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Cambiare lavoro. Qualche consiglio utile

29
mag
2018

Perché cambiare lavoro? Il mondo del lavoro è in continuo mutamento. Le professioni più ricercate oggi potrebbero sparire nei prossimi anni. Così come competenze oggi sconosciute potrebbero nascere e diventare indispensabili in poco tempo. Questa velocità può essere problematica e richiede tanta attenzione. Dobbiamo formarci e aggiornarci costantemente e informarci per compiere scelte professionali sempre diverse. Ma è anche una sfida affascinante per chi vuole cambiare lavoro e fare carriera, guadagnare di più, o semplicemente cambiare aria. In questo post guardiamo allora alla questione "perché cambiare lavoro", dando qualche consiglio su come farlo e come comportarsi quando si intende trovare una nuova occupazione.

Perché e quando cambiare lavoro

Possiamo cambiare lavoro quando siamo costretti, o quando lo vogliamo. Cominciamo dai casi del primo tipo, ovvero dagli aspetti negativi. La necessità di cambiare lavoro può avere come causa uno dei seguenti motivi:

  • Diritti negati. Talvolta si è costretti a cambiare lavoro perché il datore di lavoro ritarda gli stipendi, perché non si riesce a ottenere un contratto di lavoro corretto e giusto, o perché si subiscono abusi e vessazioni (mobbing verticale). Questi problemi si possono avere anche quando si lavora in proprio: è il caso in cui i clienti non rispettano i pagamenti o li ritardano.
  • Ambiente di lavoro ostile. Si sente l'esigenza di cambiare anche quando si lavora in un ambiente ostile, dove non c'è accordo tra colleghi e colleghe. In certi ambienti si possono subire dispetti, insulti, isolamento e discriminazione sessuale o razziale, che in determinate circostanze potrebbero meritare denunce (mobbing orizzontale).
  • Crisi dell'azienda o del settore. Quando si intravede la possibilità che l'azienda per cui si lavora stia fallendo, o il settore in cui si opera sia in profonda crisi, meglio guardarsi intorno.
  • Reddito insoddisfacente. Una ragione più materiale ma non per questo meno importante riguarda lo stipendio o il reddito da lavoro autonomo. Quando è troppo basso e non si arriva a fine mese, si può essere costretti a cercare un altro lavoro.

Tuttavia, cambiare lavoro può essere una libera scelta, legata ad aspetti positivi. In questo caso, cambiare lavoro può collegarsi ai seguenti ambiti:

  • Carriera. Crescere, occupare una posizione più alta e prestigiosa, ricoprire ruoli di responsabilità, avere riconoscimenti e gratificazioni. Sono tutte ragioni che spingono molte persone a cercare un lavoro migliore.
  • Sfide. Molte altre persone, invece, cambiano lavoro per trovare nuovi stimoli, cambiare ambiente, rimettersi in gioco, imparare cose nuove o mettere in pratica competenze acquisite che nel lavoro precedente non si aveva la possibilità di valorizzare.
  • Qualità della vita. Non dimentichiamo il vivere bene, il benessere psico-fisico, la vita privata. Molte persone, ad esempio, cambiano lavoro per stare più vicini a casa, riducendo i tempi di spostamento da casa al luogo di lavoro. Altre cercano un'occupazione più flessibile o part-time per dedicarsi ad altre passioni, così come si spostano presso aziende che permettono di lavorare da casa (scopri cos'è e quali sono i vantaggi dello smart working).
  • Reddito. Last but not least, il motivo più diffuso: lo stipendio. Di fronte a un'opportunità di lavoro in cui ci pagano di più, in un'altra azienda o in un altro settore, molte persone scelgono per un nuovo lavoro.

Cercare un nuovo lavoro prima di abbandonare il vecchio

Una volta deciso di voler cambiare lavoro non bisogna procedere in maniera frettolosa. Vediamo alcuni consigli utili prima di lasciare un posto di lavoro.

Una prima parte riguarda la ricerca preventiva di una nuova opportunità.

  • Trovare un'occasione migliore. Prima di dare le dimissioni è bene guardarsi intorno per non rimanere disoccupati. Qui l'auto-orientamento è importantissimo: navigare online, studiare l'andamento del settore che ci interessa, fare ricerche per capire quali sono le professionalità più richieste dal mercato (scopri qui le professioni del 2018). Se individuate una nuova azienda, valutate la soddisfazione dei dipendenti, le possibilità di carriera, le condizioni contrattuali. In fondo, se lasciamo un lavoro cerchiamo di trovarne uno migliore.
  • Fare rete. Quando decidete di cambiare, impegnatevi a creare o aggiornare i vostri profili social e frequentate i gruppi tematici su LinkedIn e le altre comunità professionali. Potrete anche dire in giro che siete alla ricerca di una nuova occupazione. Se invece volete mettervi in proprio, i social sono ricchissimi di informazioni utili a capire come vanno i mercati.
  • Formazione. Lo abbiamo detto all'inizio: cambiare lavoro o settore richiede un aggiornamento costante delle competenze, sia per essere competitivi, sia per avere i titoli che alcune posizioni aperte richiedono esplicitamente (attestati, certificazioni, master).

Occorre poi seguire alcuni consigli su come comportarsi con la vecchia azienda:

  • Non dirlo in giro troppo presto. Meglio evitare di dire ai superiori e ai colleghi che si vuole cercare un nuovo lavoro prima di avere le idee chiare o magari un'altra opportunità sicura. Quando la avete già, meglio comunicarlo direttamente al titolare dell'azienda, al capo o al superiore, con il giusto preavviso. Evitare invece di dirlo prima ai colleghi: le voci di corridoio possono fare danni ed è sempre utile mantenere una buona reputazione, importante anche quando vi state licenziando.
  • Mantenere buoni rapporti. Anche in caso di rottura, meglio mantenere rapporti cordiali con l'azienda che si lascia. Potreste aver bisogno di buone referenze per candidarvi a nuovi colloqui. Ma anche quando si lavora in proprio è bene mantenere alta la reputazione per non danneggiare il vostro giro d'affari.
  • Passare il testimone. Infine, rendetevi disponibili a confrontarvi con chi prenderà il vostro posto, assicurando un passaggio di consegne pacifico ed efficace. Il mondo del lavoro è piccolo, e mantenere professionalità ed educazione fino all’ultimo aiuta a essere apprezzati nel nuovo contesto.

Dare le dimissioni, come si fa e cosa comporta

Una volta convinti di lasciare, magari dopo aver avuto la certezza di un nuovo lavoro, oppure dell'inizio di un master o corso di formazione, conviene fissare un incontro con il superiore, il responsabile o il titolare per dare comunicazione ufficiale, inviando formalmente anche le dimissioni mediante procedura telematica. Tutto questo va fatto tenendo d'occhio il periodo di preavviso, che dipende da diversi fattori quali la tipologia di contratto, il livello di inquadramento, l'anzianità di servizio e la qualifica. Vi sono diversi casi in cui potrete dimissioni per giusta causa e dunque senza preavviso. Ad esempio:

  • mancato o ritardato pagamento della retribuzione
  • omesso versamento dei contributi
  • comportamento ingiurioso del superiore gerarchico verso il dipendente
  • pretesa del datore di lavoro di prestazioni illecite da parte del lavoratore
  • mobbing
  • molestie sessuali

Per trasmettere le dimissioni con procedura telematica si può compilare il modulo sul sito del Ministero del Lavoro avendo un account sul sito ClicLavoro e un PIN Inps. Potrete però anche rivolgervi a un soggetto abilitato a comunicare le dimissioni, ovvero:

  • Patronati
  • Sindacati
  • Enti bilaterali
  • Commissioni di certificazione

Per approfondire e compilare i moduli, visitate la pagina dedicata sul sito del Ministro del Lavoro.

 

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