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Come scrivere il curriculum vitae

26
giu
2020

Avete deciso di iniziare il vostro cammino nel mondo del lavoro e per questo c’è una cosa che dovete assolutamente scrivere prima di iniziare a inoltrare le vostre candidature per le posizioni che vi interessano: il curriculum vitae. Scrivere il curriculum vitae può sembrare un’impresa complicata e spesso il foglio bianco da cui iniziare la compilazione può generare paura e confusione. Tuttavia fare il curriculum è il passo fondamentale da compiere per sintetizzare in un documento di facile consultazione tutte le conoscenze, le abilità, le esperienze, le soft skills che vi contraddistinguono.

Come scrivere il curriculum vitae

Con il nostro articolo di oggi scopriremo come fare per scrivere un buon cv che vi permetta di presentarvi al mondo del lavoro in maniera adeguata e senza il rischio di cadere in approssimazioni ed errori.

Prima di entrare nel dettaglio delle sezioni, vi invitiamo a prendere in considerazione il template che utilizzerete per il vostro cv: per le candidature spontanee o per le posizioni aperte nelle pagine aziendali potete usare un template di vostro gusto e il più possibile personalizzato e creativo. Createne però anche una versione in formato Europass: se è esplicitamente richiesto, è buona norma mandare il proprio cv nel formato adatto.

I dati anagrafici e di privacy di un cv

La prima sezione che affrontiamo è quella dedicata ai dati anagrafici e di privacy di un cv. Oltre a nome, cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di domicilio (se diverso dalla residenza indicate solo questo), è fondamentale inserire i riferimenti a cui poter essere contattati. Inserite allora l'indirizzo e-mail e il numero di telefono sul quale siete più raggiungibili.

Un piccolo consiglio riguardo l'email: create un indirizzo di posta elettronica che sia quanto più professionale possibile, magari con il proposito di usarlo esclusivamente per le comunicazioni riguardanti il lavoro, evitando di usare indirizzi con nomignoli e nickname scherzosi e creando un account del tipo nome.cognome@mail.it.

Per quanto riguarda la fotografia, questa non è obbligatoria per tutte le categorie professionali ma è fortemente consigliata per altre (il settore retail, ad esempio). Se volete inserirla, scegliete un formato foto tessera e abbiate cura all’aspetto, rispettando lo stesso principio espresso per l’email: puntate alla professionalità.

Infine, come abbiamo scritto nel nostro articolo dedicato all’anagrafica di un cv, non dimenticate di inserire l’informativa sulla privacy e sul GDPR: spesso la loro assenza è motivo di esclusione del proprietario del cv dalle selezioni.

Le esperienze formative in un cv

La seconda sezione su cui vogliamo porre attenzione è quella dedicata alle esperienze formative. In un cv è importante mettere in rilievo la propria formazione, di qualunque livello essa sia. Per questo, generalmente, in un curriculum vitae efficace sono presenti una o più di queste sezioni:

  • diploma o diplomi;
  • laurea o lauree;
  • formazione post-laurea;
  • altri attestati (corsi di formazione, specializzazione, master etc.);
  • tirocini e stage formativi.

Queste informazioni vanno inserire nel foglio in senso cronologico inverso, ovvero dalla data più recente a quella meno recente, partendo dall'alto e andando verso il basso. Fino a che non si raggiunge una rilevante esperienza professionale (almeno 5 anni di lavoro), è opportuno anteporre la sezione dedicata alla formazione rispetto a quella (trattata in un nostro articolo in maniera diffusa) riguardante l’ambito lavorativo. Quando si consegue una laurea magistrale, il dottorato di ricerca o un altro tipo di formazione post-laurea è meglio eliminare l’indicazione della scuola secondaria.

LEGGI ANCHE: Ecco la nostra guida alla scrittura della mail perfetta

Le esperienze lavorative e professionali in un cv

La terza sessione a cui ci dedichiamo è quella delle esperienze lavorative e professionali da inserire in un cv. Con esperienze lavorative identifichiamo tutte le esperienze di lavoro così divise:

  • se durature, corredate da una descrizione accurata delle mansioni svolte;
  • se brevi o saltuarie, descritte nella loro caratteristica professionalizzante;
  • svolte all’estero.

Così come per il percorso formativo, che abbiamo ampiamente trattato in questo nostro articolo, anche le esperienze di lavoro di un buon curriculum vitae vanno inserire in senso cronologico inverso. Per ogni esperienza non dimenticate di indicare:

  • la data di inizio e di fine del rapporto di lavoro (scrivere "in corso" se è la posizione lavorativa attuale);
  • il settore di attività dell’azienda o del lavoro autonomo che svolgete o avete svolto;
  • il ruolo ricoperto nell’organizzazione aziendale;
  • le mansioni principali (in questo caso evitate di dilungarvi troppo con discorsi articolati e prediligete un elenco puntato che mostri le attività più caratterizzanti);
  • il nome dell'azienda.

Le competenze tecniche di un cv

Vediamo, infine, l’ultima sezione, quella dedicata alle competenze tecniche di un cv. Pe scrivere un buon curriculum vitae è importante non dimenticare di concludere la propria presentazione puntando sulle competenze tecniche, informatiche, linguistiche e relazionali.

Le proprie competenze tecniche rappresentano senza alcun dubbio il cuore di un curriculum vitae ben realizzato. Per questo motivo siate sempre molto precisi nell’indicarle, entrando anche nel dettaglio di programmi o tool specifici che padroneggiate. Ovviamente in media stat virtus, cioè non eccedete né lesinando i contenuti né abbondando con lunghissimi elenchi: ricordate infatti che per sapere come strutturare un cv efficace bisogna tenere a mente la regola aurea di non superare le 2 pagine complessive; meglio ancora se una sola! (Anche se vi sono dei profili professionali che possono tranquillamente derogare a questa regola, si pensi per esempio agli accademici, che nel cv devono inserire l'elenco, a volte anche lungo, delle proprie pubblicazioni).

Fate attenzione quando indicate le competenze linguistiche: sappiamo che è importante conoscere diverse lingue per avere un profilo appetibile per i recruiter delle aziende, ma indicatele tutte con onestà. Non ha senso inserire la lingua di cui conoscete un vocabolario minimo usato durante una vacanza, ma puntate sulle lingue che conoscere a un buon livello (magari certificato da un esame riconosciuto) e usate il quadro comune europeo di riferimento per la conoscenza delle lingue (QCER) per indicarne il livello.

Se avete altre curiosità su questa sezione del cv, potete approfondire nel nostro articolo dedicato.

 

Federica Privitera

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