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5 lavori che 10 anni fa non esistevano

19
gen
2019

La tecnologia negli ultimi 10 anni ha fatto passi da gigante. In pochissimo tempo abbiamo assistito a un radicale cambiamento nella gestione del lavoro e delle interazioni sociali, con strumenti tecnologici sempre più in grado di velocizzare la comunicazione e agevolare l’analisi di dati. Di conseguenza, l’intero mercato del lavoro ha attraversato, e sta tuttora attraversando, un’importante fase di mutazione, vedendo nascere e crescere mestieri che fino a poco tempo fa non avremmo mai immaginato. Ma quali sono, quindi, i lavori nati negli ultimi 10 anni?

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5 lavori nati negli ultimi 10 anni

Ci ricordiamo come era la nostra vita nel 2009, prima dell’avvento dei social media, di Youtube e di tutte quelle realtà digitali che oggi diamo per scontate? Nei giorni in cui spopola su tutti i social la #10yearschallenge, sfida in cui gli utenti, suggestionati dal tempo che passa, recuperano vecchie foto di 10 anni fa e le confrontano con quelle di oggi, vogliamo proporvi una breve lista di 5 lavori che nel 2009 avremmo considerato quasi futuristici, ma che oggi sono parte integrante del nostro orizzonte professionale.

Chi sono gli Youtuber? Cosa fanno i Social media manager? E gli Sviluppatori di app? Ma soprattutto: come si fa a diventare dei professionisti in questi ambiti ancora giovani e poco strutturati? Vediamolo insieme.

Youtuber: le nuove star

Fondato il 14 febbraio 2005 da 3 ragazzi ex dipendenti di PayPal (Chad Hurley, Jawed Karim e Steve Chen), Youtube è una piattaforma digitale dedicata alla condivisione di materiale video. Nel 2006 il marchio fu acquisito da Google, che in poco tempo fu capace di trasformarlo in un fenomeno di dimensioni globali, rendendolo il principale competitor della televisione, fino a quel momento leader indiscusso dell’intrattenimento popolare. La portata rivoluzionaria del progetto è legata alla possibilità, per gli utenti, di condividere e commentare liberamente dei contenuti all’interno di una community, senza bisogno di grandi produzioni o attrezzature costose.

Il primo video caricato, della durata di 18 secondi, si intitolava Me at the zoo, in cui un ragazzo si faceva riprendere con degli elefanti sullo sfondo notando che la cosa più cool di questi animali era la loro lunghissima proboscide. Una banalità? Forse. Ma da allora l’ascesa di Youtube non si è più arrestata, e oggi lo Youtuber è diventato una vera e propria professione cui moltissimi ragazzi guardano con crescente interesse.

Questi produttori di contenuti video sono infatti considerati delle star, capaci di polarizzare l’attenzione di un vastissimo pubblico e di ottenere milioni di visualizzazioni. Basti pensare che il canale di Favij, idolo dei ragazzi diventato famoso riprendendosi mentre gioca al computer, conta attualmente ben 5 milioni di iscritti, più di chiunque altro in Italia, con un guadagno stimato di 400.000 euro all’anno. Quasi tutti gli Youtuber sono autodidatti, ma il livello tecnico si è andato negli anni sempre più innalzando. Per sperare di emergere, serve quindi qualche dote di ripresa video e, soprattutto, di montaggio. Oltre a una buona videocamera e un discreto carisma.

Lavorare con Facebook e Instagram: i Social media manager

Nel 2019, nessuna realtà, sia pubblica che privata, può prescindere da una comunicazione sui principali social media. Facebook, Twitter, Instagram, solo per citare i più famosi: ormai, se non possiedi un profilo su uno di questi social, sei prossimo alla non-esistenza. Specialmente se sei titolare di un’azienda e hai bisogno di farti pubblicità. Ma, anche se tutti vi hanno accesso, saperli utilizzare non è affatto scontato.

Per questo sono nati i Social media manager, figure specializzate ed esperte di comunicazione che vengono retribuite per gestire le pagine di aziende pubbliche e private, di realtà editoriali (programmi tv, giornali, agenzie), oltre che di politici e rappresentanti istituzionali, determinando in modo radicale l’andamento del mercato e, talvolta, anche dei risultati elettorali. Al punto tale che, secondo alcune rivelazioni di Brad Parscale (direttore della campagna elettorale digitale di Donald Trump), le elezioni negli Stati Uniti d’America sarebbero state vinte dai Repubblicani grazie a una specifica strategia comunicativa pensata per Facebook.

Il mondo, insomma, nelle mani dei Social media manager. Impensabile nel 2009, quando ancora tutto si decideva nei salotti televisivi. Quindi, aspiranti comunicatori social, attenzione: da grandi poteri derivano grandi responsabilità. Per formarsi in questa professione, si consiglia di frequentare corsi di Comunicazione e Marketing all’Università, che è poi possibile integrare con i numerosi Master in Social media recentemente apparsi sul mercato della formazione.

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Sviluppatori di app: ecco chi crea le applicazioni dei nostri smartphone

Appena 10 anni fa era quasi un miracolo che i telefonini avessero la funzione Bluetooth o potessero riprodurre qualche immagine e video. Il cellulare, ancora si chiamava così, serviva soltanto per chiamare o mandare messaggi, e a poco altro. Ma in un batter d’occhio i cellulari si sono trasformati in smartphone, computer in miniatura capaci di svolgere un’incredibile varietà di funzioni grazie alle numerose applicazioni via via sviluppate per incrementarne le prestazioni.

Ma come nascono le applicazioni? Non compaiono certo per miracolo nel Google Play Store o sull’Apple Store. È nata bensì una branca di Informatici specializzata nella programmazione di app per dispositivi mobili. Pur non essendoci una formazione universitaria specifica per questa professione, ci sono comunque dei percorsi utili a costruire delle competenze spendibili in questo settore in crescita. Un buon punto di partenza è l’iscrizione a un corso universitario in Informatica, Ingegneria informatica o Elettronica delle Telecomunicazioni, o la frequentazione di corsi pubblici o privati post-diploma specificamente pensati per gli App Developer.

Programmatori IoS e Android, i maghi dei sistemi operativi

Restando nello stesso ambito, un’altra delle professioni nate e sviluppatesi di pari passo con l’evoluzione dei dispositivi tecnologici è quella del programmatore dei nuovi sistemi operativi. In particolare, quelli utilizzati dalle marche di device più famosi: IoS (per dispositivi Apple) e Android (per tutti gli altri, o quasi).

Per renderci conto della dimensione del fenomeno, basti guardare alcune analisi fatte sulle offerte di lavoro presenti su LinkedIn tra il 2008 e il 2013. Nel 2008 le ricerche di Programmatori IoS e Android erano, rispettivamente, 89 e 53. In soli 5 anni, sono aumentate per IoS fino a 12.634 e per Android fino 10.554. Non serve un Data Analyst per capire che siamo soltanto all’inizio di un lungo periodo fortunato per quanti hanno competenze digitali in questo ambito.

Data Analyst: ecco a chi, invece, serve

Infine, non si può ignorare una delle professioni che più stanno segnando le dinamiche aziendali, e non soltanto, in un numero di settori sempre più elevato. Fino al decennio scorso, quando l’utilizzo dei computer era ancora limitato, le informazioni e i dati cui si aveva accesso erano necessariamente molto inferiori. Oggi, un’azienda reputa imprescindibile la figura professionale del Data Analyst, o Data Scientist, il cui incarico è quello di raccogliere, leggere e codificare i dati relativi all’azienda, per elaborare strategie di marketing e risolvere problemi in modo sempre più mirato.

Uno dei suoi strumenti, per le realtà che operano in Rete, è per esempio Google Analytics, che offre all’Analista una varietà di dati sul traffico del sito di competenza, permettendogli di individuare con estrema precisione dove intervenire per migliorarne le prestazioni. Una formazione di tipo statistico è certamente consigliata per questo mestiere, ma non imprescindibile: la maggior parte dell’esperienza si acquista sul campo, iniziando magari con uno stage in azienda, dove le figure Senior possono fornire all’aspirante Data Analyst strumenti aggiornati e competenze fresche per affrontare un lavoro che, inutile dirlo, è in esponenziale ascesa e costante mutazione.

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