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Il futuro è alle porte: verso gli automatismi e i robot

18
feb
2020

In un’epoca in cui la percezione del tempo ha subito profondi stravolgimenti, è sempre più evidente la velocità con cui il mondo si evolve. È innegabile che i mezzi che consentono questa evoluzione, provando a fornire una maggiore qualità della vita, provengano soprattutto dalla tecnologia. Con il passare dei decenni l’immaginario creato dai film di fantascienza diventa allora sempre più vicino alla realtà, e in vari ambiti della nostra società. Si può dire in tal senso che il futuro è alle porte: come racconta la ricerca di Fondazione Symbola e Enel intitolate 100 italian robotics & automations stories 2020, mettendo in risalto le più incredibili innovazioni made in Italy e riflettendo sulla collaborazione tra uomo e robot.

Il mercato dei robot e l’industria italiana

Dall’analisi dei dati degli ultimi anni, si evince con chiarezza che i robot e gli automi entreranno sempre di più a far parte della nostra quotidianità. Basti pensare che:

  • a livello mondiale il mercato dei robot ha raggiunto i 16,5 miliardi di dollari;
  • circa 422.000 unità sono state vendute solo nel 2018;
  • con un incremento del 6% rispetto al 2017.

L’industria italiana non rimane certo indietro su questo settore. Guadagnandosi il sesto posto (preceduta solo da Cina, Giappone, Corea del Sud, Stati Uniti e Germania), nel nostro Paese sono stati installati durante il solo 2018  69.142 robot industriali. L’Italia, inoltre, è stata la sede del primo congresso internazionale di roboetica, nel quale si è discusso a proposito del rapporto tra algoritmi, robot e umani al fine di trovare un’interazione che consenta il potenziamento economico e l’accrescimento del benessere della persona.

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La missione dei robot

Si tratta di robot che hanno come scopo quello di supportare le attività umane, e non di sottrarre lavoro e manodopera. Operano infatti in attività generalmente svolte da professionisti poco qualificate, che spesso lavorano in condizioni pericolose e usuranti. Di converso, per esistere questi robot necessitano di profili altamente specializzati che si occupino della gestione e del coordinamento delle nuove tecnologie.

Ecco alcune innovazioni nate con questo scopo:

  • IUVO ha sviluppato MATE, un esoscheletro leggero e indossabile (commercializzato da COMAU) nato per gli operatori che svolgono attività ripetitive e logoranti: è in grado di attenuare la fatica sostenendo il busto e gli arti superiori;
  • Demur, azienda di Savoca (ME) ha brevettato il sistema “Soft Drop” per movimentare le cassette di Agrumi: con questa applicazione si possono movimentare più di 1.000 cassette l’ora in circa 10 m2 di spazio limitando lo sforzo fisico degli operai;
  • Gaiotto, azienda leader mondiale nella realizzazione di impianti robotizzati per produzione di sanitari, utilizza dei robot di smaltatura programmati e condotti direttamente dall’operatore di linea. I robot, registrando i movimenti, sono in grado di ripeterli all’infinito senza l’intervento umano.

Automatismi nel settore sanitario

Il progresso interessa anche il settore della salute e della ricerca. Imprescindibile, infatti, per il miglioramento della qualità della vita è l’innovazione nelle protesi e nelle automazioni tese alla riabilitazione dei pazienti. Ecco alcuni esempi avanguardisti:

  • La mano di Hannes: presentata nel 2018 e dotata del meccanismo brevettato Dynamic Adaptive Grasp, è una protesi che si applica sul residuo dell’arto e consente la mobilità del polso e della mano attraverso dei sensori posti a contatto con i muscoli rimanenti;  
  • Khymeia ha sviluppato l’ecosistema VRRS-Virtual Reality Rehabilitation System, il dispositivo più avanzato al mondo per la riabilitazione e la teleriabilitazione. Si tratta di un “cervello” a cui si possono collegare numerosi meccanismi periferici specialistici in funzione dell’esigenza specifica riabilitativa;
  • Masmec, azienda di Modugno (BA) ha lavorato sul progetto Arona: un prototipo robotico assistito da un navigatore in realtà virtuale e aumentata con lo scopo di facilitare la chirurgia mini-invasiva e ridurre drasticamente le difficoltà tecniche e di conseguenza gli errori del chirurgo.

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In Italia la chirurgia robotica è già utilizzata in migliaia e migliaia di interventi all’anno, fornendo al personale sanitario i mezzi per svolgere il proprio lavoro al meglio e ai pazienti di affrontare una riabilitazione meno difficoltosa e prolungata.

Buone notizie dal versante della robotica, dunque, per dissipare le ombre più fosche che invece provengono da più parti, quando si considera invece l'impatto negativo dell'automazione sul mondo del lavoro.

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