitale e l'economia delle piattaforme cambiano anche le professioni della musica. Restano quelle tradizionali collegate alla creazione artistica e alla produzione, cambiano profondamente le forme di commercializzazione, promozione e marketing. Anche le aziende discografiche storiche operano oramai attraverso piattaforme e cercano ancora personale sensibile ai gusti musicali. Tuttavia oggi anche l'industria musicale cerca competenze digitali o digital skills, ossia l'insieme di abilità di base tipiche dell'Information & Communication Technology (ICT).

Proviamo allora a descrivere i principali profili professionali della musica online:

  • Content editor: costruisce ed elabora una strategia di content marketing, indispensabile per l’etichetta musicale che vuole costruire un rapporto duraturo con una community specifica
  • Copywriter: si occupa della scrittura pubblicitaria per persuadere, fidelizzare e attrarre i clienti e i fans
  • Blogger: contribuisce alla produzione di contenuti (recensioni e lanci di nuovi album) e intercetta i principali trend musicali
  • Vlogger: analogo al blogger, ma che usa il video al posto della scrittura per promuovere l'interesse sulle etichette o sugli artisti
  • Social media manager: predispone le strategie di comunicazione sui social network
  • Sviluppatore per il web: specializzato nella progettazione e nello sviluppo di un particolare tipo di software per l'ottimizzazione delle pagine web delle piattaforme di vendita, acquisto e promozione
  • E-commerce Manager: organizza e gestisce le strategie di vendita su web e su piattaforme

Vista la centralità della musica sul web, via piattaforma per il download o in streaming, l'e-commerce manager è una professione il cui appeal sul mercato del lavoro è cresciuto tantissimo negli ultimi anni, di pari passo allo sviluppo del commercio elettronico in generale.

 

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