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L'economia del Design non conosce crisi. Numeri e tendenze del settore in Italia ed Europa

12
apr
2018

Cresce ancora la Design Economy, un settore che negli ultimi anni continua ad animare il Made in Italy con numeri importanti. Anche sul fronte occupazionale! Quante sono, dunque, le imprese che operano nel settore? Quali le Regioni in cui la vocazione per il design è più accentuata? Come fare per formarsi e specializzarsi nel campo del design?

In questo articolo vi daremo alcune informazioni per inquadrare da vicino l’andamento del settore e capire in che modo e attraverso quali percorsi formativi è possibile “far confluire” la propria creatività in un bagaglio di competenze tecnico-specialistiche da spendere nel campo del design.

Le aziende del design crescono... 

Ci eravamo lasciati circa un anno fa con i dati della prima edizione del rapporto della Fondazione Symbola sulla Design Economy. Un quadro chiaro e confortante, sia in termini di fatturato che sul piano occupazionale, che ha visto consolidarsi la posizione del Made in Italy nel contesto internazionale.

Oggi ripartiamo da lì, presentando i dati della seconda edizione del rapporto diffuso la scorsa settimana dalla Fondazione Symbola. Quali novità? Nessuna. Ma stavolta si tratta di una risposta dalla fortissima accezione positiva. Perché il comparto del design non mostra battute d’arresto: rilancia e innova nell’alveo delle tradizioni e radici produttive del nostro Paese. Ecco qualche dato: oltre 29.000 imprese di design con un fatturato di 4,3 miliardi di euro (0,3% del Pil) e oltre 48.000 addetti. Dati in evidente crescita soprattutto negli ultimi cinque anni: +1,5% per occupazione e +3,6% per fatturato.

...in Europa l’Italia è stabilmente sul podio

Prima per numero di aziende attive (29.200), seconda per fatturato e terza per numero di addetti e valore aggiunto. L’Italia è il Paese europeo con la più elevata densità imprenditoriale nel settore del design (16,2% delle aziende localizzate nell’Unione Europea), seguita dalla Germania (26.100 imprese, pari al 14,6% del totale) e dalla Francia (25.900 imprese, pari al 14,5%). Una spinta creativa che – pur in un quadro altamente competitivo – non accenna a rallentare.

Il numero di brevetti di design è un ulteriore indicatore che esprime la dinamicità dell’Italia in questo settore. Solo nel 2016, nel nostro Paese, sono stati registrati oltre 10.400 disegni, un dato che posiziona l’Italia sul secondo gradino del podio in Europa (seguiti dalla Germania).

L’Italia è prima per numero di brevetti in 4 categorie:

  • cibo e alimenti
  • articoli di ornamento
  • strumenti musicali
  • loghi

Seconda in altre 8 categorie, tra cui:

  • tessile
  • articoli da viaggio
  • tessili artificiali
  • arredamento
  • articoli per la casa
  • impianti pubblicitari
  • insegne

Terza per brevetti depositati in altre 10 categorie, tra cui orologeria, mezzi di trasporto, macchinari, strumenti fotografici, cinematografici e ottici, stampa e macchine per ufficio.

Dove si concentrano le aziende della design economy?

La maggior parte delle aziende del design è localizzata in poche realtà territoriali. Tradotto in numeri, nel rapporto si evidenzia come il 60% delle imprese è raccolto in sole 20 province: Milano, Torino e Roma sono i territori provinciali in cui si concentra più di un quarto della produzione nazionale (rispettivamente l’11,6%, il 6,6% e il 5,6% delle imprese), con la presenza di aziende che impiegano il 29,3% degli occupati e producono il 34,7% del valore aggiunto.

Oltre alle già citate Milano, Roma e Torino, rientrano nella classifica stilata dalla Fondazione Symbola la provincia di Bologna (quarta posizione con un’incidenza del 2,7%) e a quella di Modena (settima posizione con un’incidenza del 2,4%). Fra le prime venti posizioni è presente in classifica una sola provincia meridionale (Napoli, al sesto posto) e una provincia del Centro Italia (Firenze, quinta). Va sottolineato, inoltre, come le specializzazioni produttive del design trovino “terreno fertile” soprattutto nelle province a forte vocazione per il Made in Italy, dove sono presenti – per intenderci – imprese che operano nei settori delle cosiddette 4A:

  • alimentare e bevande
  • abbigliamento e moda
  • arredamento
  • automazione

Ben cinque delle otto regioni settentrionali (Lombardia, Piemonte, Veneto, Friuli Venezia Giulia ed Emilia-Romagna), con l’aggiunta delle Marche (prima regione per incidenza di addetti nelle imprese del design), offrono un simultaneo vantaggio relativamente al Made in Italy e alle attività del design.

Giovani designer crescono... e si formano

Il quadro che emerge dal rapporto ci pone dinanzi a un sistema molto competitivo, in Italia e in Europa, che continua non solo ad attrarre talenti da diversi paesi del mondo ma vanta un forte appeal tra giovani studenti sempre più interessati alle opportunità di inserimento occupazionale offerte dal settore. Nel 2016 si sono diplomati presso le 59 realtà (scuole, università e accademie) che rilasciano titoli di studio in discipline del design, 7.094 giovani designer, +9% rispetto al 2014, concentrati soprattutto in Lombardia, Piemonte e Lazio, che insieme formano più dei due terzi del totale dei designer italiani.

E questo grazie a un’ampia rete di istituti di formazione, radicata su tutto il territorio nazionale che, oltre ad attrarre studenti da tutto il mondo, “diploma” designer pronti a mettere in pratica (e arricchire con esperienze dirette) quanto appreso durante il proprio percorso di studi.

 

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