Home wecanjob.it
Orientamento formazione e lavoro: il portale itali

Come sarà il lavoro nel futuro? Robot, innovazione e allarme sociale: ecco le prospettive

15
nov
2018

Il progresso tecnologico ha già automatizzato molti aspetti delle nostre vite. Dalla comunicazione alla gestione del lavoro, dalla mobilità alla produzione industriale. È inevitabile che anche il mercato del lavoro vada nella direzione di un progressivo stravolgimento di alcune figure professionali, con diversi gradi di margine. Un esempio significativo, e ai limiti della fantascienza, è il recente lancio del primo anchorman robot, a mezzo busto, sviluppato dall’Agenzia Nuova Cina. Ha lineamenti asiatici ed è programmato per leggere in autonomia, 24 ore su 24, notizie scritte da giornalisti in carne e ossa. La sua creazione ci riporta con la mente a capolavori della distopia fantascientifica come Blade Runner o L’Uomo bicentenario, fino ad ora relegati alla finzione cinematografica e letteraria.

LEGGI ANCHE: Boom di offerte di lavoro nell'e-commerce! Tutte le novità del giovane settore

Ma, fuori dagli schermi, il tema è oggi cruciale, specialmente nel clima di ripensamento dei modelli di welfare che contraddistingue la nostra stretta attualità. Quali sono le reali implicazioni dello sviluppo tecnologico sul mercato del lavoro? Quali potrebbero essere le figure professionali destinate a scomparire e quali, invece, quelle che prenderanno campo interessando i giovani studenti di oggi?

Fare una previsione oggi è difficile, ma il recente rapporto stilato nell’ambito del Progetto Excelsior, dal titolo Previsione dei fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a medio termine (2018-2022), prova a dare alcune risposte a questa importante e non abbastanza dibattuta tematica.

Come cambierà il lavoro nel futuro?

È importante, innanzitutto, evidenziare per grandi dimensioni gli aspetti del lavoro sui quali lo sviluppo tecnologico è destinato a incidere. Lo studio citato rileva 3 grandi livelli, che ci aiutano a individuare le dimensioni del problema:

  • Trasformazione dei lavori esistenti. Molte mansioni stanno progressivamente andando incontro alla necessità di professionalità più elevate, proprio a causa dell’incremento delle difficoltà nell’utilizzo di sistemi sempre più complessi. Si pensi a un esempio molto comune: gli addetti all’inserimento dei dati. 5 anni fa la percentuale di aziende che richiedeva personale laureato per questa mansione era appena del 5%. Oggi siamo saliti al 12%. Si può immaginare che in futuro le competenze richieste per tale genere di lavoro continueranno a crescere e, contestualmente, anche la maggiore selettività delle ricerche aziendali.
  • Creazione di nuovi posti di lavoro. Uno studio risalente al 2016 del World Economic Forum ha fatto una previsione significativa: sembra che il 65% dei bambini che oggi frequentano la scuola primaria svolgerà un lavoro che ancora non esiste. Ci si riferisce soprattutto a tutto il mondo delle nuove professioni legate ai social media, all’utilizzo dei big data e alla cybersecurity. Pensateci: da quanto tempo esiste la figura professionale del Social media manager? Solo da pochi anni. Eppure adesso è una delle più importanti per ogni tipo di realtà imprenditoriale e non, compresa la gestione della comunicazione pubblica e politica. È facile supporre che, in questo campo, siano ancora molte le sorprese che ci aspettano.
  • Distruzione dei posti di lavoro. La nota dolente, e più sfumata: molte delle competenze che adesso sono cruciali nello svolgimento di lavori di vario genere potrebbero presto non essere più richieste. Per quanto, spesso, il tema sia dibattuto a livello politico in modo allarmistico, è necessario porre attenzione alla questione, per non farci cogliere impreparati. Un ragazzo di 20-30 anni che oggi comincia a sviluppare la propria professionalità, investendoci tempo e denaro, non può rischiare di rimanere per strada fra qualche anno, nel mezzo della propria carriera.

Considerato il quadro nell'insieme, esistono tuttavia alcune professioni naturalmente più esposte al rischio dell'automazione, e altre che, invece, restano ancora insostituibili anche nel più avanzato stato del progresso tecnologico.

Automazione: chi può stare tranquillo…

Nello studio The Future of Employment del 2017, realizzato da Carl Benedikt Frey e Michael A. Osborne per l’Università di Oxford, si cerca di stabilire alcuni criteri per rilevare quali sono le professioni più a rischio. Il discrimine è il vincolo all’automazione, cioè il grado di necessità di una mano o di un cervello umani nello svolgimento del mestiere, in naturale contrasto con l’attività di una macchina. Si individuano, anche qui, 3 principali abilità per le quali l’umano, per adesso, può stare tranquillo:

  • Destrezza manuale (ovvero la capacità di manipolare oggetti in modo singolare e non automatico)
  • Intelligenza creativa (valida per tutte le professioni dell’arte e della creatività, nelle quali la macchina è, per nostra fortuna, nettamente sfavorita)
  • Intelligenza sociale (ovvero l’umanissima capacità di interazione, negoziazione e persuasione)

…e chi non troppo

Per tutti gli altri mestieri, il rischio di sostituzione o integrazione con le funzioni di una macchina è potenzialmente molto alto. Frey e Osborne valutano che addirittura il 47% delle professioni negli Stati Uniti è destinato a essere automatizzato, individuando in 702 professioni le criticità più alte. Sono tutti quei profili lavorativi per i quali è necessario un tipo di competenze genericamente inquadrate come medium skills: i più colpiti, come si può immaginare, sono gli Impiegati, ma anche gli Agricoltori, gli Operai e gli Addetti ai trasporti. Per l’Italia, la situazione non è molto diversa. Ecco alcuni esempi, provenienti dalle rilevazioni ISTAT, delle professioni a maggior rischio di automazione, con l’indicazione dello stock di occupati nel quinquennio 2018-2022 e il relativo fabbisogno previsto per lo stesso arco temporale:

Impiegati (segreteria e uffici, gestione di documenti, contabilità, assistenza ai clienti)

  • Stock di occupati: 2.726.000
  • Fabbisogno: 228.000

Artigiani e Operai metalmeccanici specializzati

  • Stock di occupati: 1.122.000
  • Fabbisogno: 102.000

Agricoltori e Operai specializzati in Agricoltura e Zootecnica

  • Stock di occupati: 72.000
  • Fabbisogno: 14.000

Servizi di trasporto, logistica e magazzinaggio

  • Stock di occupati: 723.000
  • Fabbisogno: 54.000

Considerando tutte le professioni, fatta eccezione per le Forze Armate e la Pubblica Amministrazione, il dato che emerge è più che preoccupante: dei 22.527.000 occupati in Italia, sembra che nei prossimi 5 anni ne sarebbero in realtà necessari soltanto 2.566.000.

LEGGI ANCHE: I motivi validi per cambiare lavoro (e qualche consiglio se decidi di farlo)

Questo è un problema che la politica e la società dovranno presto affrontare, cercando di salvaguardare non solo il posto, ma anche la dignità professionale di tutti coloro che hanno imparato a svolgere il proprio mestiere, rendendolo il perno del proprio progetto di vita. Ma, inevitabilmente, lo sguardo cade anche sulle professioni del futuro. Su WeCanJob parliamo spesso di offerte lavorative per esperti informatici e tecnologici, e non è un caso. Che le richieste siano in aumento è ormai evidente: le aziende hanno sempre più bisogno di figure professionali con spiccate digital skills.

I tempi di un mondo alla Blade Runner sono ancora lontani. Ma l’automazione del lavoro è già in atto, e si dovrà presto pensare a come integrare il progresso tecnologico con le esigenze del lavoro, sì, ma soprattutto dei lavoratori, senza lasciare indietro nessuno.


La redazione di WeCanBlog

Utility WeCanJob
Profili professionali
» commenti inseriti : 0
Inserisci un commento:
Non sei autorizzato ad inserire commenti sul blog.

Ultimi 30 commenti
Non ci sono commenti
Tutti i contenuti editoriali contenuti e pubblicati sul sito wecanjob.it sono stati registrati e sono protetti dalle leggi in materia di proprietà industriale e/o intellettuale. Leggi ancora...
- Inizio della pagina -
NEWSLETTER
TROVACI SU
2015 WeCanJob S.r.L., Via Torelli n. 22, CAP 71100 – FG, Partita IVA 04016220719
Qualunque utilizzo è vietato se non autorizzato
0
Il progetto WeCanJob.it è sviluppato con il CMS ISWEB® di Internet Soluzioni Srl www.internetsoluzioni.it