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Come diventare Rider e lavorare nel Food delivery

22
dic
2020

Negli ultimi anni il settore del food delivery ha vissuto una crescita esponenziale, con l’entrata in gioco di nuovi attori e modalità di lavoro. Il fenomeno è strettamente legato all’incremento costante nell’uso delle tecnologie e dei pagamenti digitali, ormai entrati a pieno regime tra gli strumenti più utilizzati, anche per le piccole spese e i beni di prima necessità. 

Il proliferare di piattaforme attraverso cui ordinare cibo o altri prodotti a domicilio ha generato una rete capillare di Rider autonomi, ossia fattorini che lavorano su richiesta, in maniera non continuativa e pagati all’ora o per consegna, comunicando con il proprio datore di lavoro attraverso un’applicazione mobile, secondo il modello della cosiddetta Gig economy.

Impieghi di facile e rapido accesso, dunque, perfetti per giovani e studenti e, più in generale, per chi cerca un lavoro flessibile, in cui impegnarsi a seconda della propria disponibilità. Figure professionali che, nell’epoca del Coronavirus e della quarantena, hanno svolto anche un'importante funzione sociale. 

I requisiti per diventare Rider

Ma, allora, quali sono i requisiti per diventare Rider? E quali sono invece le principali app per lavorare come Rider? Ecco una breve guida con tutti i principali consigli per iniziare a lavorare come Rider subito.

Per cominciare a fare il Rider non servono particolari titoli o esperienze pregresse, basta inoltrare la propria candidatura attraverso l’app o il sito della compagnia di food delivery prescelta. Nella maggior parte dei casi sono richiesti soltanto: 

  • la maggiore età;
  • un dispositivo attraverso cui comunicare con la piattaforma;
  • un mezzo, che può essere una semplice bicicletta o un monopattino elettrico, oppure un motorino o un’automobile, che permetta di coprire distanze più ampie e consegne più rapide (nell’ultimo caso sarà richiesta anche la patente di guida).

Molte delle maggiori aziende del settore prevedono un breve corso di inquadramento per i nuovi fattorini, alla fine del quale forniscono un kit per le consegne, che può consistere in: 

  • un box termico catarifrangente per trasportare gli ordini;
  • abbigliamento catarifrangente con il logo della società (portacellulare, pettorina, giubbotto, casco, ecc.).

Tuttavia, il mestiere del Rider implica una serie di competenze che, per quanto non risultino essenziali per iniziare a svolgere questo ruolo, sono molto importanti per lavorare in sicurezza e con una buona produttività. Occorrerà ad esempio:

  • conoscere il codice della strada;
  • avere una buona dimestichezza con le strade della propria città e, all’occorrenza, disporre di una mappa facilmente consultabile;
  • essere puntuali; 
  • godere di una buona prestanza fisica ed essere resistenti allo stress;
  • essere in grado di lavorare per obiettivi, gestendo autonomamente il tempo.

Le principali app per diventare Rider

Se si escludono le aziende che possiedono una squadra di fattorini alle proprie dipendenze, il mercato del food delivery è dominato da poche società, ormai molto celebri, che si occupano di coordinare il ritiro e la consegna degli ordini richiesti dai clienti attraverso Internet, senza quindi partecipare in alcun modo alla preparazione dei prodotti.

Vediamo dunque le principali società che si appoggiano ai Rider autonomi per recapitare cibo a domicilio:

  • Glovo: è una startup spagnola fondata a Barcellona nel 2014. È un servizio di corrieri (i “glovers”) a richiesta che acquista, ritira e consegna i prodotti ordinati tramite l’app. Nel 2018 ha inglobato la sezione italiana di Foodora, altra importante realtà del settore, diventando uno dei principali player nel nostro paese.
  • JustEat: fondata in Danimarca e poi trasferitasi in Inghilterra, la piattaforma consente ai clienti di cercare ristoranti locali da asporto, effettuare ordini e pagare in rete e di scegliere tra le opzioni di ritiro o consegna. Nel 2016 ha inglobato i marchi HelloFood Italia e PizzaBo e dal 2021 procederà ad assumere i corrieri.
  • SocialFood: è stata fondata a Palermo nel 2013 ed è una delle principali società di food delivery attive nel Sud Italia.
  • MyMenu: altra realtà italiana del settore. Attiva soprattutto al Nord e orientata al food delivery di qualità, è stata la prima piattaforma a prevedere pagamenti orari per i suoi fattorini.
  • UberEats: è stata lanciata nel 2014 dalla società madre Uber, specializzata in servizi di trasporto automobilistico privato attraverso un'applicazione mobile.
  • Deliveroo: con sede a Londra, è stata fondata nel 2013 da due imprenditori statunitensi.

LEGGI ANCHE: Come diventare un professionista della vendita in store e a domicilio

 

Ettore Bellavia

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