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Che cos'è il contratto di apprendistato, quali sono le tipologie e quanto può durare

18
mar
2021

Negli ultimi anni il contratto di apprendistato ha assunto un peso crescente nella regolazione dei rapporti di lavoro e ad oggi è uno degli strumenti più diffusi ed efficaci per introdurre nel mercato del lavoro giovani con un’età compresa tra i 15 e i 29 anni. Secondo l’ultimo monitoraggio dell’INAPP (Istituto per l'Analisi delle Politiche Pubbliche) riferito ai dati del 2017, le assunzioni con questa formula erano infatti in crescita del 22% rispetto all’anno precedente, con circa 429.000 rapporti di lavoro in essere.

Tale formula, spesso adottata per proseguire una prestazione iniziata con un tirocinio, comporta notevoli vantaggi sia per l’apprendista, al quale viene garantita una retribuzione e contestualmente la possibilità di acquisire una qualifica professionale, che per il datore di lavoro, che ne beneficia in termini di agevolazioni di tipo normativo, contributivo, fiscale ed economico. 

Vediamo allora che cos’è il contratto di apprendistato, quali sono le varie tipologie di questo rapporto di lavoro e quanto può durare.

Che cos’è il contratto di apprendistato

Per definizione, l’apprendistato è “un contratto di lavoro a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e alla occupazione dei giovani” (D.lgs 81/2015, art. 41, comma 1).

Si tratta di una speciale categoria di contratto, definito “a causa mista” poiché con tale dicitura s’intende un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato che comprende anche una formazione a tempo determinato. 

Stipulando questo tipo di contratto, l’apprendista s’impegna a seguire un Piano formativo individuale (Pfi), nel quale vengono indicate tutte le fasi di insegnamento pratico e tecnico-professionale computabili nell’orario lavorativo, che possono essere svolte internamente o esternamente all’azienda. 

L’apprendista ha inoltre diritto:

  • a una retribuzione;
  • alla copertura assistenziale e previdenziale;
  • all’indennità di malattia e infortunio;
  • alle ferie annuali retribuite;
  • all’assegno per il nucleo familiare;
  • all’indennità mensile di disoccupazione (Naspi);
  • al Trattamento di fine rapporto (Tfr).

Per quanto riguarda il datore di lavoro, questi può assumere apprendisti nel limite di un rapporto di 3 a 2 tra questi e i lavoratori dipendenti effettivi, e mai del 100% nel caso di aziende con meno di 10 lavoratori effettivi, ed è tenuto ad affiancare all’apprendista un tutor aziendale.

Gli apprendisti possono essere sottoinquadrati con un livello di retribuzione fino a 2 volte più basso rispetto alla categoria spettante, secondo quanto stabilito dai contratti collettivi, oppure rispetto a lavoratori con mansioni analoghe o in misura dell’anzianità di servizio. 

Tra gli altri incentivi, inoltre, è previsto un trattamento contributivo agevolato e l’esclusione dell’apprendista dal computo dei limiti numerici del personale.

Al termine del periodo di apprendistato, il contratto si trasforma in un rapporto di lavoro a tempo indeterminato, salvo nel caso in cui una delle due parti voglia recedere.

Tipi di contratto di apprendistato e durata

Il D.lgs 81/2015, che rappresenta la normativa di riferimento per questo tipo di contratto, prevede 3 tipologie di apprendistato. Vediamole in dettaglio:

Apprendistato per la qualifica e il diploma superiore 

  • requisiti di età: tra i 15 e i 25 anni;
  • durata: determinata a seconda della qualifica o del diploma da conseguire e comunque non superiore ai 3 anni, 4 nel caso del diploma professionale quadriennale;
  • finalità: permette di coniugare lo studio con un’esperienza lavorativa, al fine di conseguire una qualifica o un diploma professionale e assolvere all’obbligo scolastico.

Apprendistato professionalizzante o di mestiere

  • requisiti di età: tra i 18 e i 29 anni, oppure over 29 beneficiari di mobilità o di trattamenti di disoccupazione;
  • durata: non inferiore a 6 mesi e non superiore ai 3 anni, che diventano 5 per le imprese artigiane;
  • finalità: consente di apprendere un mestiere o conseguire una qualifica professionale attraverso una formazione sul lavoro e un apprendimento tecnico-professionale.

Apprendistato di alta formazione o ricerca

  • requisiti di età: tra i 18 e 29 anni;
  • durata: stabilita dalle Regioni in accordo con le associazioni dei datori lavorativi e gli enti formativi di pertinenza;
  • finalità: è valido ai fini del conseguimento di un diploma di istruzione secondaria superiore, di un titolo di studio universitario, di un master, di un dottorato e del praticantato.

In ogni caso, il periodo di apprendistato può essere prolungato per malattia, infortunio o per altra causa di sospensione involontaria del rapporto. 

Altri approfondimenti sulle norme legate al mondo del lavoro:

 

Ettore Bellavia

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