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Cosa sono, cosa fanno e quali sono i principali sindacati in Italia

25
mar
2021

In occasione di uno sciopero, di una manifestazione per i diritti dei lavoratori o anche nel caso di una grossa crisi aziendale, capita che nel dibattito pubblico vengano chiamati in causa i sindacati. È accaduto, per esempio, lo scorso febbraio, quando il presidente incaricato Draghi ha consultato le cosiddette parti sociali, ossia i rappresentanti, le delegazioni e i sindacati, appunto, delle associazioni di categoria e dei lavoratori.

I sindacati sono infatti uno dei principali interlocutori delle istituzioni in sede di negoziazione e concertazione delle politiche del lavoro, oltre a svolgere un ruolo cruciale per la salvaguardia dei diritti dei lavoratori, rappresentandoli nei confronti delle aziende.

Ma cosa sono i sindacati? Quali sono i principali sindacati italiani? Che cosa sono la CGIL, la CISL e la UIL? Prima di rispondere a tali domande occorrerà un breve excursus storico per inquadrare questo particolare e importante attore del mondo del lavoro.

I sindacati: una breve storia

Le prime organizzazioni assimilabili ai sindacati furono le trade unions britanniche, nate in piena Rivoluzione industriale con lo scopo di rendere più sopportabili le condizioni di vita dei lavoratori nelle fabbriche.

In Italia gli antesignani dei sindacati si ebbero con le Leghe di resistenza, protagoniste di numerosi e importanti scioperi negli ultimi decenni del XIX secolo, e con le Camere del lavoro, destinate a rappresentare organismi centrali e specifici del movimento sindacale.

Nel 1906 nacque la Confederazione generale del lavoro (CGL), che ambiva a rappresentare tutte le forze operaie. Fu sciolta nel ventennio fascista e sostituita col sindacato corporativo, unico per tutte le categorie di lavoratori.

Nel secondo dopoguerra si sancisce il ritorno al sindacalismo collettivo, con la ricostituzione della CGL (ora CGIL), cui seguirono la fondazione della UIL, della CISL e della CISNAL, oggi UGL.

Lo Statuto dei lavoratori, una delle principali normative in tema di diritto del lavoro in Italia, fu approvato nel 1970 proprio su impulso dei sindacati in una stagione di forti riforme sociali e rimane tuttora un punto di riferimento sia per quanto riguarda i diritti dei lavoratori che per le organizzazioni sindacali.

Che cosa sono i sindacati

I sindacati sono associazioni volontarie volte alla tutela degli interessi professionali di una categoria di lavoratori o di datori di lavoro (in questo caso vengono chiamate organizzazioni datoriali). 

Dal punto di vista giuridico, i sindacati sono associazioni non riconosciute, e cioè enti di fatto, liberi di agire e di organizzarsi come meglio ritengono.

L’Articolo 39 della Costituzione sancisce la libertà dell’organizzazione sindacale, cui non può essere imposto altro obbligo se non la “registrazione” e la facoltà dei sindacati di “stipulare contratti collettivi di lavoro con efficacia obbligatoria per tutti gli appartenenti alle categorie alle quali il contratto si riferisce”. 

Uno dei ruoli più importanti del sindacato è proprio quello di siglare i contratti collettivi, cioè degli accordi vincolanti attraverso i quali si regolamentano vari aspetti del rapporto di lavoro (salario, ferie, orario di lavoro, sicurezza sul lavoro, possibilità di effettuare assemblee), validi per tutti lavoratori della categoria rappresentata.

Tra gli strumenti che un sindacato può impiegare per far valere le ragioni della categoria rappresentata c’è lo sciopero, una sospensione coordinata del lavoro al fine di ottenere dalla controparte il riconoscimento delle proprie rivendicazioni, per esempio in merito ai compensi, alle condizioni di lavoro o al rinnovo dei contratti collettivi di un settore.

Inoltre, i sindacati:

  • controllano che le aziende agiscano le normative dettate per lo svolgimento delle proprie attività e i diritti dei lavoratori;
  • offrono consulenza ai lavoratori nelle controversie di lavoro; 
  • prestano assistenza in caso di licenziamento o di provvedimenti disciplinari;
  • supportano i lavoratori in materia previdenziale, assistenziale, fiscale e tributaria;
  • organizzano corsi di formazione e di orientamento per i lavoratori disoccupati e in materia di diritto del lavoro; 
  • svolgono mansioni amministrative come il controllo dei documenti e delle buste paga.

La struttura sindacale si sostiene attraverso delle quote che vengono trattenute dal compenso dei lavoratori associati e versate per conto loro dall’azienda, cui può aggiungersi una quota d’iscrizione.

Quali sono i principali sindacati in Italia

In seguito alle prime scissioni della CGIL unitaria nel 1948, da cui nacquero la CISL e la UIL, le sigle sindacali italiane si sono moltiplicate, al punto che oggi se ne possono contare centinaia. 

L’organizzazione di queste strutture può variare moltissimo e seguire criteri di dimensione, tipologia, settore o territorio geografico. 

I principali sindacati italiani sono i cosiddetti sindacati confederali, che si propongono come rappresentativi di tutte le componenti lavorative:  

  • CGIL (Confederazione generale italiana lavoratori): è la più antica e maggiormente rappresentativa associazione sindacale italiana. Conta 5 milioni di iscritti e prevede una doppia struttura: verticale, costituita dalle Federazioni di categoria, e orizzontale, che opera attraverso le Camere del lavoro.
  • CISL (Confederazione italiana sindacato dei lavoratori): è una confederazione autonoma fondata nel 1950 a Roma, a seguito dell’unificazione della Libera confederazione generale italiana lavoratori e della Federazione italiana lavoro. Presente in tutta Italia con oltre 4 milioni e mezzo di iscritti, si ispira ai valori del cattolicesimo democratico e del riformismo laico. Ha una duplice struttura organizzativa, verticale e orizzontale, articolata su vari livelli territoriali.
  • UIL (Unione italiana lavoratori): è un’organizzazione sindacale di area laico-riformista. Nata a Roma nel 1950, la UIL è presente sull’intero territorio nazionale e la sua attività si svolge in 6 distinte categorie: industria, agricoltura, servizi, lavoratori atipici, pensionati, trasporti e pubbliche amministrazioni. 

Accanto a queste operano l’UGL (Unione generale del lavoro), erede della CISNAL, che associa pensionati e lavoratori senza distinzioni settoriali, e tante altre realtà più o meno grandi, che talvolta operano radunate sotto una sigla comune, come nel caso dell'FSI (Federazione dei sindacati indipendenti), oppure in autonomia, come la CISAL (Confederazione italiana sindacati autonomi lavoratori), i COBAS (Confederazione dei comitati di base) e l’USB (Unione sindacale di base), solo per citarne alcuni tra i più noti.

 

Ettore Bellavia

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