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Le competenze del Manager del futuro

05
mar
2021

Ormai gran parte delle aziende ha compreso che uno degli ingredienti fondamentali per il successo è investire nel capitale umano. Dai collaboratori ai dipendenti, dai professionisti senior a quelli junior, prestare attenzione alle esigenze e alla formazione di tutto l’organigramma aziendale rappresenta ad oggi una scelta ottimale per le imprese di ogni settore. Ma se spesso si indagano le qualità apprezzabili nei profili junior, più raramente si parla delle caratteristiche e competenze che deve avere un buon Manager.

Proprio su questo argomento ragiona invece uno studio dell’Osservatorio 4. Manager, che in collaborazione con Confindustria e Federmanager ha pubblicato la ricerca Capitale Manageriale e Strumenti per lo Sviluppo in Europa al fine di individuare le skills economiche e sociali necessarie per i Manager del futuro.

La figura del Manager in Europa

Per avere un quadro complessivo, bisogna considerare che secondo la classifica ISCO-08 (International Standard Classification of Occupations), il totale dei Manager in Europa nel 2019 corrispondeva approssimativamente a 13,6 milioni di unità (circa il 6% degli occupati nei 28 Stati membri dell’UE).

Allo stato attuale, i dati sull’andamento della popolazione manageriale in Europa non sono confortanti. La ricerca dell’Osservatorio 4. Manager, infatti, pone l’accento sulle percentuali del tasso di occupazione a livello internazionale: se quella generale aumenta dal 2005 al 2019 del 9%, quella specifica che riguarda esclusivamente i Manager diminuisce di circa il 20%. È evidente, quindi, che per stare al passo con il mercato del lavoro e le esigenze delle aziende, anche i profili dirigenziali devono aprirsi alla novità e mettersi in discussione.

Il Quadro europeo di riferimento delle competenze chiave definisce una serie di conoscenze, abilità e atteggiamenti, tutti di pari importanza per un Manager:

  • competenza alfabetica funzionale;
  • competenza multilinguistica;
  • competenza matematica e competenza in Scienze, Tecnologie e Ingegneria;
  • competenza digitale;
  • competenza personale, sociale e capacità di imparare a imparare;
  • competenza in materia di cittadinanza;
  • competenza imprenditoriale;
  • competenza in materia di consapevolezza ed espressione culturali.

Per quanto queste risultino sempre valide, ad oggi appaiono necessarie definizioni meno rigide e più fluide che possano tenere conto della dinamicità del mondo che ci circonda e dell’impatto sociale delle aziende.

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Le competenze dei manager del futuro

Quali sono, quindi, le competenze manageriali del futuro? Dai dati analizzati a livello europeo, si avverte l’esigenza di passare da skills settoriali e statiche a conoscenze legate all’innovazione, alla sostenibilità e alla tecnologia: solo incentivando l’interdisciplinarità sarà possibile sfruttare le potenzialità della trasformazione in atto. Subentra, dunque, il concetto di strategic e innovation skills, per indicare quelle abilità fondamentali che dovrà possedere chi ricopre un ruolo dirigenziale in un’azienda.

Il Centro europeo per lo Sviluppo della formazione professionale (Cedefop) nello studio Skills Forecast: Trends and Challenges to 2030 (Competenze europee del Cedefop fino al 2030) ha individuato queste come competenze che dovrà avere il manager europeo:

  • capacità di adeguamento e anticipazione dei cambiamenti nell’economia e nella società attraverso la formazione continua per tutta la vita;
  • maggiore autonomia, conseguente al minore svolgimento di attività di routine;
  • saper ideare e gestire le dinamiche relative al cosiddetto age management e alle differenze di genere;
  • competenze ICT e tecnologiche che incentivino il passaggio alla digitalizzazione di numerosi processi;
  • capacità di motivare e comunicare a tutti i livelli;
  • dedicarsi alla cura dell’ambiente di lavoro;
  • orientamento al cambiamento e al miglioramento.

Come possiamo notare, molte delle abilità tra quelle elencate appartengono alla sfera delle competenze definite soft. Alla base del nuovo modello manageriale, infatti, c’è la convinzione che le soft skills possano rappresentare una base di partenza più solida delle competenze tecniche (hard skills), che si acquisiscono con più facilità.

Scarica il rapporto completo

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