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Come si diventa Notaio

26
mar
2020

Se hai conseguito una laurea in Giurisprudenza, può esserti venuto in mente di intraprendere la carriera di notarile. Ma come si diventa Notaio? Il percorso da affrontare prima di iniziare a lavorare come notaio è certamente lungo e può spaventare per le diverse fasi in cui è articolata la formazione e la preparazione per accedere alla professione. Con il nostro articolo proveremo a guidarti e a farti capire meglio qual è il percorso formativo adeguato per diventare notaio.

Come diventare notaio?

Essenzialmente come diventare notaio è una strada costituita da 3 tappe fondamentali, che andremo ad analizzare singolarmente

1) Laurea in Giurisprudenza

Come anticipato nell’introduzione, per diventare notaio bisogna possedere una laurea in Giurisprudenza (laurea magistrale LMG/01 o laurea specialistica 22/S in Giurisprudenza o 102/S in Teorie e tecniche della normazione e dell’informazione giuridica o diploma di laurea del vecchio ordinamento in Giurisprudenza) conseguita in un’Università riconosciuta dal MIUR. Non ci sono altri requisiti minimi da conseguire per iniziare il percorso di formazione notarile (come voto minimo di laurea o anni trascorsi fuori corso, per esempio).

2) Pratica notarile

Dopo aver conseguito il titolo di studio, va presentata una domanda di inizio pratica notarile al Consiglio Notarile del Distretto dove si intende svolgere la pratica stessa, corredata del pagamento di una tassa e da una dichiarazione del Notaio presso cui tale pratica verrà svolta. Il periodo di svolgimento deve essere di 18 mesi. Specifichiamo che l'ammissione viene deliberata dal Competente Consiglio Notarile in riunioni periodiche: è importante allora presentare la propria richiesta nei tempi utili.

Quando l’ammissione sarà convalidata, inizia il vero e proprio periodo di pratica nello studio: dei 18 mesi, 12 devono essere effettuati continuativamente dopo il conseguimento della laurea mentre 6 potranno essere svolti già nell'ultimo anno del corso di laurea. Il periodo di pratica si deve comunque completare entro 30 mesi dall'iscrizione; in caso di scadenza del termine, il periodo effettuato prima del conseguimento della laurea non verrà computato ai fini della propria carriera.

La pratica notarile è forse la tappa più importante nell'iter formativo dell’aspirante notaio. Rappresenta, infatti, il momento nel quale si conosce in profondità la professione, la modalità d'esercizio, la struttura e l'organizzazione di uno studio, il rapporto con i colleghi e in ultimo, ma non per importanza, l’essenza deontologica del ruolo.

3) Concorso notarile

Concluso il percorso di pratica, l’aspirante Notaio può partecipare al Concorso notarile che viene bandito (quasi) ogni anno e che si svolge unicamente a Roma. Si può partecipare al concorso purché si termini la pratica notarile entro 45 giorni successivi alla pubblicazione del bando. Gli altri requisiti di partecipazione sono:

  • età massima di 50 anni;
  • cittadinanza italiana;
  • non aver già effettuato 3 precedenti tentativi di superamento del concorso (numero massimo consentito).

La selezione, molto dura e che premia solo 1 candidato ogni 20 in media, è presieduta da una specifica commissione esaminatrice e prevede lo svolgimento di 2 prove:

  • 1 prova scritta: 3 prove teorico-pratiche sulla redazione di 1 atto di ultima volontà (atto mortis causa) e 2 atti tra vivi. Ognuna delle 3 prove scritte dà luogo a un punteggio espresso in cinquantesimi (punteggio minimo complessivo per superare la prova è 105/150). Poiché è stato calcolato che supera la prova un numero di candidati molto simile al numero dei posti messi a bando, questa è sicuramente la fase della selezione più dura dell'iter concorsuale;
  • 1 prova orale: su materie quali Diritto civile, commerciale e volontaria giurisdizione, disposizioni sull’ordinamento del Notariato e degli archivi notarili; disposizioni concernenti le imposte indirette.

A chi supera entrambe le prove, ormai un Notaio a tutti gli effetti, viene assegnata la sede presso la quale è tenuto ad avviare uno studio entro 3 mesi.

Cosa fa il notaio?

Se stai leggendo questo articolo, sicuramente decidi ricoprire questo prestigioso ruolo professionale; ma sai esattamente cosa fa il notaio?

Il notaio è un pubblico ufficiale, previsto dal nostro diritto, che ha il compito di autenticare e garantire la validità giuridica degli atti stipulati tra vivi e dei testamenti di ultime volontà, attribuendogli pubblico valore. Inoltre, il notaio ha il dovere di conservare gli atti in apposito deposito e, su richiesta, rilasciare certificati, copie ed estratti.

Compito principale del notaio è, quindi, quello di redigere atti notarili e attribuire pubblica fede a quanto scritto. Gli atti notarili hanno efficacia legale: quello che il Notaio dichiara negli atti pubblici ha valore probatorio in sede di giudizio.

La legge italiana prevede l'obbligo di redigere atti notarili (rilevanti dal punto di vista economico-sociale, dell'interesse pubblico e degli effetti legali) come:

  • atti di compravendita immobiliare (ad esempio quando si compra una casa);
  • mutui e ipoteche (nel caso in cui si stipuli un prestito con una banca);
  • atti di diritto societario e commerciale (quando si costituisce una nuova società);
  • testamenti, donazioni, successioni;
  • atti per la costituzione di associazioni, ONLUS, etc.

L'atto notarile assicura la validità e la legalità dei contratti stipulati e delle scritture private. Se previsto dalla legge, il notaio si occupa anche della trascrizione, registrazione e del deposito dell'atto notarile in pubblici registri (come il registro delle imprese o pubblici registri immobiliari).

Inoltre, il Notaio ha compiti di natura fiscale: deve riscuotere per conto dello Stato le imposte collegate agli atti rogati o autenticati ed effettuare controlli anti-riciclaggio, segnalando eventuali operazioni sospette

Oltre ad essere un pubblico ufficiale, il notaio è essenzialmente un libero professionista che può svolgere attività di consulenza autonoma ai clienti, come pareri preventivi su atti e contratti da stipulare in futuro come compromessi, contratti preliminari, testamenti e redazione di scritture private.

Quanto guadagna il notaio?

Abbiamo visto quanto sia lungo e faticoso il percorso per diventare Notaio. In effetti, proprio per questa ragione, molti laureati in Giurisprudenza rinunciano a questa carriera. Se solo sapessero quanto guadagna il Notaio, probabilmente cambierebbero idea: è stato stimato infatti che un Notaio non guadagna meno di 60.000 euro ogni anno e che il valore medio si attesa in Italia sui 200.000 euro annui.

Stiamo parlando, quindi, di una delle categorie professionali che guadagna di più nel nostro Paese: uno stipendio mensile di 30.000 euro (e stiamo parlando di dati approssimativi, perché l’onorario è strettamente legato all’importanza dell’atto stipulato, si pensi alle costituzioni di grandi società) corrisponde al reddito che mediamente un lavoratore percepisce in un anno!

Una grande fatica, quindi, quella per diventare Notaio, ripagata da un prestigio sociale ed economico di indubbia natura.

 


Federica Privitera

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