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Come diventare Scrittore

12
nov
2020

Oggi parliamo di una delle tematiche che affascinano e incuriosiscono da sempre tutti gli appassionati di letteratura: come diventare uno Scrittore o una Scrittrice. Se siete lettori e aspiranti scrittori, vi sarà capitato spesso di chiedervi come si diventa un bravo Scrittore e come capire se si ha talento nella scrittura. Tuttavia, “Il talento da solo”, come scriveva Ralph Waldo Emerson, “non può fare lo scrittore. Ci deve essere un uomo dietro al libro” (o una donna, ovviamente). Ma è davvero così? In questo articolo cercheremo di rispondere a tale quesito e parleremo dello Scrittore di libri, approfondendo cosa fa e quanto guadagna e indicando alcune soluzioni su come pubblicare un libro e affacciarsi così nel mondo dell’editoria. 

Cosa fa uno Scrittore e quanto guadagna

Partiamo innanzitutto facendo chiarezza su chi è, cosa fa e quanto guadagna uno Scrittore di libri. Lo Scrittore è colui che, mosso da un intento artistico, si dedica all’attività letteraria scrivendo testi e opere di vario genere che vengono poi pubblicati. È un professionista che affianca al talento per la scrittura anni di studio, letture e ricerca di un proprio stile. In Italia vengono pubblicati ogni anno tantissimi libri e questo ci dimostra quanto sia ambita e amata la professione dello Scrittore nel nostro Paese. Tuttavia, il guadagno che segue la pubblicazione di un testo non coincide quasi mai con le aspettative dell’autore, ma dipende sempre dalle sue vendite: più copie saranno vendute e maggiore sarà la possibilità di ricavo dello Scrittore. E su ogni copia venduta solo una piccola percentuale spetta all’autore del libro (soprattutto se si tratta di autori alle prime armi o poco noti al pubblico). Sono dunque pochi gli Scrittori che possono sostenersi economicamente con il solo guadagno derivante da questa professione e dai contratti editoriali.

Cosa si deve studiare per diventare uno Scrittore?

Molti si saranno chiesti: Cosa si deve studiare per diventare uno Scrittore o una Scrittrice? La risposta a questa domanda non può essere univoca, definitiva e certa. Sicuramente una formazione classica e linguistica, molte letture, ma anche esperienze di vita personali, sono elementi che aiuteranno chiunque voglia entrare nel mondo della scrittura.

Ma non esistono dei veri e propri studi per questa professione, tuttavia, sono molti i corsi di scrittura ai quali gli aspiranti Scrittori possono partecipare per avvicinarsi al mestiere e capire se si ha davvero talento. Solitamente questi corsi si svolgono presso:

  • scuole private;
  • agenzie letterarie; 
  • associazioni culturali. 

Le lezioni, oggi sia in presenza che online, forniscono agli aspiranti Scrittori:

  • conoscenze letterarie;
  • nozioni teoriche di scrittura; 
  • indicazioni per trovare la propria voce; 
  • indicazioni su come stimolare fantasia e creatività. 

I corsi si articolano solitamente in scrittura base, intermedia e avanzata, ma si suddividono anche per genere letterario e target (si pensi ad esempio ai corsi di scrittura sportiva o alla letteratura per ragazzi).

Un'Università per diventare Scrittori e Scrittrici, invece, pare che non sia stata ancora inventata: non vi è nessun corso universitario specifico per accedere alla professione, anche se alcune scuole private che si occupano di scrittura hanno attivato dei corsi annuali quasi di tipo accademico.

Come diventare Scrittore: proporre un manoscritto a una casa editrice

Il sogno di ogni Scrittore e Scrittrice è quello di scorgere la propria opera sugli scaffali di una libreria e in mano a un vasto pubblico di lettori. Per far sì che ciò accada bisogna che lo Scrittore sia a conoscenza di come pubblicare un libro. La pubblicazione di un libro può avvenire in diversi modi, anche se la pratica più diffusa prevede l’invio del manoscritto (cartaceo o via e-mail) alla redazione di una casa editrice. Molto spesso, però, a causa della quantità di materiale che giunge presso le redazioni, sono molti i manoscritti che non ricevono risposta. Quali potrebbero essere, allora, i consigli per contattare una casa editrice? Tra le raccomandazioni più importanti troviamo sicuramente: 

  • selezionare con criterio le case editrici che potrebbero essere interessate al lavoro proposto (non scegliere a caso ma verificare, per esempio, che il catalogo dei libri pubblicati sia in linea con quello proposto); 
  • inviare tramite e-mail materiale formalmente corretto, privo di refusi e altri errori, preceduto possibilmente da una sinossi che ne descriva il contenuto e da una lettera di presentazione; 
  • partecipare a eventi e fiere letterarie (occasione preziosa per venire a contatto con una realtà editoriale, avendo così la possibilità di lasciare il proprio manoscritto di persona);
  • recarsi presso un’agenzia letteraria e decidere di farsi rappresentare come autore.

Non è da escludere, inoltre, la decisione di partecipare a un concorso letterario: potrà dare allo Scrittore l’opportunità di farsi giudicare da esperti in ambito editoriale, farsi conoscere dal pubblico e ricevere perfino un premio o una proposta di pubblicazione. In alternativa, lo Scrittore può decidere di fare ricorso al self-publishing (pratica non sempre consigliabile) oppure di inviare i propri manoscritti a riviste letterarie cartacee e online (pratica, invece, generalmente consigliabile).

Vi è poi il caso dell’editoria a pagamento (cosiddetta EAP): molte case editrici, infatti, chiedono agli Autori di “investire” sulla loro opera, pagando di tasca propria la pubblicazione dei libri o acquistandone centinaia di copie da vendere o distribuire personalmente. In questi casi, generalmente, le case editrici accettano qualsiasi manoscritto senza passare attraverso alcuna valutazione di criteri qualitativi: per loro il guadagno avviene a spese dell’Autore, non dei lettori/acquirenti. Ebbene: pubblicare con l’editoria a pagamento, benché sia una pratica piuttosto comune, è sempre sconsigliabile.

 

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Monica Velli

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