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Come si diventa Magistrato

09
apr
2020

In questo articolo scopriremo come diventare Magistrato. Parleremo cioè del percorso formativo e concorsuale per ricoprire questo ruolo professionale così importante per il nostro ordinamento giuridico. La professione di Magistrato: un profilo particolarmente ambito da molti giovani appassionati di diritto e studiosi della Costituzione italiana che, data la sua importanza, è frutto di un lungo percorso preparatorio.

Come si diventa Magistrato

Di certo per molti è chiara l'importanza della figura del Magistrato, ma non tutti sanno come si diventa magistrato. Diamone, intanto, una definizione: con Magistrato intendiamo un funzionario pubblico con poteri di tipo giudiziario. Ciò significa che esso esercita la funzione giurisdizionale sulle controversie di tipo civile, amministrativo, pecuniario o penale.

La laurea in Giurisprudenza

Cominciamo con lo specificare che la base di partenza per iniziare il lungo cammino verso la Magistratura è la laurea magistrale in Giurisprudenza (LMG-01 o titoli equipollenti) in un'Università italiana regolarmente riconosciuta dal MIUR. Non è richiesta una votazione minima per poter iniziare il cammino verso la professione di Magistrato, tuttavia il voto di laurea non è influente sulle tappe successive.

Il concorso pubblico

Il secondo passo è quello di presentare la propria candidatura al concorso di accesso alla Magistratura bandito dal Ministero della Giustizia e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale. Tuttavia la sola laurea non basta per fare domanda a questo concorso; bisogna infatti possedere uno dei seguenti requisiti specifici:

  • diploma conseguito al termine di un corso di durata biennale presso le scuole di specializzazione per le professioni legali;
  • dottorato di ricerca in materie giuridiche;
  • conclusione positiva di uno stage presso gli uffici giudiziari o di un tirocinio professionale di 18 mesi presso l’Avvocatura dello Stato.

Possono altresì partecipare al concorso anche i magistrati amministrativi e contabili, gli abilitati all’esercizio della professione forense e, se iscritti all’albo degli avvocati, non incorsi in sanzioni disciplinari, i docenti universitari in materie giuridiche, i magistrati onorari, i dipendenti pubblici con qualifica dirigenziale e i procuratori dello Stato.

Il concorso è articolato in 1 prova scritta e 1 prova orale.

  • La prova scritta prevede lo svolgimento di 3 elaborati teorici, rispettivamente di Diritto civile, Diritto penale e Diritto amministrativo;
  • la prova orale verte su diverse materie come Diritto civile ed elementi di Diritto romano, Procedura civile, Diritto e Procedura penale, Diritto amministrativo, costituzionale e tributario, Diritto comunitario, Diritto internazionale pubblico e privato, Diritto del lavoro e della previdenza sociale, Diritto commerciale e fallimentare, elementi di Informatica giuridica e di ordinamento giudiziario e su di u n colloquio su una lingua straniera scelta dal candidato (francese, tedesco, inglese, spagnolo).

LEGGI ANCHE: Quali professioni si possono svolgere con una laurea in Giurisprudenza?

Il tirocinio e la nomina a Magistrato

I vincitori del concorso previsto per diventare Magistrato assumono la qualifica di Magistrati Ordinari in Tirocinio. In questo periodo di 18 mesi è necessario seguire corsi di approfondimento teorico-pratico presso la Scuola Superiore della Magistratura e sessioni presso uffici giudiziari.

Queste ultime prevedono una prima fase, detta di tirocinio generico, in cui i Magistrati Ordinari in Tirocinio frequentano tutti gli uffici giudiziari affiancando Magistrati già esperti, e una seconda fase, detta di tirocinio mirato, in cui le attività si concentrano sulle funzioni che concretamente essi svolgeranno al momento della destinazione agli uffici giudiziari.

Al termine dei 18 mesi, il Consiglio Superiore della Magistratura valuta l’idoneità del magistrato a esercitare le funzioni giudiziarie. In caso di giudizio positivo, vengono conferite le funzioni giurisdizionali e assegnata una sede di servizio. A questo punto si può dire finalmente concluso il lungo percorso per diventare Magistrato

Cosa fa il Magistrato

Prima di dire cosa fa il Magistrato concretamente, specifichiamo che esistono diverse tipologie di Magistrato:

  • Magistrato ordinario con competenza civile e penale; a loro volta i Magistrati ordinari si dividono tra Magistrati togati, che esercitano la funzione giurisdizionale a tempo indeterminato, e Magistrati onorari, che hanno un incarico temporaneo;
  • Magistrato amministrativo che esercita la sua giurisdizione sulla tutela degli interessi legittimi nei confronti della Pubblica Amministrazione;
  • Magistrato contabile che ha giurisdizione in materia di risarcimento di danno erariale;
  • Magistrato tributario che ha giurisdizione su controversie legate a imposte e tasse;
  • Magistrato militare con competenze afferibili ai reati militari.

Il compito del Magistrato è di far rispettare e applicare il diritto vigente dello Stato, attraverso la conduzione di un processo in tutte le sue fasi. Ecco perché le attività che il Magistrato svolge sono di 2 tipi:

  • giudicanti quando il Magistrato è Giudice e quindi decide sulle controversie o si pronuncia sugli affari di sua competenza;
  • requirenti quando il Magistrato è Pubblico Ministero e quindi esprime richieste, conduce indagini in vista delle decisioni degli organi giudicanti.

Nel concreto, quindi, possiamo dire che un Magistrato:

  • esamina la documentazione inerente un reato;
  • valuta la sufficienza delle prove;
  • formula i capi di imputazione;
  • sostiene l'accusa;
  • conduce le udienze;
  • emette le sentenze e predispone misure cautelari.

Il Magistrato può lavorare in diverse sedi, come in tribunale (ordinario, minorile, di sorveglianza), in Corte d'Assise, in Corte d'Appello e in Corte di Cassazione. Ovviamente queste ultime sedi citate sono occupate dai Magistrati con una certa esperienza e anzianità di servizio.

LEGGI ANCHE: Quale percorso bisogna compiere per diventare Notaio?

 

Federica Privitera

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