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L'editoria italiana torna finalmente a crescere nel 2019

14
feb
2020

Per la prima volta dal 2010 il mercato del libro in Italia torna a crescere: aumenta infatti il numero di copie vendute e anche il fatturato torna a respirare. La scure della pirateria, tuttavia, continua ad abbattersi sul mercato. Sono queste le principali conclusioni dell’ultima analisi realizzata dall’ufficio studi dell’Associazione Italiana Editori (AIE) in collaborazione con Nielsen.

Il mercato del libro italiano nel 2019

Il 2019 sembra essere stato un anno di ripresa per un settore che in Italia, notoriamente, non ha goduto di buona salute negli ultimi anni. Stiamo parlando dell’editoria: per la prima volta dal 2010 le copie vendute di opere di varia (romanzi e saggi in formato cartaceo ed e-book) sono aumentate. Parliamo di un aumento del 3,4% nei canali trade, ovvero librerie, grande distribuzione organizzata e store online (arrivando alle 100,2 milioni di copie). Buone notizie anche sul versante fatturato, dove si registra una crescita del 4,9%. Il settore torna così a movimentare un giro d’affari superiore a quello del 2011 (1,493 miliardi, e-book compresi), in cui solo i libri in digitale valgono 71 milioni di euro, in crescita del 6% rispetto al 2018.

Il confronto tra il mercato editoriale italiano e quello degli altri Paesi

Il mercato di varia dei soli libri fisici vale nel 2019 1,422 miliardi di euro, in crescita (come dicevamo) del 4,9% rispetto l’anno precedente, con un valore che si avvicina di molto al dato registrato nel 2011. L’Italia è andata meglio di altri Paesi: nel 2019 il mercato francese è cresciuto del 2% e quello tedesco dell’1,4%, mentre invece gli Stati Uniti hanno visto un calo dell’1,3% in termini di copie vendute.

La scomparsa delle librerie e la crescita degli e-commerce

Gli italiani comprano negli store online più di un libro su quattro (il 26,7%, in crescita di 2,7 punti percentuali rispetto all’anno precedente): in dieci anni gli e-commerce sono passati dal 3,8% al 26,7% sottraendo spazi alla grande distribuzione (dal 18% al 7,1%) e alle librerie (dal 78,2% al 66,2%). Queste proseguono inesorabili nel loro crollo e in una progressiva scomparsa: nel 2019 hanno coperto il 66,2% delle vendite di varia (in calo di 2,8 punti percentuali), e non sorprende leggere questi numeri insieme a quelli emessi dall’Istat, grazie ai quali scopriamo che nel 2012 erano attive nel nostro Paese 3.544 librerie e nel 2017 3.299, con un saldo negativo del 6,9%: in altri termini in 5 anni hanno chiuso 245 librerie, di cui 82 al Nord, 122 al Centro e 41 al Sud e nelle Isole.

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I lettori italiani amano leggere libri di scrittori italiani

Se guardiamo al genere dei libri venduti, emerge con chiarezza il ruolo predominante della narrativa italiana, che cresce sia in termini economici (205,9 milioni di euro, +7,3%) che in numero di copie vendute (13,8 milioni, +6,2%); segue poi la non fiction specialistica (261,3 milioni di euro e +5,1% di copie vendute - in questo settore sono compresi i manuali per i concorsi pubblici, la psicologia e la filosofia). In calo la narrativa straniera, con un -1% in termini di fatturato (251,4 milioni di euro) e un -2,8% in termini di copie vendute. Rallenta un po’ la corsa rispetto agli anni precedenti il settore bambini e ragazzi, rimanendo comunque in ottima salute: per questo genere di libri le vendite a valore sono state di 246,7 milioni di euro (+3,4%) e le copie 20,9 milioni.

Le iniziative delle istituzioni che hanno aiutato il mercato

La 18App, il bonus riconosciuto a tutti i neo-diciottenni per favorire la loro crescita culturale, ha giocato certamente un ruolo importante in questo scenario di crescita nel corso degli ultimi due anni: nel 2018 sono stati spesi in libri 132,4 milioni di euro, il 69% della spesa totale di quella effettuata con questo bonus, e nel 2019 131,5 milioni, il 66% della spesa totale. La recente normativa mutata circa l’erogazione di questo bonus, tuttavia, non permette di fare proiezioni anche per il 2020, dato che l’ammontare del capitale destinato all’iniziativa è stato ridotto.

La scure della pirateria divora ampie fette di mercato

Secondo i dati della ricerca commissionata da AIE a Ipsos e presentata a Roma lo scorso 22 gennaio durante un convegno, la pirateria sottrae ogni anno al mondo del libro 528 milioni di euro, il 23% del valore complessivo del mercato (senza considerare l’editoria scolastica). Ipsos ha dichiarato che questo valore corrisponde a una perdita di posti di lavoro nel settore pari a 3.600 persone, 8.800 considerando l’indotto completo. Secondo l’AIE, se la pirateria non esistesse e si riprendesse ad acquistare libri solo legalmente, potrebbero aprire circa 120 nuove librerie e ci sarebbero 300 nuovi posti di lavoro nel mercato.

Scarica il report completo

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